Maggio, si dimette il direttore musicale Luisi: caos senza fine

La "svolta di natura politica" alla gestione del teatro lo ha convinto al passo indietro. Il sindaco sconcertato: "Allusione gravissima". Razzanelli (Forza Italia): "Il disastro è compiuto, Nardella ora corra ai ripari. Chiarot miglior sovrintendente dai tempi di Merlini"


Fabio Luisi si è dimesso dalla direzione musicale del Maggio. Lo ha fatto con una lettera indirizzata al sindaco Nardella e al sovrintendente Chiarot e poi fatta pervenire anche ai dipendenti. Luisi spiega che gli avvenimenti degli ultimi giorni configurano una "svolta di natura politica" nella gestione dell'istituzione musicale che non potrà non riflettersi sulla produzione artistica. Di qua il passo indietro.

"Con le dimissioni del direttore musicale Fabio Luisi il disastro è definitivamente compiuto. La mancata conferma di Cristiano Chiarot a sovrintendente e la rinuncia al ruolo di presidente a favore di Salvatore Nastasi erano già più che sufficienti, ma adesso il sindaco deve correre ai ripari e rimettere insieme i cocci, nell'interesse del Maggio, del suo prestigio e della città di Firenze", afferma il consigliere di Forza Italia Mario Razzanelli, che ricorda come "Chiarot si sia rivelato il miglior sovrintendente dai tempi di Merlini. Con lui il teatro era tornato ad essere sempre pieno, i giovani si erano riavvicinati come non accadeva da decenni. Le persone si cambiano quando non funzionano nel proprio ruolo, in questo caso la rinuncia a una figura del calibro di Chiarot è incomprensibile". "Al Maggio e a Firenze servono le competenze di Chiarot e Luisi. Il nuovo sovrintendente poi chi sarà? Facciamo un appello al primo cittadino: ricomponga questa frattura prima che sia troppo tardi" conclude Razzanelli. 

Il sindaco ha presto risposto a Luisi con parole dure: "Trovo gravissima la tua allusione a possibili ingerenze politiche che influirebbero negativamente sulla qualità artistica del teatro. L'unica figura politica che guida la fondazione è il presidente e io non ho mai dato indicazioni né al sovrintendente né a nessun altro su come guidarla artisticamente". E poi: "L''ipotesi del tuo avvicendamento è emersa molto prima delle decisioni prese negli ultimi giorni. Il sovrintendente Chiarot mi ha informato, in occasione dei nostri incontri in Palazzo Vecchio, di aver discusso con te aspetti artistici che non avrebbero più consentito la tua permanenza in qualità di direttore musicale". Chiarot, scrive ancora il sindaco di Firenze, "aveva infatti deciso di dare al maestro Mehta uno spazio rilevante nella prossima programmazione artistica che, di fatto, avrebbe reso difficile, se non impossibile, la compatibilità del tuo ruolo di direttore musicale anche alla luce degli ingenti costi complessivi della programmazione stessa"-

Parole di incoraggiamento al sindaco Nardella arrivano da Nicola Armentano, capogruppo Pd in Consiglio comunale, e le vice capogruppo Benedetta Albanese e Letizia Perini: “L’obiettivo che è stato perseguito alacremente negli ultimi anni era rilanciare una eccellenza musicale nazionale e internazionale, ciò che il Maggio è e deve diventare sempre di più. Segnali tangibili di questo lavoro sono stati i grandi investimenti portati avanti, il successo di pubblico e i tanti risultati ottenuti a partire da una situazione non semplice. A Cristiano Chiarot riconosciamo l’aver svolto un ruolo determinante e non possiamo che ringraziarlo per il suo operato. Ora siamo convinti che il sindaco troverà le migliori condizioni per continuare al meglio il percorso intrapreso. Il Comune ha già in questi anni dimostrato con i fatti il suo sostegno al Maggio, risorse ingenti messe in campo e impegni concreti sul fronte occupazionale. Come gruppo Pd in Consiglio comunale - proseguono -  siamo a fianco del sindaco, consapevoli che il suo progetto di governance sia una scelta di grande responsabilità, la strada giusta per andare avanti nell’ottica della stabilizzazione dei posti di lavoro, della messa in sicurezza economica dell’ente e della sua promozione, e concordiamo nel voler mettere ogni energia per arrivare a competere con i più prestigiosi festival e teatri europei”, concludono  Armentano, Albanese e Perini.

Redazione Nove da Firenze