Mille ristoratori in piazza Signoria contro il governo

foto Agenzia Dire

"Oggi è già tardi, chi ci governa non lo sta capendo. Se la barca affonda, se falliamo, affondate con noi. Siamo stanchi, basta. Il 2 giugno andiamo a Bruxelles"


(DIRE) Firenze, 12 mag. - "Oltre mille persone, neanche l'acqua ci ha fermato". I Ristoratori Toscani, associazione apartitica, nata nei giorni del lockdown, in mattinata hanno dato vita ad una "passeggiata" nel centro di Firenze, dal Duomo a piazza della Signoria. Piccoli imprenditori, i loro dipendenti, mascherine, distanza di sicurezza e più di una sensazione che la pentola stia per esplodere: "Oggi è già tardi, chi ci governa non lo sta capendo. Se la barca affonda, se falliamo, affondate con noi. Siamo stanchi, basta. Il 2 giugno andiamo a Bruxelles. Siamo in pace, belli e bravi, ma siamo esasperati: state giocando con la nostra esasperazione. L'equilibrio", però, "sta per finire: non ci volete prendere per mano? Vi trasciniamo in fondo con noi", dice urlando tra gli applausi Pasquale Naccari, il portavoce del movimento, arrivato a Palazzo Vecchio. Parole che precedono l'inno di Mameli, cantato in piazza dai protagonisti dell'iniziativa. "Le cose- dice un altro ristoratore- vanno fatte subito, altrimenti questa non sarà più una passeggiata", invece "deve restarlo. Le istituzioni, quindi, tengano le nostre mani". E ancora, altro intervento: il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi "ci vuole fare aprire il 18 maggio. Che venga ora a spiegarci come: chi lo me paga l'affitto da lunedì, dov'è la cassa integrazione dei dipendenti?", grida un'imprenditrice. In piazza i temi sono molteplici: si chiede liquidità vera "non assistenzialismo", sostegno sugli affitti commerciali, azzeramento delle tasse locali, compresa la Tari, per i giorni di chiusura e cassa integrazione per i dipendenti.

Il tema delle riaperture evidentemente c'è, anche se per molti in negativo. "Ma quale riapertura, di che si parla? Le riaperture vanno fatte per settore merceologico. Se solo venerdì ci daranno le linee guida, come potremo riaprire lunedì?", aggiunge ancora Naccari, che sottolinea: "Del quando non ce ne frega nulla, c'è bisogno del come". Per i ristoratori, infatti, "è impossibile chiedere una riapertura in queste condizioni. Non sappiamo cosa dobbiamo fare e non possiamo prenderci la responsabilità economica e sanitaria del governo. In queste condizioni non siamo in grado di aprire".

Redazione Nove da Firenze