Nardella a Zingaretti: "Un terzo della direzione Pd ai sindaci per ricucire il rapporto col territorio"

Il primo cittadino di Firenze al segretario: "La Lega ha sempre mantenuto un rapporto con il territorio, mentre il Pd lo sta perdendo". Sulle elezioni regionali: "In Toscana difficile un'alleanza con i 5 Stelle perché abbiamo idee troppo diverse sulle opere pubbliche"


(DIRE) Firenze, 31 ott. - "Il Pd, se come scrive il segretario Zingaretti sul 'Corriere della Sera' deve rifondersi, si rifondi davvero e ricominci dal territorio. La Lega, per esempio, ha sempre mantenuto un rapporto con il territorio, mentre il Pd lo sta perdendo". Lo chiede intervenendo a 'L'aria che tira' il sindaco di Firenze, Dario Nardella, che aggiunge: "Se vogliono cambiare le regole, il Pd oltre a cambiare nome, cosa che potrebbe essere già un bel segnale, deve cambiare pelle e dna: negli organismi dirigenti, invece di mettere solo ministri, viceministri, sottosegretari e parlamentari si mettano i sindaci". Da qui la proposta: "Un terzo della direzione nazionale del Pd sia costituita da sindaci e amministratori, gente che ogni giorno convive con i problemi concreti, che sa quanto costa un biglietto dell'autobus".

Lo stesso Nardella interviene sul caso Liliana Segre: "A marzo il Consiglio comunale di Firenze all'unanimità ha conferito la cittadinanza onoraria a Liliana Segre ed è triste vedere il Parlamento che si divide su una figura che invece riunisce la memoria e l'identità del Paese". "Il fatto che alcuni parlamentari", ieri in Senato, "non si siano alzati come gesto di rispetto e riconoscimento a Liliana Segre, al di là della questione sulla commissione" straordinaria per il contrasto ai fenomeni dell'intolleranza, del razzismo, dell'antisemitismo e dell'istigazione all'odio e alla violenza, "credo sia stata un'occasione persa, perché gli italiani vogliono vedere che almeno su certe cose la classe politica è unita. Quando si parla di odio, razzismo, antisemitismo, la politica deve essere unita, il Paese deve dare agli italiani l'indicazione che non si litiga su tutto".

Detto questo, prosegue, "conosco Liliana Segre, è una donna straordinaria, che non si fa certo strumentalizzare perché molto al di sopra di questo dibattito che è triste e non incoraggia".

Sempre a La7, il sindaco di Firenze ha parlato delle elezioni regionali: "Parlare di alleanza politica tra Pd e 5 Stelle è stato un errore. Se invece si lasciano scegliere i territori, gli accordi poi si possono anche fare. Siano gli emiliani, quindi, a decidere se Pd e M5S debbano andare insieme".

Stesso ragionamento in Toscana: "Lascino fare a noi toscani", non ai "tavolini nelle stanze romane".Questo per quel che riguarda il metodo. Sul merito politico della questione Nardella però vede i due casi, Emilia-Romagna e Toscana, diversi: "Se in Emilia è più logica un'alleanza tra il Pd e il M5S, in Toscana per ragioni puramente locali e non per motivi di convenienza della politica romana è più difficile fare un'alleanza. Perché, ad esempio, abbiamo posizioni molto diverse sulle opere pubbliche".
Detto questo per il primo cittadino "c'è un Pd che vince. Ha vinto a Livorno, a Bari. A Firenze" nelle comunali di maggio "ho preso il 57% al primo turno e la Lega il 14%" e durante la campagna elettorale "Salvini è venuto in città 4 volte".

Redazione Nove da Firenze