Rubrica — Agroalimentare

Ostacoli al commercio di piante e altri prodotti agricoli per il Coronavirus

Confagricoltura Pistoia ha avviato una ricognizione fra le aziende associate, per capire i danni che l’emergenza sta facendo al ai prodotti, fra cui in particolare le piante ornamentali del distretto vivaistico pistoiese


Ricadono in 3 categorie i tipi di problemi finora riscontrati nella circolazione e commercio dei prodotti agricoli pistoiesi, fra cui in primis le piante: reperimento di società di trasporto disponibili; disdette degli ordini; richieste di certificazioni inesistenti e immotivate. Il direttore Daniele Lombardi: la raccolta puntuale di segnalazioni dettagliate, inclusive di luoghi e tipologie di prodotti, servirà all’elaborazione di risposte adeguate alla risoluzione dei problemi.

Confagricoltura Pistoia prende di petto gli ostacoli alla libera circolazione e commercializzazione di piante e altri prodotti agricoli emersi nei giorni scorsi a seguito dell’emergenza Coronavirus e avvia una ricognizione puntuale e dettagliata fra gli agricoltori soci, fra cui in particolare i numerosi vivaisti, per vederci più chiaro.

In prima approssimazione, come specifica la comunicazione inviata ieri dai tecnici ai soci, i problemi riscontrati sembrano articolarsi in «tre categorie distinte: 1) difficoltà nel reperire società di trasporto disponibili; 2) disdette e rifiuto unilaterale ad acquisire la merce contrattata in base agli ordinativi; 3) richieste di certificazioni specifiche che attestino la salubrità del prodotto rispetto ad un presunto rischio di contagio».

Come ribadito infatti anche nella «nota DGSAF 5086 del 2 marzo 2020», con la quale il Ministero della Salute ha indicato i provvedimenti da attuare per la gestione dell’emergenza da Coronavirus nell’ambito della sanità pubblica veterinaria e della sicurezza alimentare, «non vi sono al momento evidenze scientifiche della trasmissione del virus SARS-COV-2 dagli animali all’uomo e attraverso gli alimenti», come spiega la nota di Confagricoltura Pistoia, e quindi «la sicurezza alimentare viene garantita dalle attuali norme», mentre la richiesta di ulteriori certificazioni non è né prevista né appropriata.

«Le segnalazioni di difficoltà sinora pervenute - sottolinea il direttore di Confagricoltura Pistoia Daniele Lombardi - necessitano di riferimenti puntuali per essere poi a loro volta inoltrate alle istituzioni competenti per una risoluzione delle problematiche riscontrate. Per tale motivo, abbiamo deciso di avviare una ricognizione del fenomeno e chiedere alle azienda agricole nostre socie di indicarci casi concreti di problematiche che stanno caratterizzando i flussi commerciali; ovviamente solo per quanto concerne l’emergenza Coronavirus».

In particolare occorrerebbe conoscere per ogni caso:

a) il prodotto interessato, indicandone quantitativi e tipologia;

b) la problematica riscontrata che ostacola gli scambi;

c) il soggetto che frappone impedimenti, istituzione o impresa che sia;

d) la località, in Italia o all’estero, dove si è constatata la problematica.

Redazione Nove da Firenze