Livorno: negativo il test per il coronavirus sul paziente

A Prato gli studenti del Dagomari contro il pregiudizio. Ma Donzelli Fdi: "Da Wenzhou il 90% comunità cinese: il governo dia supporto". A Firenze il vademecum per i dipendenti comunali. Stella (FI): "Regione Toscana reclami stato di calamità turistica. Previsti 695 mila arrivi in meno e contrazione spesa turistica di € 778 mln."


Firenze, 5 febbraio 2020- Negativo il risultato delle analisi effettuate sul paziente livornese con sospetto di coronavirus, ricoverato ieri 4 febbraio all’ospedale di Livorno nel reparto di malattie infettive, diretto dal dott. Spartaco Sani. Il campione prelevato sul cittadino rientrato domenica scorsa da Shangai è stato inviato al laboratorio di virologia dell’Azienda Ospedaliera Senese che nell’arco di quattro ore ha comunicato l’esito.

“Il paziente ha seguito correttamente tutte le indicazioni rivolgendosi direttamente al 118 senza passare dal pronto soccorso – sottolinea Spartaco Sani – e le nostre strutture hanno superato la prova mettendo in atto tutte le procedure previste dai protocolli”.

Nessun allarme, solo una informativa per fare chiarezza sulla situazione e sulle normali cautele da mettere in atto, in particolare da parte dei dipendenti a contatto con il pubblico. È questo il contenuto della nota inviata alle direzioni del Comune, promossa dal Servizio di Prevenzione e Protezione in accordo con i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza e definita dai medici di medicina del lavoro contattati dagli uffici preposti dell’Amministrazione fiorentina. Oltre alla direttive pubblicate dal Ministero della Salute, ai dipendenti è stato inviato una sorta di vademecum con gli accorgimenti utili (come lavarsi le mani spesso e accuratamente, portare un fazzoletto alla bocca ogni volta si tossisce o starnutisce, utilizzare i fazzoletti una sola volta e poi gettarli nei rifiuti subito dopo l’uso), la situazione in Italia e le faq più frequenti su sintomi, trasmissione, cautele per proteggersi e via dicendo. I medici del lavoro, nominati dall’Amministrazione e incaricati della sorveglianza sanitaria dei lavoratori, nell’occasione ribadiscono che si tratta di un rischio potenziale più che reale e invitano a seguire gli aggiornamenti quotidiani del Ministero della Salute.

"L'emergenza Coronavirus potrebbe generare un segno negativo per il turismo italiano, con una contrazione della spesa turistica nel 2020 di ben 4,5 miliardi di euro, una cifra pari a circa il 5% per cento del prodotto interno lordo del settore. Preoccupanti anche i possibili 'postumi da virus' per il turismo in Toscana, con un calo di 695 mila arrivi, di oltre 1,8 milioni di presenze e con una contrazione della spesa turistica pari a circa 778 milioni di euro. Le Regioni in difficoltà valutino di chiedere lo stato di calamità turistica". Lo afferma il vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana, Marco Stella (Forza Italia). "Il numero crescente di disdette di prenotazioni che in queste ore stanno denunciando moltissimi operatori turistici - sottolinea Stella - non lascia presagire alcunché di buono per la stagione turistica in corso in Toscana. Per questo, le Regioni i cui sistemi turistici risultassero maggiormente fiaccati dall'emergenza, reclamino lo stato di calamità turistica chiedendo al governo l'inserimento, a consuntivo di stagione, di un sostegno economico per assistere gli operatori turistici, alimentare le strategie di promo-commercializzazione nei mercati internazionali 'più sensibili e incentivare politiche di scontistica dei vettori aerei per rilanciare gli spostamenti dei viaggiatori verso le nostre destinazioni turistiche regionali".

Un hashtag contro il pregiudizio. Si chiama #viralicontroilvirus l’iniziativa partita dall’Istituto Dagomari di Prato alla luce degli episodi discriminatori che si sono verificati contro i cittadini cinesi, in questi giorni in cui il nuovo coronavirus è il principale argomento di dibattito. Un’idea nata nell’ambito del progetto Quest For Feilong che vede alcuni studenti dell’istituto protagonisti di un cortometraggio dalle atmosfere fantasy che si propone di fare da ponte tra culture diverse. Un progetto in cui ‘integrazione’ è una parola chiave: per questo i ragazzi e il team che ha dato vita al progetto hanno voluto lanciare il proprio messaggio, semplice, diretto: una foto che ritrae persone che si abbracciano. Italiani e cinesi, cittadini orientali e di altre etnie uniti da un solo intento: dire no all’ignoranza e alla discriminazione. E cercare di superare con un gesto simbolico i pregiudizi e la disinformazione che aleggiano attorno al legame tra il virus e i cittadini cinesi. Adesso, l’invito è rivolto a tutti coloro che vogliono mettere la propria firma sotto al messaggio partito dalla città di Prato. Per partecipare alla campagna, basta postare su Instagram una foto contrassegnata dall’hashtag #viralicontroilvirus che mostri un abbraccio, un selfie, un’immagine significativa capace di stemperare la tensione e allontanare lo spauracchio della diffidenza nei confronti dei cittadini cinesi. Con la speranza che, per una volta, a diventare virale sia la capacità di riconoscersi l’uno nell’altro.

“Fratelli d’Italia chiede al governo una ulteriore informativa sulla vicenda del coronavirus perché siamo preoccupati dalla notizia che la città di Wenzhou, dalla quale proviene il 90% della comunità cinese che vive a Prato, è stata messa in isolamento. In queste ore, a detta della stessa comunità cinese di Prato, da quella città stanno rientrando in Italia centinaia di persone. Occorre dare il massimo sostegno alle amministrazioni locali, a cominciare dalla Regione Toscana, affinché possano fronteggiare immediatamente questa emergenza”. Lo ha detto intervenendo in Aula alla Camera il deputato di Fratelli d'Italia Giovanni Donzelli. "Prato vive una situazione particolare e le istituzioni locali devono affrontare una situazione di massima emergenza - ha sottolineato Donzelli - non è pensabile che la comunità cinese possa organizzarsi da sola con l'auto-isolamento. E' necessario dare tutto il supporto economico e logistico perché stanno arrivando circa 400 persone da una zona che è divenuta focolaio. Nessuno vuole lanciare allarmi, bisogna evitare qualsiasi forma di razzismo e limitazione della libertà personale - ha concluso Donzelli - ma bisogna intervenire per evitare di sottovalutare la situazione e creare nelle persone preoccupazioni eccessive".

Redazione Nove da Firenze