La notte di FdI a Palazzo Vecchio e le ombre lunghe del passato

L’occupazione per protesta del Comune di Firenze da parte del partito erede della RSI ci fa ricordare dell’ultima volta che qualcuno dormì dentro l’edificio simbolo della città


Cinque consiglieri eletti dal partito di Fratelli d’Italia hanno trascorso la notte in Palazzo Vecchio "occupando" simbolicamente la sede del Comune di Firenze, come forma di protesta a sostegno di società sportive, bar e ristoranti, parrucchieri ed estetisti, ambulanti e tutte la strutture ricettive in difficoltà economica a causa dell’epidemia. Era forse da 80 anni che qualcuno non dormiva in quello che è considerato dal XIII secolo l’edificio simbolo della città.

Fu infatti tra il luglio e l'agosto 1944, alla vigilia dell'insurrezione di Firenze, che alcune decine di vigili urbani posti al comando del tenente Carlo Novelli, unico ufficiale del corpo non compromesso con il regime fascista, presero il controllo del palazzo Vecchio proteggendo il patrimonio monumentale dal rischio di razzie dell’esercito tedesco. Per un mese quel manipolo di coraggiosi presidiò l’edificio giorno e notte, senza mai allontanarsene a tutela dell’integrità morale della città. In quella posizione collaborarono con il Comitato toscano di liberazione nazionale, che stava organizzando l’insurrezione della città contro i nazi-repubblichini. In particolare assistettero i partigiani nel tracciamento della linea telefonica, che attraversando la Galleria Vasariana e il ponte Vecchio, consentì le comunicazioni tattiche tra le due sponde dell’Arno divise dalla prima linea. Il fatto storico è immortalato nell’episodio fiorentino del film Paisà di Roberto Rossellini, oltre che nel libro di Paolo Pieraccini “Guerra, liberazione ed epurazione a Firenze 1939-1953. Un caso esemplare: il Corpo dei Vigili Urbani”. La mattina dell’11 agosto il palazzo venne politicamente occupato dai partigiani, dopo che all'alba la Martinella aveva scoccato il segnale del via all’insurrezione antifascista.

Per questo ci fa specie che dopo 80 anni qualcuno torni a dormire in un luogo sacro della resistenza italiana e che a farlo siano proprio gli esponenti locali di un partito che, trascorsi 80 anni, non ha ancora abiurato l’esperienza tragica del regime dittatoriale imposto al paese da Benito Mussolini e che non ha vergogna di esibire il simbolo della fiamma tricolore del Movimento sociale italiano, erede della Repubblica sociale italiana. I consiglieri comunali di Fratelli d’Italia vogliono incontrare oggi il sindaco di Firenze. Sarebbe opportuno che in questa occasione Dario Nardella ricordasse loro, in premessa, la lezione della Storia.

Nicola Novelli