"La parete di fango" della D: Siena sotto esame

Tutte le insidie del torneo, insieme, palesate, ieri, in un unico match nel quale i bianconeri, non certo brillanti, non meritavano la sconfitta


SERIE D - GIRONE E — La parete di fango (The Defiant Ones) è un film del 1958 diretto e prodotto da Stanley Kramer. Racconta della fuga di due prigionieri: verso la libertà. 

La stessa parete è quella che deve scalare il Siena chiamato a confrontarsi con una serie di insidie che trovano, proprio nella partita di ieri, perfetto esempio.

Campo difficile complice la pioggia battente, decisioni arbitrali che lasciano l'amaro in bocca, avversari mai domi che lottano su ogni palla: signori benvenuti nel clima "D". Qui non c'è primavera.

Ma riavvolgiamo il nastro. Prima un rigore dato con ripensamento a seguito di una segnalazione del guardalinee. Il dubbio rimane. Poi un rigore contro che, ad immagini televisive viste e riviste, pare non esserci. Due episodi salienti che hanno fatto la differenza. Senza contare un presunto fallo subito da Guidone (difensore ultimo uomo e chiara occasione da rete).

Sullo sfondo, la prestazione di Schiavon e soci che non ha convinto. In certi frangenti, meno egoismo avrebbe portato maggiore pericolosità in avanti (si veda primo tempo). In più, la squadra non ha saputo imporre il maggiore tasso tecnico: cosa che, in un recente passato, era accaduta (si è avvertita l'assenza di Forte).

Chiusura per l'aspetto sfortuna: perdere 2 elementi per infortunio nella prima frazione non agevola le cose come non le agevola trovare sulla propria strada un portiere, classe 2000, che farà strada: complimenti a Cecchi.

Il tutto per dire che quella parete appare alta ma non insormontabile. Gli esami della D passano anche da questi momenti. Il Siena è chiamato a rimboccarsi le maniche, indossare l'abito da lavoro e calarsi, ancora di più, nel clima invernale. 

Sarà una battaglia. Fino all'ultimo istante. Fino all'ultimo palpito.

Nella foto mister Gilardino 

Giuseppe Saponaro