Minori stranieri non accompagnati: lunedì presentazione di un video a Firenze

L’iniziativa della Cgil all’Auditorium del Consiglio regionale (in via Cavour) dalle 9:30. Domani, a Empoli, raccolta di firme "Salvini non mollare!". Stella (FI): "Con il ricorso della Regione Toscana e 60 Comuni, Rossi pensa ai migranti, non agli italiani". Mozione del consigliere regionale Pd Baccelli: “Dal Governo gestione inumana e paradossale del fenomeno”


Firenze, 2-2-2019- C’è chi arriva dal Gambia, chi dall’Albania. Hanno visto e vissuto cose terribili, ora sognano di fare chi il cuoco, chi il calciatore, chi il ballerino. Vivono a Firenze, imparano l’italiano, fanno volontariato, praticano sport, apprendono mestieri. Sono loro, migranti minori non accompagnati che oggi sono a Firenze, i protagonisti del video di Massimo Tarducci (intitolato “Intreccio di popoli - docureportage sui migranti minori non accompagnati”) che sarà presentato lunedì 4 febbraio a Firenze (ore 9:30-12:30) presso l’Auditorium del Consiglio regionale (via Cavour 2). All’iniziativa (organizzata da Cgil Toscana, Flc Cgil Firenze, Cgil Firenze, Regione Toscana Consiglio Regionale) interverranno: Eugenio Giani (presidente del Consiglio regionale), Sara Funaro (assessore Comune di Firenze), Valerio Cantafio Casamaggi (Dirigente Comune di Firenze), Maurizio Brotini e Simone Porzio (Cgil Toscana), Paola Galgani (Cgil Firenze), Paola Pisano e Loredana Asproni (Flc Cgil Firenze), Carla Busconi (Dirigente scolastica), Pina Santoru (docente), Carla Pastacaldi e Gianna Gentile (onlus Viva). Nel video, molto suggestivo, si intervistano ragazzi minori stranieri non accompagnati di Firenze (la loro storia, cosa fanno, cosa sognano), gli operatori del servizio pubblico che li seguono (come lavorano, come si approcciano), studenti e docenti, con incursioni nella cronaca delle rotte dei migranti che sfidano il mare, la miseria, la guerra e la violenza pur di trovare migliori condizioni di vita in Italia.

Invece la Lega Toscana Salvini Premier Empolese Valdelsa invita la cittadinanza a firmare la petizione per esprimere solidarietà e sostegno alle politiche del Ministro dell'Interno, Matteo Salvini, che rischia da 3 a 15 anni di carcere: "Firmare una petizione è un grande atto di democrazia e di partecipazione" spiega Marco Cordone (Segretario Lega Toscana Salvini Premier Empolese Valdelsa). Lo si potrà fare domenica 3 febbraio a Empoli, dalle ore 14,30 alle ore 19 a degli appositi tavoli ubicati presso i portici di via Del Giglio angolo via Ridolfi.

"Rossi e il Pd hanno perso il contatto con la realtà e con la gente che vive sul territorio. Evidentemente le sconfitte alle elezioni amministrative degli ultimi due anni, con i capoluoghi della Toscana conquistati dal centrodestra, non sono bastate al fronte progressista, come non è bastata la batosta del 4 marzo 2018; a noi va bene così, la strada per conquistare Firenze, Prato, Livorno e poi la Regione Toscana non è mai stata tanto in discesa, con i nostri avversari disconnessi dal sentire comune dei cittadini". Lo afferma il vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana, Marco Stella (Forza Italia), commentando l'avvenuta notifica del ricorso alla Consulta da parte della Regione Toscana e di 60 Comuni toscani contro la Legge Salvini sull'immigrazione. "Trovo assurdo sprecare denaro pubblico dei contribuenti per intraprendere battaglie legali e contenziosi dettati solo dall'ideologia - aggiunge Stella -. Comunque, ora gli elettori capiranno definitivamente chi sta con gli italiani e chi sta invece con i clandestini, chi difende il business dell'accoglienza e chi vuole una società regolata dal rispetto della legge. A fare degna compagnia a Rossi troviamo i sindaci Pd, in prima fila quello di Firenze Nardella, e quello di Prato Biffoni. I quali vogliono evidentemente le loro città invase da immigrati, meglio se clandestini. Ancora pochi mesi, e cambieremo colore politico anche alle ultime città amministrate dalla sinistra".

“Siamo di fronte a una gestione grottesca, brutale e paradossale del fenomeno migratorio da parte del Governo, laddove, a fronte di persone trattate come ostaggi e lasciate al largo dei nostri mari , vengono assegnati ai territori della Toscana 45 ospiti del Cara di Castelnuovo di Porto senza alcuna informazione sul loro status giuridico, sulle loro condizioni di salute, età, collocazione territoriale, dopo aver fatto sgomberare repentinamente e senza spiegazioni la struttura”. A dirlo è Stefano Baccelli, consigliere regionale Pd, promotore della mozione “in merito alla ricollocazione degli ospiti del Centro di accoglienza per i richiedenti asilo di Castelnuovo di Porto (Roma), decisa dal Governo, nel territorio della Toscana ”. Ottenere dal Ministero degli Interni chiarimenti sui profughi in arrivo dal centro laziale, il numero effettivo, il loro status giuridico, l’eventuale presenza di minori, darne comunicazione in Consiglio regionale, garantire a queste persone un effettivo percorso di accoglienza e integrazione: sono gli impegni che con questo provvedimento Baccelli sollecita alla Giunta. “Lo sgombero del Cara di Castelnuovo è stata un’operazione scellerata, messa in atto all’improvviso, senza alcun coinvolgimento delle istituzioni o della rete di volontariato che vi opera, lasciando per strada famiglie, interrompendo percorsi di integrazione da tempo intrapresi, e perfino causando la perdita di posti di lavoro, per quanto riguarda gli operatori di servizi assistenziali: così si calpesta la dignità delle persone, si ledono diritti fondamentali e non si affronta una questione che merita tutta la serietà e l’accuratezza del caso. – spiega Baccelli – La Regione ha dovuto apprendere dalla stampa che circa 45 ospiti provenienti dal centro sarebbero stati trasferiti nel territorio toscano, senza nessuna indicazione sulla destinazione finale o sui requisiti previsti dalla nuova normativa per restare all’interno del sistema di accoglienza toscano. Tutto questo non fa che confermare gli aspetti nefasti del cosiddetto decreto Sicurezza che, a dispetto del suo nome, produce solamente maggiore incertezza, riducendo gli spazi di integrazione con le comunità locali e favorendo il passaggio dei migranti alla condizione di clandestinità. Un decreto ‘insicurezza’ insomma che va in direzione contraria agli slogan tanto sbandierati, alimentando le difficoltà nel gestire un fenomeno complesso e rischiando di ingenerare al contrario diffidenza e timori nelle comunità coinvolte. La Regione Toscana negli ultimi anni ha promosso politiche volte a governare il fenomeno migratorio coinvolgendo Prefetture, enti locali e terzo settore, per mettere in atto un modello di accoglienza diffusa, in grado di garantire inclusione, sicurezza e preservare la coesione delle comunità locali. E il Governo cosa fa? Prende i migranti come fossero pacchi postali, li sposta da un territorio a un altro, quasi a fare uno ‘scaricabarile’. E finisce solo per creare confusione e aumentare le difficoltà di tutti”. “Con la mozione chiedo quindi alla Regione, proprio nel solco di quanto portato avanti in questi anni riguardo alla gestione del fenomeno, di attivarsi nei confronti del Ministero degli Interni per chiarire ufficialmente il numero dei profughi in arrivo in Toscana da Castelnuovo di Porto, e ottenere qualsiasi informazione utile, per garantire un’adeguata accoglienza, monitorare il percorso di effettiva integrazione sui territori, evitare che si creino situazioni di confusione, foriere di minor sicurezza per i cittadini”, conclude Baccelli.

Redazione Nove da Firenze