Palazzo Vecchio: nuova strategia della giunta per le politiche del personale

Oggi l’udienza alla Sezione Lavoro del Tribunale sui Contratti Decentrati. Questura di Firenze: l'accorpamento dei Commissariati di Polizia di San Giovanni e Oltrarno


La giunta comunale approva oggi, su proposta dell’assessore al personale Federico Gianassi, le linee guida ed i criteri per l’applicazione dell’istituto delle risoluzioni unilaterali per il personale che ha raggiunto l’anzianità contributiva e vara il piano occupazionale 2015. “Le politiche di gestione del personale sono sempre più centrali nel buon governo cittadino ed in generale nel contributo alla performance delle amministrazioni locali – dichiara l’assessore Gianassi –. Nel quadro del contenimento delle risorse disponibili per gli enti locali, l’Amministrazione ha trovato lo spazio per una politica di ricambio generazionale e per una valorizzazione del personale dipendente del Comune di Firenze, fornendo al tempo stesso un ulteriore contributo alla razionalizzazione della spesa”. Con l’istituto delle risoluzioni unilaterali, disciplinato dall’art. 1, comma 5, del D.L. 90/2014 l’Amministrazione prende congedo dai dipendenti che hanno maturato i requisiti di anzianità contributiva per l’accesso alla pensione, e che hanno prestato fino ad oggi la loro esperienza e professionalità al servizio della città. Il collocamento a riposo è operato senza alcuna penalizzazione o diminuzione percentuale del trattamento pensionistico. Le risorse liberate dalla manovra delle risoluzioni sono destinate a nuove assunzioni: si tratta di 59 unità nel 2015 cui si aggiungono le 29 già programmate per un totale di 88 persone a fronte delle 171 cessazioni. Saranno assunzioni di personale qualificato, con profili e competenze mirati a sostenere lo sviluppo delle funzioni di programmazione, la regolazione e il controllo e la semplificazione dei processi amministrativi, la ricerca e la raccolta di fondi e risorse. Questa manovra (che in tre anni produrrà economie di circa 3 milioni di euro) punta quindi al rinnovamento della competenze professionali e anticipa una densa road map sul fronte della riorganizzazione dell’ente che vedrà nei prossimi mesi proseguire il disegno di valorizzazione ed ottimizzazione della struttura organizzativa della giunta Nardella.

Si è svolta oggi la seconda udienza del processo davanti al giudice del lavoro promossa da CGIL, USB, UIL, COBAS per il riconoscimento della precedente contrattazione integrativa e contro i recuperi dalle tasche dei dipendenti comunali, attraverso le lettere di messa in mora. La giudice dopo aver esaminato alcune questioni procedurali ha proposto una conciliazione tra le parti, che non è stata accolta dagli avvocati del Comune di Firenze. Successivamente è stata invece accolta, la richiesta di parte sindacale di esaminare preliminarmente l’applicazione del decreto legislativo 16/2014, che consentirebbe di chiudere in maniera incruenta questa annosa vicenda, come è avvenuto in una recente sentenza di Corte d’Appello presso lo stesso tribunale di Firenze. Le parti sono state riconvocate su questa questione preliminare nella udienza del 4 settembre 2015.

Il 1° aprile l’Ufficio per le Relazioni Sindacali del Dipartimento della Pubblica Sicurezza ha richiesto alle Segreterie Nazionali dei Sindacati di Polizia di esprimere un parere in merito ad una bozza di Decreto, nella quale si evidenzia che il Questore di Firenze, con il favorevole avviso del Prefetto di Firenze, ha rappresentato l’esigenza di procedere: 1- all’accorpamento dei Commissariati di San Giovanni ed Oltrarno, nell’attuale sede del Commissariato di San Giovanni; 2- alla soppressione del Posto Fisso di Polizia di Brozzi-Le Piagge, privo di forza effettiva, le cui attività sono state da tempo assorbite dal Commissariato di Rifredi-Peretola. La Segreteria Provinciale del Co.I.S.P. di Firenze, esprime la netta contrarietà rispetto a tale accorpamento, poiché ciò determinerebbe una evidente sperequazione del personale di polizia sul territorio, con una forte concentrazione nel centro ed un abbandono delle periferie, che in tal modo risulterebbero impresidiate ed esposte al rischio di radicamento dei fenomeni di criminalità, con il conseguente pericolo di creare zone franche dove regnano l’insicurezza e l’assoluta illegalità e manca la percezione della presenza delle istituzioni e delle forze dell’ordine.

Redazione Nove da Firenze