La Corte dei Conti ha sbloccato gli ammortizzatori degli artigiani, ma i soldi non arrivano

Cgil, Cisl, Uil e le associazioni di impresa Cna, Confartigianato e Casartigiani scrivono al prefetto di Firenze. In Toscana nel primo semestre 2020 calzaturifici e produttori di parti di calzature sono calati del -2,2% e gli addetti diminuiti del -1,8%


Firenze 22.09.2020- In Toscana nel primo semestre 2020 le imprese del settore calzature sono calate del -2,2% e gli addetti diminuiti del -1,8%. Sul fronte dell’export invece si registra una flessione del -44% sui primi 6 mesi 2019. A livello territoriale si registrano nel primo semestre decrementi significativi per tutte le principali regioni esportatrici, ma le flessioni più marcate hanno interessato la Toscana. Firenze guida sempre la classifica delle province esportatrici malgrado un calo del -43,7% sulla prima metà 2019.

Le organizzazioni sindacali e datoriali del settore Artigianato hanno scritto al Prefetto di Firenze, nella sua qualità di Coordinatore dei Prefetti della Toscana, per sollecitare il Governo a sbloccare le risorse per i lavoratori che aspettano ancora gli ammortizzatori sociali di maggio, giugno e luglio. Sappiamo, scrivono, che la Corte dei Conti ha sbloccato queste le risorse e non riusciamo proprio a comprendere perché ancora non siano state trasferite alle Regioni e conseguentemente nella tasche dei lavoratori. Nella lettera al Prefetto si ricorda che gli addetti del settore artigiano hanno riscosso l’indennità dell’ammortizzatore del settore soltanto per i mesi di marzo e aprile, con conseguenze in alcuni casi drammatiche. Sindacati ed associazioni di impresa chiedono al Prefetto di attivarsi per rappresentare al governo questa pesantissima situazione. L’obbiettivo è quello di far arrivare in tasca ai lavoratori quanto di loro spettanza entro questo mese di settembre. Va da se che se non dovesse succedere saranno messe in campo iniziative di impatto adeguato.

Redazione Nove da Firenze