Lavoro e Sicurezza: operai morti in Toscana, fiaccolata a Livorno

Il tema torna di prepotenza in attualità ed al centro dell'agenda politica. Cerza (Cisl Toscana): "Fare di più. Meno burocrazia e più formazione vera. Di fronte alla vita non ammesse resistenze e pigrizie"


Fiaccolata a Livorno contro le morti sul lavoro etichettate anche dal Presidente della Repubblica come "intollerabili" in un Paese fondato sulla economia delle risorse umane. Risorse e non soggetti a rischio rimarcano oggi i sindacati che cercano di dare una nuova sveglia alla politica attraverso una manifestazione di sensibilizzazione e di cordoglio ma che nasconde una profonda ferita che continua a sanguinare. Dito puntato su normativa, vigilanza e controlli, impegno buon esempio e sanzioni per chi trasgredisce.

Un’analisi puntuale dei settori e delle lavorazioni più a rischio, campagne specifiche tarate su di essi, tanta formazione specifica, sul lavoro ma anche già dalla scuola, e l’impegno massimo da parte di tutti, senza remore o resistenze. E’ l’essenza delle proposte con cui il segretario generale della Cisl Toscana, Riccardo Cerza, si presenta oggi pomeriggio all’incontro convocato d’urgenza nella sede della Presidenza della Regione Toscana, dopo la tragica giornata di ieri nella nostra regione, con i due operai morti a Livorno e gli incidenti a Massa e Terranova Bracciolini.“Siamo addolorati e mortificati per quanto successo ieri – dice Cerza -. In tutta onestà non possiamo dire che in Toscana la Regione e noi stessi non abbiamo messo risorse, idee e impegno per combattere la piaga degli incidenti sul lavoro, attraverso i controlli, ma anche con progetti specifici, come quello sul marmo o contro le cadute dall’alto. Purtroppo la realtà ci dice drammaticamente che non basta.”

“L’incremento degli infortuni nell’ultimo anno è certamente legata alla ripresa economica dopo la crisi – aggiunge il segretario Cisl - con l’aumento delle ore lavorate e dei carichi di lavoro. E questo deve spingerci ad un rinnovato impegno. Dobbiamo leggere bene i rapporti su ogni singolo infortunio e non limitarci ai numeri, per poter costruire campagne efficaci, mirate sui settori e sulle lavorazioni più a rischio, cogliendo le vere criticità. C’è ad esempio un problema legato ai giovani, che devono ricevere una formazione continua sulla sicurezza, perché oggi più di ieri i lavori, e quindi i pericoli, cambiano continuamente. C’è un problema legato ai più anziani, sempre più numerosi nei luoghi di lavoro, con una valutazione attenta dei carichi di lavoro che tenga conto anche dell’età. Dobbiamo utilizzare le ingenti risorse per la sicurezza dell’Inail per progetti ad hoc, semplificandone l’aspetto burocratico e le procedure e concentrandosi sulla sostanza.”

“Per fare tutto questo bisogna rivitalizzare il tavolo regionale sulla sicurezza, concentrandoci sui lavori a rischio, a partire dalle lavorazioni legate ai silos, perché in quest’ambito si stanno verificando troppi incidenti, non solo in Toscana ma in tutta Italia.”“Infine – dice Cerza - la grande battaglia è quella per promuovere la cultura della sicurezza. Non basta un corso di poche ore o qualche dispensa da leggere quando si inizia a lavorare. Serve una formazione strategica, vera e costante; a cominciare dalle scuole. Chiederemo per questo alla Regione di rivolgere un invito forte agli istituti superiori toscani, accompagnato anche da risorse per progetti specifici, affinché prevedano, soprattutto per i professionali e tecnici, un corso specifico sulla sicurezza.”

“Su questo impegno – conclude il segretario Cisl - chiediamo che tutti facciano il massimo. Di fronte al valore supremo della vita non ci possono essere resistenze o pigrizie, non c’è profitto o ruolo da difendere che tenga, se vogliamo ancora poterci chiamare uomini.”

Livorno - Da questa mattina le bandiere sul Palazzo Comunale sono issate a mezz'asta in segno di lutto per la tragedia che si è consumata ieri in porto dove, alle 13.52, un silos contenente acetato di etile è esploso all’interno del Deposito costiero Neri uccidendo due persone, Lorenzo Mazzoni di 25 anni e Nunzio Viola di 52.

Lo ha disposto il sindaco Nogarin che nella mattina di oggi, giovedì 29 marzo, ha inviato i telegrammi alle famiglie colpite dalla tragedia esprimendo loro il proprio cordoglio e la propria solidarietà e vicinanza, e interpretando così i sentimenti dell'intera città.

Il Consiglio Comunale in programma per oggi, martedì 28 marzo, si è svolto in forma ridotta. In apertura di seduta è stato osservato un minuto di silenzio in ricordo delle vittime. A seguire, le comunicazioni di Nogarin sulla vicenda dell'esplosione al porto e la discussione in aula. Gli altri argomenti all'ordine del giorno sono stati rinviati alla prossima seduta, fissata per martedì 3 aprile.

C’è solo una cosa che possiamo dire: morire di lavoro è inaccettabile – queste le parole con cui il sindaco ha aperto il suo intervento - Ci sarebbero decine di aspetti su cui concentrare l’attenzione di quest’aula, dopo la tragedia di ieri. I protocolli di sicurezza sui luoghi di lavoro, in particolare. Ma anche la presenza di 212 silos contenenti materiale infiammabile a ridosso del centro abitato. Piuttosto che l’opportunità di delocalizzare questo tipo di attività e non soltanto in aree più isolate. Ma io credo sia opportuno rimandare questa discussione a un secondo momento. Oggi – ha continuato il sindaco - è il giorno in cui tutta la città, io per primo, si stringe attorno ai parenti delle due vittime. E’ il giorno in cui i sindacati hanno proclamato 8 ore di sciopero generale per gridare la loro rabbia, che poi è quella di tutta Livorno. E’ il giorno in cui ufficializziamo la decisione presa da me e dal sindaco di Collesalvetti ieri sera di proclamare una giornata di lutto cittadino in entrambi i Comuni, in occasione dei funerali dei nostri due concittadini.
Ed è il giorno della grande manifestazione di stasera: una fiaccolata cui parteciperemo ufficialmente come Comune di Livorno schierando il gonfalone della città listato a lutto. Il senso di tutto questo è molto semplice e chiaro: accendiamo una luce su questa tragedia e cerchiamo di lavorare tutti insieme per creare le condizioni affinché queste cose non si ripetano mai più”.

Alla fiaccolata promossa dalle organizzazioni sindacali Cgil Cisl e Uil “in memoria dei lavoratori e per rimettere al centro la sicurezza affinché questi episodi non accadono più”, in programma per stasera, giovedì 29 marzo, con partenza alle ore 21 da piazza della Repubblica sarà presente anche il gonfalone listato a lutto.

Per l'occasione, dato che il corteo passerà da via del Porticciolo e via della Venezia, il sindaco ha disposto un'ordinanza urgente di sospensione della ZTL notturna della Venezia valida fino alle ore 5 di domani, venerdì 30 marzo.

L’Amministrazione Comunale ha deciso poi di proclamare il lutto cittadino. La formalizzazione della decisione, che si svolgerà in occasione delle esequie, è avvenuta nella riunione di Giunta programmata nel pomeriggio odierno.

Come specificato nella delibera di Giunta, il lutto cittadino si esprimerà attraverso l’esposizione immediata a mezz’asta della bandiera cittadina per l’intera giornata, con la proposta alle Organizzazioni rappresentative degli esercizi commerciali di un minuto di chiusura degli esercizi pubblici e dei locali di spettacolo in concomitanza con l’inizio della cerimonia funebre,la sospensione di tutte le attività pubbliche ludico-ricreative organizzate dall’Amministrazione Comunale. Inoltre è stata stabilita la partecipazione del Gonfalone della città listato a lutto alla cerimonia funebre oltreché, come ricordato, alla fiaccolata in programma per questa sera.

«Aderiamo con convinzione alla fiaccolata promossa dai sindacati Cgil, Cisl e Uil in programma questa sera a Livorno. Crediamo sia un’iniziativa importante per testimoniare vicinanza alle famiglie delle vittime, alle quali rinnoviamo il nostro cordoglio, ai lavoratori di Livorno, all’intera città così scossa dalla tragedia di mercoledì. Come pure condividiamo l’idea che questa manifestazione debba puntare a riportate al centro il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro, chiamando tutti a fare la propria parte affinché si possa evitare che accadano nuovi incidenti» Leonardo Marras, capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Francesco Gazzetti e Gianni Anselmi, consiglieri regionali eletti in provincia di Livorno, annunciano l’adesione del gruppo consiliare alla fiaccolata indetta dai sindacati che si svolgerà questa sera nella città labronica.

Due operai morti e tre ustionati in Toscana in due distinti incidenti, nella sola giornata di ieri, devono richiamare l’attenzione di tutti, ed in particolare delle istituzioni, sulla piaga degli infortuni e delle morti sul lavoro”, inizia così una nota di CasaPound Toscana all’indomani di un tragico bollettino di guerra che ha coinvolto cinque lavoratori di Livorno e Massa. “Non vogliamo entrare nel merito degli episodi di ieri”, prosegue la nota di CPI Toscana, “perché saranno gli organi preposti alle indagini a stabilire eventuali responsabilità per l’accaduto, ma ciò non toglie che i numeri siano impressionanti: l’INAIL ha rilevato nel corso dell’anno appena trascorso ben 1.029 infortuni mortali di cui 746 nel corso della prestazione lavorativa e 283 in itinere. 746 lavoratori morti sul posto del lavoro sono un numero spropositato, praticamente due morti al giorno, nei fatti è una guerra silenziosa che lascia sul campo persone giovani e con famiglie”. “La prevenzione degli infortuni e la sicurezza sui posti di lavoro sono passate in secondo piano da quando l’Italia è entrata nella crisi economica”, conclude la nota di CasaPound Toscana, “e una consistente parte di responsabilità della situazione è dovuta anche al taglio al costo del lavoro che gli imprenditori sono stati costretti ad effettuare per rimanere competitivi sui mercati esteri dopo la nefasta entrata nell’euro. Ma adesso è l’ora di tornare a pensare alla salute ed al benessere dei nostri connazionali, da un lato aumentando i controlli sui luoghi di lavoro, dall’altro incentivando gli investimenti in misure di sicurezza e nella formazione dei dipendenti. In tal modo si limiteranno al massimo i rischi di infortunio e si inizierà a diffondere tra i lavoratori una 'cultura della sicurezza' che purtroppo spesso manca e che li porta a rischiare ben più del dovuto”.

Redazione Nove da Firenze