Lotta alla povertà: 30 milioni per le fasce sociali a rischio

Ok della Giunta Regionale alle linee guida del bando. Anche a Firenze un “pasto sospeso” per chi è stato messo in ginocchio dal covid: la Comunità Papa Giovanni XXIII scende in piazza con 'Un Pasto al Giorno' per i “nuovi poveri”. In distribuzione a Empoli materiale scolastico frutto di una raccolta solidale


La Giunta della Regione Toscana dice sì alle linee guida per un avviso pubblico, finalizzato alla realizzazione di interventi di sostegno a favore di fasce sociali a rischio, anche attraverso aiuti alimentari, stanziando 30 milioni di euro. Si tratta di interventi emergenziali, connessi al Covid 19, in ambito sociale, che prevedono l’assegnazione di contributi a enti pubblici toscani e al terzo settore, tramite la presentazione di progetti mirati. L’avviso è finanziato con le risorse del Por Fse 2014-2020 Asse B "Inclusione sociale e lotta alla povertà" (Ob. Spec. B.2.2 - Interventi emergenziali Covid-19, Sostegno alle fasce più deboli della popolazione anche mediante aiuti alimentari), per un importo pari a 30 milioni di euro appunto, di cui almeno 5 milioni sono riservati agli enti del terzo settore. I destinatari di questi aiuti sono persone in situazione di particolare disagio socio-economico, anche temporaneo, prese in carico nell’ambito di percorsi di sostegno, attivati anche in co-progettazione da enti del terzo settore, Società della Salute, Comuni, Aziende e enti del servizio sanitario regionale, beneficiari dei contributi. Potranno essere selezionate anche persone svantaggiate, già destinatarie dell’avviso “Servizi di accompagnamento al lavoro per persone svantaggiate” (a valere sull’attività Pad B)1.1.2.A del Por Fse 2014-20).

Combattere le nuove povertà con un segno concreto, come una vera comunità: con questa missione i volontari della Comunità Papa Giovanni XXIII (Apg23) tornano nelle piazze di Firenze e della provincia il 26 e il 27 settembre con l'iniziativa solidale 'Un Pasto al Giorno'. Un impegno che, in questa fase difficile, guarda soprattutto a quelli che vengono chiamati “nuovi poveri”, coloro che hanno perso tutto a causa della pandemia di Covid-19 e che fino a poco fa riuscivano a cavarsela seppur in un equilibrio precario. Per molti il coronavirus ha significato proprio questo: nel solo mese di giugno in Italia i cosiddetti “nuovi poveri”, secondo una rilevazione della Caritas, sono stati il 34% del totale di coloro che si sono rivolti alle strutture di sostegno. Persone che riuscivano a garantirsi appena il necessario, l’essenziale, e che ora devono fronteggiare problemi gravi legati alla perdita del lavoro, alle difficoltà nel pagamento di bollette, affitti e mutui, ma anche a disagi psicologici e relazionali. C’è anche chi è stato costretto a rinviare cure e assistenza sanitaria e situazioni che, se prima erano difficili, adesso sono diventate drammatiche. Proprio per questo diventa ancora più cruciale il contributo di chi si impegna per dare un supporto a tutte queste persone messe a dura prova dalle conseguenze del virus: 1 milione di nuovi poveri in Italia (dati Coldiretti) e una stima di 130 milioni di persone che si aggiungono a chi è cronicamente malnutrito nel mondo (dati Onu/Fao). Anche nella nostra regione le conseguenze del virus sono state importanti e la Comunità - attiva con diverse realtà tra Case Famiglia e Case di accoglienza – è diventata un punto di riferimento per tutte quelle persone che vengono raggiunte con sostegno e aiuti alimentari.

«La fame è prima di tutto un’ingiustizia a cui noi della Comunità crediamo si debba rispondere non solo fornendo il cibo, ma anche con le nostre vite - spiegano i responsabili dell’Apg23 – una scelta totalizzante, diversa e basata sul condividere l'esistenza con le persone povere e scansate da tutti. Noi l’abbiamo chiamata 'Sharing Humanity', convinti che il punto fondamentale per affrontare il futuro sia legato al sentirsi sempre di più una comunità fatta di persone e vite che si incontrano, condividono e affrontano i problemi insieme. La nostra missione, in questo senso, non si può fermare soprattutto di fronte alle nuove difficoltà emerse con la pandemia, perché non ci sono solo i problemi materiali, ma in questi tempi difficili anche il sostegno psicologico, quella mano tesa che ti fa sentire meno solo, diventa fondamentale. Mai come oggi, dunque, ritorna attuale la prima intuizione di Don Oreste Benzi: aiutare chi ha bisogno, farlo almeno con un pasto al giorno, ma anche offrendo amicizia, diventando famiglia». 

Durante l’iniziativa del 26 e 27 settembre, che si terrà a Firenze e provincia e contestualmente nelle città di tutta Italia, ci sarà modo per portare a casa un segno concreto di accoglienza e solidarietà verso chi ha più bisogno. L'Apg23, infatti, attraverso il contributo degli artisti dell’Associazione Autori di Immagini, ha realizzato una collezione di tovagliette all'americana: un oggetto simbolico che rappresenta il posto preparato per qualcuno alla propria tavola. Ecco perché partecipare all'iniziativa e portarsi a casa le tovagliette di 'Un Pasto al Giorno' significa “prenotare” un posto alla tavola della Apg23 per chi oggi non riesce a provvedere da solo al cibo; sarà come “invitare” alla propria tavola una persona in difficoltà, apparecchiando un posto in più, nel segno di una solidarietà concreta che può fare la differenza proprio ora che ce n’è più bisogno.

Un’altra occasione di solidarietà e di sensibilità a Empoli e un’altra iniziativa di sostegno e attenzione alle famiglie che hanno necessità di aiuto. Stavolta riguarda la scuola ed è legata alla raccolta di materiale scolastico promossa da Unicoop Firenze e dalla Fondazione il cuore si scioglie onlus, la quale è andata in scena in 42 supermercati Coop lo scorso sabato 12 settembre. A Empoli ha coinvolto la sezione soci coop di Empoli e le associazioni di volontario locali insieme a Re.So. Recupero Solidale di fronte al punto vendita del centro commerciale di Via Sanzio. Sono stati donati quaderni, penne, fogli protocollo, evidenziatori, righelli e tanto altro. Il materiale è stato consegnato a Re.so Recupero Solidale, che lo sta distribuendo in questi giorni alle associazioni di volontariato empolesi, alle quali puoi rivolgersi direttamente chi ha bisogno. L'amministrazione comunale ringrazia i promotori dell'iniziativa, la cittadinanza per la generosità dimostrata e le associazioni di volontariato per il lavoro quotidiano che svolgono in difesa dei più fragili.

Redazione Nove da Firenze