Moda in pelle: non arrivano gli ammortizzatori sociali

Lettera-appello alla politica da parte dei lavoratori fiorentini affinché si sblocchino risorse per gli enti bilaterali. La Filctem Cgil Firenze: “Una situazione inaccettabile, questi lavoratori non riescono a far fronte alle spese quotidiane, meritano dignità”. orza Italia: “Imprese in agonia. Dati allarmanti per la pelletteria. Servono finanziamenti ma in tempi più rapidi”


A Firenze e provincia gli addetti del settore moda in pelle e dipendenti di aziende artigiane sono circa 30 mila. Moltissime sono donne, spesso straniere senza un ambito familiare esteso e che le può supportare in caso di difficoltà economica. Oltre 150 di loro hanno firmato una lettera aperta-appello alla politica affinché si sblocchino le risorse da destinare agli enti bilaterali per avere gli ammortizzatori sociali. “Una situazione inaccettabile, questi lavoratori non riescono più a far fronte alle spese quotidiane, meritano dignità. La lettera-appello non vuole fare uno specifico rilievo all'ente bilaterale, anch'esso in difficoltà, ma alla politica tutta che deve avere tempi umanamente accettabili e non limitarsi agli annunci con provvedimenti che poi ritardano di mesi”, dice Alessandro Lippi di Filctem Cgil Firenze.

“La crisi colpisce duramente un settore strategico per Firenze come la moda. Più di un’impresa fiorentina della moda su due infatti, come apprendiamo da un'indagine condotta da CNA Federmoda, non farà gli investimenti programmati per il 2020. Sempre una su due stima una perdita di fatturato tra il 33 e il 66% rispetto allo scorso anno” affermano l’On. Erica Mazzetti, il Capogruppo a Palazzo Vecchio e Coordinatore Fiorentino Jacopo Cellai e il Vicecoordinatore Provinciale Giampaolo Giannelli. “Questi sono dati allarmanti e impongono alla politica di sbrigarsi a trovare soluzioni per limitare i danni di quello che sembra essere a tutti gli effetti un disastro economico con ricadute difficilmente calcolabili adesso sull’occupazione” aggiungono Mazzetti, Cellai e Giannelli “Il quadro diventa ancor più tetro se si guardano i dati sulla pelletteria – la Toscana è la capofila in Italia nella produzione, con Scandicci punta di diamante – che registra una contrazione del 46,4% rispetto all'anno precedente, come reso noto da Assopellettieri”. “Mancanza di ordini e commesse (25,6%), far fronte ai pagamenti (22,4%), trovare la liquidità necessaria (18,5%), sostenere i costi (15,5%). Sono questi i principali problemi – ricostruiscono gli azzurri – che le imprese fiorentine del settore moda si trovano ad affrontare quando tentano di ricominciare le attività. Gli imprenditori fiorentini del settore hanno fronteggiato e stanno fronteggiando la situazione con la cassa integrazione, i finanziamenti bancari e rinegoziando i pagamenti, ma il livello di indebitamento è aumentato per il 61% degli intervistati e molto aumentato per circa il 15%”. “In particolare, ha spiegato Tiziana Trillo di CNA Federmoda Firenze, servono altri finanziamenti per evitare chiusure e ridimensionamenti, ma in maniera veramente agevole visto che solo 1/4 di queste imprese non ha avuto problemi nell’ottenerli. Una fotografia impietosa – rimarcano in conclusione Mazzetti, Cellai e Giannelli di un settore che necessita di un forte sostegno pubblico nel medio-lungo periodo all'altezza dei bisogni delle imprese”.

Redazione Nove da Firenze