La maledizione dei fulmini dopo la Cupola colpisce anche Palazzo Vecchio

Danni limitati grazie allo "scudo" installato nel 2015 ma Torre di Arnolfo interdetta ai turisti. In passato "vittime" erano state l'opera principale del Brunelleschi, nel 1492 (tre giorni prima della morte di Lorenzo il Magnifico) e nel 1601, nonché la facciata marmorea di Santa Croce, nel 1984


Un fulmine ha colpito ieri Palazzo Vecchio. E’ successo ieri intorno alle 13, durante un violento temporale che ha colpito la città. I danni sono in corso di valutazione ma sono stati limitati grazie allo ‘scudo’ parafulmini installato nel 2015.

In passato, i fulmini hanno colpito altri monumenti celebri di Firenze, in particolare la Cupola del Duomo. Il 5 aprile del 1492 una saetta centrò la lanterna che ne fu distrutta a metà. Solo te giorni, l'8 aprile 1492, morì Lorenzo il Magnifico e qualcuno in seguito considerò l'evento come un presagio funesto.

Nella notte tra il 26 e il 27 gennaio 1601, ancora la Cupola del Brunelleschi venne colpita da un fulmine che determinò addirittura la caduta della palla di rame del Verrocchio. Ancora oggi, nel punto esatto della caduta, si trova una lastra di marmo che ricorda l'accaduto.

Più recentemente, si ricorda di un fulmine che nel settembre del 1984 colpì la facciata della basilica di Santa Croce scaraventando a terra molti pezzi di marmo.

Tornando a Palazzo Vecchio, al momento risultano alcuni danneggiamenti all’impianto elettrico e di videosorveglianza e i tecnici sono già al lavoro per ripararli. L’ammontare dei danni è in corso di valutazione. L’accesso alla Torre di Arnolfo è stato interdetto ai turisti per motivi di sicurezza anche se rimane visitabile il Camminamento di ronda.

La scudo parafulmine, dal costo di 300mila euro, consiste in una grande armatura di maglia di rame che copre interamente il Palazzo a partire dalla Torre di Arnolfo. E’ la prima volta che un fulmine colpisce Palazzo Vecchio dopo la realizzazione dello scudo e senza di esso avrebbero potuto verificarsi anche danni alla struttura. 

Nell'estate del 2015 il Comune di Firenze decise di difendersi dagli eventi climatici non più eccezionali e commissionò l'intervento alla Società SAEET Impianti, specializzata nella progettazione e messa in opera di sistemi elettrici e meccanici per la produzione e il trasporto di energia convenzionale e rinnovabile.

In diverse fasi nell'autunno di quell'anno i tecnici si calarono imbragati e appesi alle funi lungo la Torre di Arnolfo e le mura del Palazzo per fissare delle apposite maglie di rame.

La scelta di realizzare parte dei lavori con operatori in fune, provvisti di appositi patentini, nacque dalla difficoltà di usare mezzi ingombranti e pesanti in alcune zone del Palazzo e dall'esigenza di non ostacolare il movimento turistico in piazza della Signoria e nelle strade adiacenti.

Redazione Nove da Firenze