Letti Covid: attivati altri 32 posti in quattro ospedali

Ma la disponibilità dell’Azienda sanitaria è di oltre nuovi 40 e sono 10 i ricoverati nelle Terapie intensive. Rsa Rosa Libri: team unico d’intervento Usca e Girot questa mattina per gli accertamenti con tampone. Gli operatori della sanità pratese ricevono un attestato di merito ed un encomio


FOTOGRAFIE — Firenze – Cresce il numero dei nuovi casi Covid positivi e cresce in questi giorni anche la richiesta di occupazione dei posti nelle degenze degli ospedali della Asl Toscana centro. L’Azienda ha risposto prontamente attivando nuovi posti letto con l’apertura di settori dedicati in area Medica ma anche in aree come la Week Surgery. Da domani e a seguire dalla metà della settimana, progressivamente in quasi tutti gli ospedali aziendali, saranno attivati nuovi posti letto Covid per il momento per un totale di circa 32 nuovi posti ma che potrebbero aumentare ancora, se necessario, con la disponibilità di altri 42 posti.

Santa Maria Annunziata - Da domani apre a Santa Maria annunziata un altro settore in area medica dedicato a degenti Covid con 10 letti che si aggiungono ai 12 posti letto già attivati in Medicina E. Otto sono invece i posti letto a disposizione nel reparto di Malattie infettive dell’Ospedale.

Santo Stefano (Prato) – Si trasforma in area Covid il settore 6 di Week Surgery dell’ospedale Santo Stefano. Da mercoledì saranno attivati fra gli 8 e i 10 posti letto, con possibilità di arrivare fino a 22 posti letto Covid disponibili.

San Jacopo (Pistoia) – Ai 18 posti letto Covid già attivati nel settore di area medica, potranno aggiungersi, se necessario, altri 18 letti Covid nel setting C di Medicina.

San Giuseppe (Empoli) – Già attivati 12 posti letto, da metà della settimana se ne aggiungeranno altri 12 per un totale di 24 letti Covid. L’area interessata è sempre quella medica.

Al vaglio della Direzione aziendale è la possibilità di attivare nelle prossime settimane letti Covid anche a Santa Maria Nuova e al San Giovanni di Dio.

Quanto alle Terapie Intensive Covid, quelle attive sono a Pistoia con 6 letti disponibili e nessun ricoverato; a Prato con 10 posti letto Covid e 6 ricoverati; al Santa Maria Annunziata con 6 letti e 4 ricoverati Covid.

Sono stati completati oggi durante la mattina gli accertamenti con tampone nelle Rsa del fiorentino dove nei giorni scorsi sono stati registrati i primi positivi sia tra gli ospiti che tra il personale socio sanitario e infermieristico. Alle tre strutture, Rosa Libri di Greve in Chianti, Villa Amelia di Prato, residenza privata ma accreditata con Asl, e San Giuseppe di Sesto Fiorentino, si è aggiunta la Rsa Le Magnolie dell’Isolotto, a Firenze, dove i tamponi eseguiti sabato scorso su 4 dei 70 ospiti, sono risultati positivi. Anche nella struttura dell’Isolotto gli accertamenti con tampone sono stati portati a termine questa mattina sia sugli ospiti che sugli operatori. Nel pomeriggio, invece, si è concluso l’incontro tra il sindaco di Greve in Chianti, Paolo Sottani, il gestore di Rosa Libri e la direzione dell’Azienda sanitaria per fare il punto sulla struttura. Da parte di Sottani e della direzione di Rosa Libri è stato preso atto che la situazione è costantemente monitorata dalla Asl che sta gestendo nel pieno rispetto dell’ordinanza regionale l’assistenza sanitaria anche con personale infermieristico h 24 e con una presenza di operatori Asl durante il giorno che si rafforzerà ancora. L’Azienda naturalmente rimane a disposizione della struttura monitorando quotidianamente la situazione insieme al gestore ed è pronta a intervenire in caso di cambiamento del quadro attuale della Rsa. L’operazione tamponi è stata portata avanti oggi anche nella Rsa San Giuseppe di Sesto Fiorentino dove nei giorni scorsi sono risultati positivi 33 ospiti, 5 operatori laici e tre suore infermiere. Per garantire un intervento il più possibile rapido a livello territoriale, sia gli Usca che i Girot, il gruppo multi professionale di intervento rapido ospedale territorio, hanno costituito questa mattina un team unico d’intervento con l’obiettivo di terminare gli accertamenti sia nella Rsa Le Magnolie che in quella di San Giuseppe a Sesto Fiorentino. In questa situazione prosegue il supporto della Asl al personale delle strutture. In attuazione dei protocolli sanitari, l’Azienda ha subito messo a disposizione personale infermieristico e Oss per integrare gli organici in sostituzione del personale assente delle strutture. Oltre a Rosa Libri, sono presenti 3 infermieri e 1 Oss anche a San Giuseppe. Infermieri e Oss sono presenti, a integrazione, anche a Villa Amelia.

Abbiamo rimesso in moto un meccanismo sperimentato e consolidato durante l’emergenza - spiega Paolo Zoppi, direttore del Dipartimento di assistenza infermieristica, ostetrica e sanitaria della Ausl Toscana centroOltre agli interventi con Girot per una presa in carico assistenziale, il nostro personale fa anche consulenza igienico-organizzativa sui percorsi sporco pulito, sull’utilizzo dei DPI, sulla “bolla” per l’isolamento. Solo una stretta sinergia fra Azienda e gestori di struttura potrà dare dei risultati”.

Intanto nelle altre strutture dove sono stati registrati casi positivi, il numero dei contagi è sotto controllo: a Villa Amelia a Prato ci sono 31 ospiti positivi dei 60 complessivi in struttura. Di questi 23 sono trattatati in sede, 5 sono stati trasferiti a Villa Donatello e 3 si trovano al momento ricoverati all’ospedale Santo Stefano. Gli operatori positivi sono 20. Rimane stabile la situazione a Rosa Libri a Greve in Chianti con 37 ospiti e 25 operatori positivi di cui 1 infermiere ricoverato a Ponte a Niccheri. Dei 48 ospiti della struttura, 6 sono risultati negativi, 4 sono deceduti (3 in Rsa, 1 al Santa Maria Annunziata).

Il Piano di cura di questi pazienti che hanno gravissime problematiche cliniche e assistenziali – spiega Erico Benvenuti, geriatra e referente aziendale dei Girotè condiviso con il medico di medicina generale, con il medico della struttura e naturalmente con i familiari. La maggior parte dei pazienti risultati positivi è paucisintomatica, gli altri sono asintomatici e non ci sono sintomatici gravi. Li trattiamo in struttura quindi perché riteniamo che un trasferimento sarebbe un fattore aggravante nel decorso della malattia. Come avviene in ospedale, oggi abbiamo eseguito di nuovo le analisi del sangue a tutti e nei giorni scorsi abbiamo attivato una prescrizione urgente di ossigeno liquido, farmaci e integratori che stanno già arrivando. Abbiamo preso in carico questi pazienti con ancora maggiore attenzione e tensione di sempre”.

La sanità pratese ha ricevuto un attestato di merito ed un encomio in segno di ringraziamento per l’impegno profuso e la straordinaria competenza professionale verso la comunità pratese durante la pandemia da Covid-19. Oggi, nella hall dell’ospedale Santo Stefano il Sindaco di Prato, Matteo Biffoni ha consegnato agli operatori sanitari l’attestato di merito che testimonia la riconoscenza del Comune di Prato per i meriti conseguiti durante l’emergenza sanitaria del Coronavirus, per l’eccezionale spirito di abnegazione, per lo straordinario senso del dovere e la competenza professionale dimostrati nel prestare assistenza alla cittadinanza. Il Sindaco di Montemurlo, Simone Calamai ha consegnato l’Encomio in segno di riconoscenza di tutta l’Amministrazione comunale per lo spirito di sacrificio ed il senso del dovere dimostrati in questi difficili mesi e per l’esempio virtuoso di professionalità e moralità. Alla cerimonia oltre ai Sindaci di Prato e Montemurlo erano presenti S.E. il Prefetto di Prato Lucia Volpe, il Questore Giuseppe Cannizzaro, il Comandante provinciale dei Carabinieri Zamponi Francesco, il Comandante provinciale della Guardia di Finanza Massimo Licciardello, il Consigliere regionale Ilaria Bugetti, i presidenti degli Ordini dei medici e degli infermieri di Prato, il direttore dello staff della direzione sanitaria dell’Azienda Usl Toscana centro Roberto Biagini, il direttore dell’ospedale Daniela Matarrese, rappresentanti delle professioni sanitarie ed altri rappresentanti delle Istituzioni. Ospite della serata lo scrittore Edoardo Nesi. La data del 12 ottobre è una data importante per il mondo della sanità di Prato. Nel 2013, in questo giorno, dopo secoli di attività è stato chiuso il Vecchio ospedale della città ed in quattro giorni, dopo un lavoro ininterrotto e delicato da parte di medici, infermieri, operatori sanitari ed altre figure professionali oltre al personale del volontariato, 200 pazienti sono stati trasferiti al Santo Stefano, la nuova struttura ospedaliera. Proprio oggi, sette anni dopo, tutti gli operatori della sanità che svolgono attività in ospedale e nelle strutture del territorio che si sono messi a disposizione della comunità e sono stati impegnati nella cura delle persone durante la pandemia da Covid-19 hanno ricevuto riconoscimenti, dopo la consegna del Gigliato d’oro e dell’Encomio al Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria Paolo Morello Marchese, lo scorso 8 settembre, durante la celebrazione della festività del Santo Patrono di Prato.

Sono 2000 gli operatori che ogni giorno lavorano nel nostro ospedale, ha detto Daniela Matarrese – tutti insieme partecipiamo alla gioia di ricevere questi riconoscimenti. Abbiamo sempre sentito l’affetto di tutti i cittadini, ogni giorno ci hanno fatto sentire la carica per continuare il nostro lavoro, grazie di cuore ai nostri dipendenti”.

Anche il Prefetto ha rivolto un sentito ringraziamento ai sanitari, “ sono felice di potervi dire grazie a nome dell’Istituzione che ho l’onore di rappresentare. Ho sempre apprezzato la disponibilità degli operatori sanitari e l’energia positiva di cui i cittadini hanno potuto beneficiare

Nel settimo anniversario del Nuovo Ospedale possiamo dire senza remore che il Santo Stefano ci ha permesso di affrontare al meglio la prima fase della pandemia in questo anno davvero difficile per la sanità - dichiara il sindaco Matteo Biffoni - Una struttura nuova, all’avanguardia, che ha permesso di operare in sicurezza e soprattutto i professionisti del sistema sanitario, sia ospedalieri sia del territorio, che stanno affrontando ancora un periodo complesso. I prossimi mesi saranno difficili per tutti, il rispetto delle regole e la responsabilità di ciascuno ci permetteranno di affrontare al meglio questo momento così complicato

«È stata una grande gioia consegnare al personale in servizio all'ospedale Santo Stefano di Prato l'encomio voluto dal Comune di Montemurlo per dire grazie a chi non si è mai fermato nella lotta al Covid - dice il sindaco Simone Calamai, che lo scorso 10 settembre a Villa Giamari ha voluto dedicare una serata di ringraziamento a chi sul territorio ha lavorato per portare assistenza alla comunitàL'emergenza è tutt'altro che finita- continua il sindaco- ci aspettano altre prove, ma come amministrazione comunale abbiamo ritenuto importante dire grazie a chi ha sempre lavorato per il prossimo, a chi non si è tirato mai indietro nella lotta al virus. Questo encomio rappresenta il grande abbraccio della comunità montemurlese verso il proprio ospedale. Un abbraccio carico di riconoscenza e sostegno per il lavoro svolto quotidianamente da medici, infermieri, tecnici, oss, personale amministrativo e di servizio, nessuno escluso. Dall'inizio dell'emergenza il Comune di Montemurlo ha sempre ripetuto una frase che è diventato il nostro mantra: solo insieme possiamo farcela, perché nessuno si salva da solo ma serve la responsabilità di tutti».

Anche il Consigliere Regionale Bugetti ha rivolto il suo ringraziamento e quello della Regione. “Gli encomi vanno a tutti gli operatori, nessuno escluso, Dobbiamo affrontare un momento futuro che speriamo sia meno difficile, la Regione ha il ruolo di ascoltare i bisogni e mettere in condizione gli operatori di svolgere il loro lavoro al meglio”.

E’ stato ospite lo scrittore pratese Edoardo Nesi, vincitore del premio Strega nel 2011 con il libro “Storia della mia gente”. Ha raccontato in una intervista con il dottor Dante Mondanelli, medico della direzione sanitaria che sta completando il suo nuovo libro, ma ha voluto portare i ringraziamenti alla sua Città. “ Sono orgoglioso di essere pratese- ha detto lo scrittore - in questa città c’è qualcosa che la rende particolarmente volitiva, sempre con la voglia di andare avanti e superare i brutti momenti. Sono particolarmente affezionato a questo ospedale dove sono stati ricoverati i miei genitori. Voglio anche io porgere il mio grazie di cuore a tutti”.

A chiudere la serata in rappresentanza della Direzione aziendale il dottor Roberto Biagini che ha portato i saluti del Direttore Generale. “Qui mi sento a casa nonostante non sia pratese, ha detto Biagini. Sono stato il direttore sanitario di questo ospedale nel 2014 e sono sempre stato colpito dall’operatività di questa comunità alla quale sono riconoscente. Ringrazio tutte le autorità presenti, tutti gli operatori per il loro sacrificio ed impegno.

Anche nel momento di difficoltà legato all’emergenza sanitaria Covid-19 l’attività dell’ACOT -Agenzia di continuità Ospedale-Territorio- in Valdinievole non si è mai fermata, ma ha assunto un ruolo fondamentale anche per garantire continuità dell’assistenza e della presa in carico dei pazienti in dimissione da reparti CovidDall’inizio del 2020 alla fine di luglio 2020 sono stati, infatti,presi in carico dal servizio 1300 pazienti ed a 270 di questi è stato fornito anche un supporto sociale. L’Acot garantisce ai cittadini la continuità dell’assistenza e rappresenta uno dei principali obiettivi di un moderno servizio sanitario. L’attività in Valdinievole è svolta da un gruppo di professionisti del territorio che si interfaccia con l’ospedale per individuare ed attuare le modalità più appropriate per prendere in carico i bisogni dei cittadini, in particolare nel momento critico della loro dimissione da un reparto ospedaliero di degenza. Medico di comunità, infermieri ed assistenti sociali, in stretta collaborazione con fisioterapisti, fisiatri e geriatri elaborano percorsi assistenziali specifici e personalizzati per i bisogni dei pazienti in dimissione che hanno problemi per un rientro autonomo nel loro consueto ambito familiare di vita. L’ACOT della Valdinievole gestisce quindi le dimissioni complesse dei pazienti ricoverati presso il presidio ospedaliero di Pescia e dei cittadini residenti in Valdinievole anche se ricoverati in altri ospedali. Ogni anno ben oltre 2000 pazienti vengono presi in carico attraverso un costante e spesso non conosciuto lavoro giornaliero degli operatori che raccolgono tempestivamente le segnalazioni da parte dei reparti di degenza, fin dal momento del primo ingresso in ospedale del paziente. Si tratta di personale dedicato che svolge la sua attività presso la Zona Distretto della Valdinievole (coordinata dal dottor Marco Bonini) con una sede operativa posta proprio in prossimità del presidio Ospedaliero di Zona.

Come funziona il servizio

 La segnalazione prevede sempre una valutazione del bisogno che prende in considerazione non solo gli aspetti clinici: in collaborazione anche con i Medici di Famiglia, sono valutati anche gli aspetti assistenziali, sociali e funzionali in modo da elaborare un progetto integrato che possa consentire una presa in carico completa del cittadino in un momento particolare e critico della sua vita. L’Agenzia di Continuità si propone anche come da raccordo tra i vari interventi attivati alla dimissione, favorendo la comunicazione tra professionisti e coinvolgendo il paziente e la famiglia nella attuazione del percorso individuato. Lo scorso anno per 1672 pazienti è stato attivato un servizio di assistenza infermieristica domiciliare e 122 pazienti sono stati inseriti in percorsi di riabilitazione ospedaliera ed in strutture residenziali riabilitative. Per 543 pazienti con una fragilità sociale che rendeva difficile l’immediato rientro a casa è stato anche effettuata una valutazione specifica da parte dei servizi sociali. Tra i percorsi attivabili alla dimissione hanno avuto una speciale rilevanza gli inserimenti temporanei nelle strutture residenziali di Cure Intermedie prima di procedere ad un più sicuro rientro al domicilio: nel 2019 sono stati 269 i cittadini della Valdinievole che hanno usufruito di questo percorso.

Redazione Nove da Firenze