Panificio Toscano: i livelli retribuitivi sono in linea con il settore?

Alcuni lavoratori di Collesalvetti e Prato espongono striscioni contro i SiCobas. Ma perché l'azienda non modifica il contratto da artigianale a industriale?


E' cessato il picchetto di fronte allo stabilimento e i dipendenti (che per 13 notti hanno dormito davanti ai cancelli) hanno terminato lo sciopero. L'azienda ha fronteggiato l'emergenza con l'inserimento di nuovo personale e l'imposizione di straordinari. Ma i Sicobas continuano lo stato di agitazione cercando sostegno anche fuori dall'azienda.

Negli stabilimenti di Panificio Toscano, venerdì mattina sono apparsi striscioni di contestazione dell’operato del sindacato autonomo. Questa iniziativa fa seguito alla pubblicazione di un documento di dissociazioni dagli scioperi con 92 firme (di cui però si conoscono i nomi di soli dieci firmatari per ragioni di privacy).

Da parte sua l’azienda ribadisce -con un comunicato stampa- di operare nella assoluta trasparenza e legalità e a riprova di ciò ricorda che i livelli di retribuzione al Panificio Toscano sono in linea con quelli di altri settori produttivi come la metalmeccanica, il terziario e i pubblici esercizi. Il Panificio Toscano applica il contratto nazionale panificazione - Federpanificatori sottoscritto da CGIL, CISL, UIL in cui è esplicitamente dichiarato: “Sono da considerare panifici ad indirizzo produttivo industriale quelli che dispongono di impianti automatizzati nei processi di produzione”. La proprietà, in mano alla famiglia Nocentini, sostiene che l’attività prevalente del Panificio Toscano è di carattere artigianale e anzi questa è al momento l’elemento di garanzia di successo per il posizionamento dell’azienda nel complesso mercato alimentare.

Insieme alle organizzazioni sindacali è stato comunque concordato di affrontare la questione a livello nazionale al più presto. Resta infine, come anticipato in occasione dell’incontro in Prefettura, la disponibilità dell’azienda a rivedere anche singole posizioni contrattuali.

Ma per porre fine a questo contenzioso non basterebbe che cambiasse il contratto da artigianale a industriale?

Dal Panificio Toscano rispondono che il contratto applicato è quello che meno di un anno fa hanno sottoscritto CGIL e UIL, i sindacati maggiormente rappresentati in azienda. Pochi giorni fa le segreterie nazionali di categoria dei sindacati hanno visitato gli stabilimenti e hanno confermato che non c’è ragione di modificare questa scelta e che comunque la questione sarà analizzata quanto prima a livello nazionale perché esistono casistiche simili in altri stabilimenti.

Ma si può considerare un'attività industriale quella di un'azienda che sforna 3.000 torte al giorno? Il Panificio Toscano ha sotto contratto più di 100 operai che cuociono tutti i giorni tonnellate di pane, guadagnando 1.000 euro al mese per 40 ore di lavoro la settimana. E qualche perplessità emerge anche leggendo i dati di bilancio. Il fatturato è certificato a:

  • 16,5 milioni di euro nel 2015
  • 14,2 milioni nel 2016
  • 15,8 milioni nel 2017
  • circa € 18 milioni nel 2018

L'azienda di proprietà della famiglia Nocentini mantiene però ancora natura di S.r.l. con un capitale sociale di € 100.000. E l'utile d'impresa secondo i dati di Infocamere ammonta a € 461.055 nel 2015 ed € 392.829 nel 2016.

Redazione Nove da Firenze