Ludopatia: controlli su slot e videopoker a Barberino Tavarnelle, Greve e San Casciano

Individuati e controllati gli esercizi con slot machines


 Un nuovo passo, promosso e gestito in rete dai Comuni del Chianti, per contrastare il fenomeno della ludopatia. La Polizia locale dell’Unione comunale ha effettuato una mappatura di tutti gli esercizi che accolgono all’interno dei locali apparecchi e forme di gioco d’azzardo quali slot machines, videopoker, lotto, superenalotto e simili. Sono una quindicina complessivamente le attività commerciali censite, presenti e attive nei territori di San Casciano, Greve e Barberino Tavarnelle, nelle quali gli agenti della Polizia locale, coordinati dal comandante Massimo Zingoni, hanno effettuato controlli specifici.

“Abbiamo condotto una ricognizione degli esercizi - sottolinea Massimiliano Pescini, assessore alla Polizia locale per l’Unione comunale del Chianti fiorentino - in cui sono presenti servizi di gioco con vincite in denaro e, in particolare, il numero complessivo degli apparecchi da gioco installati sul territorio”.

Un’azione concreta che rafforza gli obiettivi di un progetto di area sul quale l’Unione comunale è al lavoro da tempo. “Abbiamo negli anni promosso campagne di sensibilizzazione nei confronti della cittadinanza – prosegue Pescini - con il coinvolgimento dei Circoli del territorio che, nella maggior parte dei casi, hanno risposto rimuovendo le macchinette mangiasoldi e riducendo così il rischio di dipendenza patologica legata al gioco d’azzardo; negli anni abbiamo adottato strumenti e regolamenti, approvati dai consigli comunali, contenenti indicazioni sulle distanze che gli esercizi sono tenuti ad osservare rispetto ai luoghi sensibili come scuole e spazi pubblici. Più recentemente abbiamo organizzato incontri pubblici e attivato una collaborazione con gli esercenti, le segnalazioni degli stessi operatori commerciali sono fondamentali per intercettare soggetti a rischio i cui comportamenti sono riconducibili ad uno sviluppo di dipendenza”.

“L’obiettivo condiviso dall’Unione - conclude il presidente dell’Unione comunale Paolo Sottani - è quello di intensificare una serie di interventi specifici mirati alla prevenzione e al recupero dei soggetti individuati dai servizi sociali. Stiamo lavorando in stretta collaborazione con il Servizio Dipendenze Patologiche della Asl per intervenire non solo sul giocatore ma anche sulla famiglia”. Il gioco d’azzardo non è un vizio ma una malattia che si può curare. I rischi correlati al gioco d’azzardo sono sviluppo di dipendenza patologica, depressione e altri disturbi psicologici, conflitti familiari, insuccessi lavorativi, sociali, lavorativi, indebitamento, problemi legali e stress psicofisico.

Redazione Nove da Firenze