Pareggino striminzito e sofferto, Fiorentina ancora piccola

Pochi tiri nella porta avversaria, e il ritmo resta troppo lento. Kean e Piccoli insieme, dubbi sul cambio di Comuzzo

Paolo
Paolo Pellegrini
31 Agosto 2025 20:52
Pareggino striminzito e sofferto, Fiorentina ancora piccola
Foto Acf Fiorentina

Un caffellatte con i Pavesini, mi suggerisce il mio vecchio amico davanti al mio evidente imbarazzo. Davvero, da non sapere da che parte rifarsi. Oppure sì, se è vero che il migliore – e forse il migliore in campo – è stato Davidone De Gea, che pure ha comunque il brutto vizio di non uscire sui cross più prossimi, e così anche stavolta qualche brivido se l’è cercato. Ma la chiusura davanti a Casadei a porta spalancata dopo appena 7’21” con specchio sbarrato e Cholito disperato per il goloso assist sprecato, ecco, basta quella per l’applausone, salvo rifarsi poco dopo la mezzora su Ngonge e su una gran botta di Simeone. Ecco, la sintesi del match con gli occhiali sui viola dice poco altro, beh, c'è una bella botta di Piccoli – messo in campo insieme a Kean, mossa coraggiosa ma evidentemente da oliare – deviata in affanno da Israel, un pallonetto da lontano di Dodo – partita strana la sua, dopo mi ci fermo un attimo – che vede il portiere fuori e ci prova, appena alto, una gran bella botta di Comuzzo – ecco, segnatevi anche questa: perché il cambio, se stava andando proprio bene e non mostrava problemi al fisico? – finita fuori di centimetri.

Ah già, poi Kean. Che questa volta riesce a togliere di testa dalla porta avversaria un pallonetto destinato in fondo al sacco: e buon per lui che Abisso nel frattempo aveva fischiato un blocco falloso di Pongracic in attacco. Il quale Pongracic, lasciatemelo dire, divide la palma del migliore con De Gea, molti la vorrebbero assegnare a Gosens ma sì, il tedesco ha corso tanto però quanto ha sprecato, quante palle ha perso o ha giocato senza attenzione.

E quanti anticipi ha subito, Gosens. Ma come tutti-tutti i compagni, era la nota distintiva della passata stagione, trasferita pari pari su questa, cambiano le facce ma l’atteggiamento no, e si arriva secondi sulla palla. E si gioca al passaggio laterale, con un ritmo talmente lento da far venire sonno, il giropalla è da Rsa, e oltretutto non c’è nessuno che inventa, che prova a far filtrare, un lancio in avanti via terra, perché per l’aria di palloni ne volano a iosa, ogni tanto precisi il più spesso alla come capita. Insomma, il Torino che è tutt’altra cosa rispetto a quello di una settimana fa – o era tutt’altra cosa chi aveva davanti, ancorché fuori casa? – quando l’Inter se l’è strapazzato ben bene, il Torino ha perso due punti, la Viola invece ne ha guadagnato uno. Il che, a voler essere diabolicamente fiscali perché si son giocate solo due partite, mentre intanto la Lazio ha vantaggio comodo sul Verona e l’Inter è inchiodata sul pari dall’Udinese, significa dodicesimo posto, un gol fatto uno subito, magari l’Inter vince e allora è undicesimo, se vincono i friulani resta dodicesimo.

foto Acf Fiorentina

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Un gol fatto uno subito. Pochino, ma Moise Kean malgrado la garra e la foga fisica non l’azzecca. Però questa coppia con Piccoli è interessante, resta appunto da rodare, uno dei due dovrà decidersi ad abbassarsi meno, lì dietro dovrebbe toccare a Gudmundsson. Già, l’islandese. Qualche bella giocata, illuminante e qualche bel tracciante. Ma poca roba, e conclusioni di suo ancora zero. Troppo poco, dai, Albert. Troppo poco le fasce, stasera, Dodo a corrente alternata, qualche buon numero in avanti ma il solito incaponirsi nell’uno contro uno finendo col perdere palloni su palloni. Senza contare quanti ne ha giocati all’indietro, pareva la riedizione del peggior Ikoné.

Qualche domanda, poi. Perché sostituire Comuzzo? Stava bene. E Kouadio è vispo ma incespica e qualche volta rischia di fare danno: e allora, che ci sia sotto qualche cosa che puzza di cessione? Pioli dice che “aveva mal di stomaco, non stava bene”, quindi fidiamoci. Tanto domani alle 20 il mercato chiude. E secondo il dg Ferrari non ci saranno interventi, sarà perché ha perso malamente Lindelöf e non vuole ammetterlo che non andava perso. E a proposito di mercato: per settimane si è fatto un gran parlare, come obiettivo, di Asllani, che poi appunto è finito al Toro: ecco, domanda, ma siamo sicuri che uno così – come tutti l’abbiamo visto stasera – non ci faceva comodo? Mah, e poi ancora mah.

Tante domande ci sarebbero ancora, tipo: perché non da subito in campo Fagioli, e centrocampo in mano a due – Sohm e Mandragora – che non brillano certo per costruzione? Ma aspettiamo le 20 di domani, poi prendiamoci la pausa-nazionale. Perché dopo arriva il Napoli, già lontano anni luce, non solo nei punti. E poi il resto.

TORINO (4-3-3): Israel; Pedersen, Coco, Maripan, Biraghi (76' Lazaro); Casadei, Asllani (81' Tameze), Ilic (76' Gineitis); Ngonge (81' Aboukhlal), Simeone (62' Adams), Vlasic. All. Baroni

FIORENTINA (3-4-1-2): De Gea; Comuzzo (46' Kouadio), Pongracic, Ranieri; Dodo, Sohm (46' Fagioli), Mandragora (66' Ndour), Gosens; Gudmundsson (83' Fazzini); Kean, Piccoli (77' Dzeko). All. Pioli

ARBITRO: Abisso; assistenti Peretti-Perrotti; quarto Ayroldi; Var Mazzoleni-Dionisi.

NOTE: ammoniti Sohm (F), Vlasici (T), Pongracic (F), Lazaro (T); angoli 7-3 Torino; spettatori 20.127

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