Online il primo bando per reclutare infermieri con procedura semplificata

Mentre la Toscana entra in zona rossa ecco nuovi interventi della Regione sulla sanità. Stella e Giannelli (FI): "Non veritiere cifre fornite da Regione Toscana su nuove assunzioni in sanità". Torselli (FdI): “Giani e Bezzini dilettanti allo sbaraglio. Le nuove assunzioni erano soprattutto stabilizzazioni”


Un primo bando per il reclutamento rapido di infermieri, a cui potranno seguirne altri per rispondere alle ulteriori esigenze delle aziende sanitarie toscane. Lo ha pubblicato l'ente di supporto tecnico-amministrativo regionale ed è la prima risposta all'ordinanza 108 firmata stamattina dal presidente Eugenio Giani. Il bando consentirà la presentazione delle domande per tutta la durata dell'emergenza Covid-19, allo stesso tempo produrrà ogni settimana, con una procedura estremamente semplificata, una graduatoria degli infermieri disponibili ad entrare in servizio entro sette giorni nelle tre Aziende sanitarie toscane.

Monica Piovi, direttore di Estar, ha commentato così l'apertura del bando "L’emergenza sanitaria che stiamo vivendo impone la necessità di far entrare altri infermieri nel Servizio sanitario regionale e di farlo velocemente. La graduatoria del concorso Estar approvata lo scorso marzo ha consentito di reclutare oltre 2.800 infermieri in otto mesi, ma ormai è quasi esaurita, considerato che rimangono solo 160 infermieri da poter contattare. Oggi, grazie all’ordinanza 108, abbiamo deliberato e pubblicato questo bando per il reclutamento rapido di infermieri - e ne potranno arrivare anche altri, per diversi profili sanitari - con l’obiettivo di rispondere alle esigenze urgenti di personale che perverranno dalle Aziende".

Tutte le informazioni, nonché il bando e l’accesso al portale per la partecipazione, sono disponibili sul sito di Estar. Grazie al decreto “Cura Italia”, al bando potranno partecipare anche gli infermieri di paesi esteri che intendano lavorare in Italia.

Nelle scorse settimane e mesi sono state circa 5.000 le persone (medici, infermieri, tecnici, ecc) assunte ma, come viene giustamente precisato dagli ospedali e dai sindacati, si tratta di 3.000 regolarizzazioni e 2.000 nuove assunzioni.

"Le cifre fornite dalla Regione Toscana sulle nuove assunzioni in sanità non sono veritiere. Il Presidente Giani, in un'intervista ha affermato: 'da febbraio ad oggi abbiamo assunto 2.825 infermieri, 1.629 Oss e tra i medici, per fare un esempio, 82 cardiologi, 92 anestesisti, 5 mila persone assunte; voglio capire i Direttori Sanitari dove hanno mandato queste persone'. Una dura presa di posizione, uno scaricare la responsabilità dei problemi territoriali sui Direttori Sanitari che organizzano la distribuzione del personale, che certo non è piaciuta ai Medici, che hanno duramente contestato le parole di Giani, con un duro comunicato a firma Intersindacale Medica della Toscana". Lo affermano Marco Stella, Capogruppo Forza italia in Regione Toscana, e Giampaolo Giannelli, Vice Coordinatore Provinciale di Forza Italia Firenze. "Anzitutto, medici e infermieri contestano le cifre fornite da Giani - sottolineano Stella e Giannelli - asserendo che in realtà si è trattato perlopiù di stabilizzazioni e non di nuove assunzioni; se si tolgono inoltre pensionamenti e dimissioni per passare al privato o al convenzionato, i numeri reali sono molto lontani da quelli indicati da Giani, con consistenti carenze di organico nella maggior parte delle discipline. Ed ancora, secondo quanto rilevato da Anaao/Assomed solo nel settore urgenza ed emergenza (per capirci 118 e pronto soccorso) mancherebbero, solo in Toscana, 300 medici di organico standard". "Stupisce, in un momento così particolare, nel quale stiamo combattendo una vera e propria guerra, nella quale i medici e tutte le componenti sanitarie sono in prima linea, spesso in condizioni difficili - accusano i due esponenti di FI - che il Presidente Giani, anziché compiere una forte assunzione di responsabilità, proceda ad una sorta di scaricabarile che certamente nuoce a tutto il sistema. Appoggiamo quindi totalmente le richieste di Intersindacale Medica, in particolare per andare a colmare nell'immediato le falle presenti nell'emergenza/urgenza, con bandi di concorso semplificati e col reclutamento di Medici del 118 con contratti a convenzione. Occorre fare di tutto sia per risolvere le reali carenze di organico, assicurando servizi efficienti per i cittadini, sia per tutelare una categoria che in questo momento è sottoposta a tali pressioni, fisiche e psicologiche, da aver bisogno di un sostegno e un aiuto costante dalla politica, e non di uno scarico di responsabilità".

Giani e Bezzini sono dilettanti allo sbaraglio. La Toscana è la Regione d'Italia in cui il tracciamento del Coronavirus è maggiormente sfuggito di mano. Manca personale medico e Bezzini che fa? Confonde le stabilizzazioni dei precari per nuove assunzioni. Giani, da parte sua, non ha fatto di meglio. E' andato alla ricerca di questi 5 mila nuovi assunti ma ovviamente non li ha trovati. Non c'erano! Così non va. La Toscana e la sua sanità sono in mano ad improvvisati, adesso non ce lo possiamo permettere”, così Francesco Torselli, capogruppo di Fratelli d'Italia in Consiglio regionale. “Rispondendo a un'interrogazione di Fratelli d'Italia - spiega Torselli - l'assessore Bezzini aveva dichiarato che, da febbraio a oggi, c'erano state 5 mila nuove assunzioni nella sanità toscana. Il governatore Giani ne era addirittura all'oscuro, tanto che subito dopo ha chiesto alle Asl dove fossero questi 5 mila nuovi assunti. Alla fine si è scoperto che la maggioranza delle nuove assunzioni in realtà erano stabilizzazioni di precari. Ed oggi il governatore - conclude il capogruppo - è corso ai ripari firmando in fretta e furia un'ordinanza che apre, speriamo questa volta davvero, a nuove assunzioni nel sistema sanitario regionale”.

Stamani erano in 200 di fronte all'ospedale di Careggi - convocati da varie realtà politiche e sociali della regione - per ribadire la vicinanza al personale sanitario e chiedere interventi urgenti.

"Gli ospedali toscani sono al collasso, con file di ambulanze fuori dai pronto-soccorso della nostra regione, operazioni importanti e analisi diagnostiche non covid rimandate a chissà quando, terapie intensive e sub intensive pericolosamente sature, operatori sanitari sottoposti a circolari contraddittorie, in burnout o vicini al burn-out -si legge in un documento di Potere al Popolo Firenze- Una situazione prevedibilissima, che non è frutto di un caso, ma dell’inadeguatezza delle misure prese da una classe dirigente supina a Confindustria, e a padroni della sanità privata, che non ha saputo mettere in campo una risposta pubblica, tramite tracciamento, isolamento e trattamento dei casi positivi, alla seconda ondata. Una politica che per ora non si è tradotta in una catastrofe sociale solo perché viene mantenuto il blocco dei licenziamenti fino a marzo e un basso costo del denaro, ma i cui costi Unione Europea, Governo banche e padroni proveranno presto a riversare sulle classi popolari del continente".

"Mentre la Toscana entra, tristemente, nel novero delle Regioni rosse, cade l'ultimo paravento e vengono fragorosamente meno la presunta superiorità e affidabilità del modello sanitario regionale e la sua tenuta di fronte all'emergenza, così enfatizzati e vantati durante la prima fase della pandemia, e risulta senza ombra di dubbio che il modesto, se paragonato ad altre Regioni, numero di contagi e di decessi sia stato dovuto, invece, alla scelta del Governo di chiudere tutta l'Italia, prima che il virus si diffondesse e propagasse in maniera massiccia -si legge in un documento di USB, che ha dichiarato per il 25 novembre sciopero del settore per l'intera giornata- Infatti, di fronte, a una diffusione virale ben più rilevante, il sistema è crollato dimostrando quanto, anni di tagli ai posti letto e di chiusure di Ospedali, anni di tagli al personale sanitario, Infermieri e Medici in primis, quanto i proclami di sviluppo della medicina del territorio rimasti, appunto, solo proclami e l'abbandono dei servizi di prevenzione, abbiano portato la Toscana a trovarsi, di fatto, impreparata e inerme di fronte all'emergenza da SARS-COV-2".

“Già ieri avevamo chiesto, con una nota, unici fra le forze politiche, che la Toscana diventasse zona rossa -afferma un documento del Partito della Rifondazione Comunista- Bene che si sia compiuto questo passo, estremamente in ritardo rispetto alle necessità e dopo mesi estivi passati allegramente dalle nostre istituzioni rispetto alla programmazione di lotta al virus, ma non può bastare. Di fatto le restrizioni riguardano una piccolissima parte di attività commerciali ed economiche, vanno prese misure più stringenti. Che la Regione può mettere in atto, mondandosi seppur parzialmente della gravissima sottovaluzione di questi ultimi mesi. Ci vuole un vero e proprio lockdown regionale rigoroso, unico modo per fermare la spirale dei contagi, e che la toscana lo proponga per tutto il paese. Si poteva non arrivarci, il lassismo e l’incredibile sottovalutazione da parte di governo e regione hanno portato a questa situazione. Il fatto è che sono stati molto più sensibili ai richiami di Confindustria che alle necessità della tutela della salute, oltre che alle esigenze di piccoli esercizi o teatri, cinema e palestre, molto più controllate e controllabili che grandi e medie attività produttive, dove i protocolli anti contagio ci paiono quanto meno poco controllati. Siamo ormai, per queste cause, con un territorio travolto che non riesce più a tracciare il virus e la situazione di stress vissuta da un personale sanitario, che inizia esso stesso ad essere decimato dal contagio”.

Redazione Nove da Firenze