Mentre la luce di aprile accarezza i profili del Lungarno e il profumo del glicine si mescola a quello del caffè nei vicoli del centro, Firenze si risveglia per celebrare un traguardo storico: il decimo anniversario della Florence Cocktail Week. In questo scenario, sorge spontaneo un paradosso: come può un rito radicato nella consuetudine come l'aperitivo, o un pilastro dell'ortodossia come il Martini, continuare a riscrivere il proprio canovaccio senza tradire la tradizione? La risposta risiede in una nuova alchimia, un incontro inaspettato tra territori distanti e professioni apparentemente antitetiche. Quest'anno, l'eccellenza non nasce solo dietro il bancone, ma dal dialogo tra la scienza medica, l’arte contemporanea e la dispensa gastronomica d’alto bordo.
Una delle storie più suggestive di questa edizione domani pomeriggio negli spazi del Claris (Lungarno Amerigo Vespucci 22r). Qui debutta il Gin Ecologo, un distillato che nasconde nel nome un raffinato gioco di parole. L'ideatore è infatti Tommaso Susini, stimato professore di Ginecologia e Ostetricia presso l’Università di Firenze. Dopo quarant'anni dedicati alla cura della donna, Susini ha scelto di tradurre la sua sensibilità clinica in un’armonia sensoriale liquida.
Il contrasto è affascinante: la precisione della scienza che si scioglie nella poesia di un bouquet floreale. Il profilo aromatico si poggia su 11 botaniche selezionate per evocare forza e delicatezza: il cuore di ginepro e coriandolo è avvolto da note di mimosa, rosa e papavero, con un finale mediterraneo di salvia ed elicriso rinfrescato da bergamotto e arancia. L'anima del progetto è riflessa nell'etichetta firmata dall'artista MIKIFOSHI, un’opera che invita alla consapevolezza del sorso.
Il contest Reverso Martini, ospitato nella sontuosa finale al Sina Villa Medici, ha sancito oggi la transizione verso una miscelazione più tecnica e identitaria. A trionfare è stata Carlotta Grassi, bartender di Elementi Cocktail e Pizza, con una creazione chiamata "Riviera Dirty". L'innovazione risiede in uno studio rigoroso sull'equilibrio tra salinità e acidità. Grassi ha sostituito la tradizionale salamoia di olive con un "lemon brine" ottenuto dallo sciroppo dei Limoni di Riviera del Frantoio di Sant’Agata d’Oneglia. Questa intuizione ha convinto una giuria d’eccezione, che includeva figure di spicco come Serena Mela ed Elisa Favaron, per la capacità di mantenere intatto il DNA del Dirty Martini pur elevandolo a una dimensione mediterranea vibrante e inedita.
"Il cocktail presentato nasce da uno studio sull’equilibrio sensoriale, con l’obiettivo di replicare la struttura del classico utilizzando ingredienti alternativi ma coerenti. Abbiamo reinterpretato tecnicamente la funzione della salamoia, trasportandola in una dimensione territoriale distintiva." spiega Carlotta Grassi, Bartender di Elementi Cocktail e Pizza.
Se il bancone è il palco, l'ospitalità fiorentina è la scenografia perfetta. Domani pomeriggio alla Gemma Café, situato nella cornice storica di Palazzo Paoletti, il lusso contemporaneo incontrerà la convivialità urbana. L'evento "Upstream Salmon & Champagne" ha messo in scena un dialogo tra il Salmone Upstream, allevato in mare aperto nelle Isole Faroe, e il prestigio della Maison Veuve Clicquot.
Sotto la guida dello chef Vittorio De Palma, l'aperitivo (proposto a €35) è diventato un'esperienza su misura che ridefinisce gli standard cittadini. È interessante notare come l'hotel stia costruendo un'identità gastronomica solida: se i Pintxos baschi dello chef Paulo Airaudo rappresentano ormai una proposta quotidiana consolidata, la domenica si trasforma in un laboratorio di eccellenze internazionali. Il prossimo appuntamento da segnare in agenda è infatti quello di domenica 26 aprile, interamente dedicato proprio a "I nostri Pintxos & Cocktails".
Il successo del contest Reverso Martini ha portato alla luce un trend ormai inarrestabile: la mixology gastronomica. Ingredienti tipicamente da dispensa — acciughe del Cantabrico, cipolline borettane e olio extravergine ligure — non sono più semplici guarnizioni, ma pilastri strutturali del drink.
Questo dialogo tra "caffè storici" e "format contemporanei" ha trovato la sua massima espressione nella guest shift di Elisa Favaron presso il Giacosa 1815, luogo simbolo dove la storia dell'aperitivo incontra visioni d'avanguardia. La versatilità di questo approccio è stata ulteriormente celebrata dalla menzione speciale per Lorenzo Ghironi (Bolgheri Green), premiato per il suo "Un Martini in Frantoio" che ha saputo armonizzare magistralmente i prodotti oleari nel calice.
"Il dialogo tra cocktail e conserve è molto più ampio di quanto si pensi: basta un dettaglio per cambiare completamente il risultato, come dimostra il Gibson, che sostituisce l’oliva con una cipollina sott’aceto." dichiara Federico Silvio Bellanca, Direttore Editoriale di Gintastico.
La Florence Cocktail Week 2026 non si limita a celebrare il decimo anno di attività: come un catalizzatore di cultura e consapevolezza, trova realtà come il Frantoio di Sant’Agata d’Oneglia, che dimostra come l'eccellenza debba oggi camminare di pari passo con la sostenibilità e la responsabilità sociale, attraverso costanti investimenti formativi sul personale aziendale e sulle tematiche ambientali.