Ospedale di Careggi, la direzione generale tranquillizza i sindacati

Damone ribadisce correttezza e trasparenza nelle relazioni sindacali e respinge le preoccupazioni su possibili prossime novità in busta paga


(DIRE) Firenze, 14 nov. - "Non risponde al vero l'accusa alla direzione di Careggi di aver tradito la fiducia dei lavoratori in merito alle progressioni economiche orizzontali del comparto. Al momento della firma del contratto non era ancora conosciuto, definito e prevedibile il consolidarsi di circolari interpretative vincolanti del Mef e del ministero della Funzione pubblica che hanno previsto l'obbligo di scaglionare nel tempo l'attribuzione delle progressioni economiche". Lo spiega, in una nota, il direttore generale dell'azienda ospedaliero-universitaria di Careggi, Rocco Damone, replicando alle recenti prese di posizione di Cgil, Cisl e Fisal. "In precedenza - aggiunge - non era indicato il tetto massimo annuale del 50% del personale a cui riconoscere la progressione così come non era indicato il metodo di calcolo di questa percentuale". Damone rivendica la scelta della direzione di aver inserito nei fondi contrattuali risorse inutilizzate da anni e sottolinea come il contratto integrativo abbia valorizzato il personale dell'azienda. "Un risultato - precisa - che è stato possibile grazie a un sistema di relazioni sindacali improntato alla più ampia trasparenza, correttezza e buona fede, fino ad oggi patrimonio comune e condiviso da entrambe le parti". 

Nessuna modifica, inoltre, è in vista per i premi legati alle performance. "Non corrisponde quindi al vero - prosegue il dg di Careggi- che ci sia una riduzione immediata dell'acconto mensile anche in assenza di una progressione economica orizzontale". 

In merito all'attuazione delle progressioni che scatteranno nel 2021, conclude, "notizie su presunte modifiche del contratto collettivo nazionale di lavoro generano un inutile infondato allarmismo". (Cap/ Dire)

Redazione Nove da Firenze