Novoli: la polizia arresta “grossista” e “pusher al dettaglio”

Quando gli agenti lo hanno fermato, il venditore stava ancora contando i proventi dello spaccio: 2.000 euro in cambio di mezzo etto di cocaina. La droga era stata invece nascosta dal compratore all’interno di un minimarket della zona


Ieri a Novoli la Polizia di Stato ha arrestato due uomini sorpresi a scambiarsi mezzo etto di cocaina in cambio di 2.000 euro in contanti.

L’operazione, condotta dalla Squadra di polizia giudiziaria del Commissariato di Rifredi Peretola ha portato nello specifico all’arresto di un cittadino albanese di 24 anni e di un 33enne nigeriano.

Gli agenti erano appostati tra via Lulli e via Maragliano quando intorno alle 19.00 hanno assistito in diretta alla “compravendita” tra i due: dopo un primo incontro in strada, il 24enne si è allontanato in bicicletta, per poi ripresentarsi poco dopo con in mano due grossi involucri.

Quest’ultimi sono stati presi in consegna dal cittadino nigeriano in cambio di diverse banconote; non appena il compratore ha messo al sicuro quanto acquistato all’interno di un minimarket della zona è scattato il blitz della polizia.

I poliziotti sono intervenuti bloccando entrambi i protagonisti della vicenda, mentre a scovare i due pacchetti sospetti - nascosti all’interno del locale - ci hanno pensato le unità cinofile della Polizia di Stato.

“Mia” ed “Amper” - i due cani antidroga della Questura di Firenze - hanno subito trovato la droga sotto un frigorifero nei pressi del quale, poco prima, gli agenti avevano visto chinarsi l’acquirente nigeriano.

La polizia ha così sequestrato una cinquantina di grammi (lordi) di cocaina, oltre ai 2000 euro trovati in mano al cittadino albanese, fermato proprio mentre stava contando i proventi della vendita. Successivi controlli nella sua abitazione a Novoli hanno permesso di recuperare anche una bilancina di precisione e vario materiale per il confezionamento dello stupefacente.

Sulla base delle circostanze che hanno portato all’arresto dei due cittadini stranieri, gli inquirenti ritengono verosimile che nella vicenda il primo potesse essere il pusher all’ingrosso, mentre l’altro, quello che avrebbe successivamente spacciato la cocaina al dettaglio.

Al momento entrambi sono finiti a Sollicciano, rispettivamente con l’accusa di spaccio e detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

Redazione Nove da Firenze