Nuovo Codice del Commercio della Toscana: il Governo non lo impugna

Il Governo ha deciso di non dare seguito alla segnalazione dell’Antitrust. La soddisfazione di Ciuoffo: "Confermati gli aspetti innovativi"


FIRENZE - Il Consiglio dei ministri ha deciso di non impugnare il Codice del commercio della Toscana, votato dal Consiglio regionale il 23 novembre dello scorso anno. Motivo del contendere, i vincoli all’orario di apertura dei distributori di carburante previsti nell’articolo 96, lesivi della libera concorrenza secondo l’Antitrust e invece necessari all’equilibrio del settore secondo gli operatori. Una considerazione, quest’ultima, evidentemente condivisa dal Governo, che ha infatti deciso di non dare seguito alla segnalazione dell’Antitrust.

Soddisfazione viene espressa dall'assessore alle attività produttive turismo e commercio Stefano Ciuoffo: "La Legge 62/2018, che aveva riscosso unanime consenso nella nostra regione sia da parte delle categorie economiche e sociali sia da parte della politica e dagli amministratori locali, diviene così pienamente operativa confermando la bontà degli aspetti innovativi che avevamo introdotto e che ne fanno una legge di sistema all'avanguardia. Penso – prosegue - a novità come la regolamentazione sulle sagre o alla possibilità da parte dei Comuni di indicare regole precise per la vendita di alcolici in orari definiti, penso alla introduzione della disciplina dei ‘temporary store': viene disciplinato un fenomeno molto diffuso come la somministrazione temporanea durante sagre, fiere, manifestazioni a carattere religioso, culturale, tradizionale, politico, sindacale, sportivo o eventi locali straordinari". Nel ripercorrere i cardini della legge, Ciuoffo ricorda come sia "qualificante l'attenzione relativa ai borghi e ai centri storici, con la volontà di rivitalizzare quelli che soffrono situazioni di degrado prevedendo la possibilità di esenzioni o riduzioni dei costi dei servizi e della fiscalità; standard qualitativi per gli esercizi attivi e, per evitarne il degrado, anche per i fondi rimasti vuoti. Oltre che incentivi per gli interventi di ristrutturazione degli esercizi, anche attraverso l'accesso facilitato al credito e la riduzione di imposte comunali e appositi bandi per la riqualificazione e l'animazione dei centri commerciali naturali". "Il commercio, insieme ad altre attività collettive – conclude l'assessore Ciuoffo – è l'anima dei nostri centri storici e dei nostri borghi, che altrimenti perderebbero la loro natura, è un valore identitario delle nostre città e quindi, della Toscana. La Toscana vuole mantenere il suo ruolo di guida nella regolamentazione dell'esercizio dell'attività commerciale, lo abbiamo fatto in passato e cerchiamo di farlo ancora meglio con questo nuovo Codice e lo stiamo raccontando nei territori nel ciclo di incontri organizzati con le categorie e le amministrazioni comunali per spiegarne le novità e le opportunità per tutti".

“Il commercio toscano può finalmente guardare al futuro con ottimismo” il commento a caldo delle associazioni di categoria toscane Confcommercio e Confesercenti. “Senza questa spada di Damocle sulla testa, ora tutte le norme contenute nel Codice del Commercio possono diventare pienamente applicabili, comprese quelle rivolte a sostenere il piccolo commercio in sede fissa e su area pubblica. Ne seguirà una svolta positiva per lo sviluppo e il consolidamento della rete distributiva tradizionale, da sempre valore aggiunto del tessuto economico, sociale e urbano delle nostre città”, commentano in una nota congiunta Confcommercio Toscana e Confesercenti Toscana. “La decisione del Governo, che risolve una volta per tutte l’impasse in cui si era incagliato il nuovo Codice, dimostra che il lungo periodo di concertazione e collaborazione fra le associazioni di categoria, la Giunta e il Consiglio regionale ha dato ottimi frutti, come accade ogni volta che pubblico e privato dialogano su obiettivi comuni e condivisi”, prosegue la nota, “il testo approvato dalla Regione offre soluzioni intelligenti e innovative per il futuro del commercio, tocca ora alle singole Amministrazioni Comunali il compito di darvi piena applicazione. Le nostre associazioni vigileranno che sia fatto, offrendo fin da ora piena disponibilità a collaborare con i Comuni”.

Redazione Nove da Firenze