Rubrica — LifeStyle

Il percorso danzante di Kinkaleri al Museo Novecento

Giovedì 23 maggio una performance che fa "parlare" le opere d'arte col corpo negli ambienti che ospitano la collezione permanente Alberto della Ragione


Firenze, 21 maggio 2019 - Una performance site specific intitolata Novecento, quella che i performer del gruppo Kinkaleri presenteranno giovedì 23 maggio alle 18:30 negli ambienti che ospitano la collezione permanente Alberto Della Ragione. Primo evento di un trittico che vedrà impegnati prossimamente tra luglio e settembre il gruppo di ricerca e performance di Tel Aviv Public Movement e la coreografa e danzatrice Cristina Kristal Rizzo.

Con Novecento, Kinkaleri propone un percorso immaginario che mette in relazione alcune opere del XX secolo con il corpo danzante dei performer, un atto motorio che coinvolge la dinamica, l'immagine e la “scrittura”. Sì, perché i performer che si esibiranno faranno uso di un particolare codice - il CodiceK, inventato dagli stessi Kinkaleri -, un alfabeto gestuale che permette di trascrivere il simbolo alfabetico sul proprio corpo, in continua dinamica nello spazio e nel tempo; una pratica coreografica dove una griglia rigida di traduzione tra alfabeto e gesto spalanca un luogo di libertà individuale sviluppando tutte le funzioni di un corpo compreso in un movimento. La performance, collocata nella sala della collezione permanente del Museo Novecento, vede in questo modo la traduzione fisica/verbale dei titoli delle opere esposte, e instaura un dialogo tra il luogo che la contiene e il flusso di forme che produce. Come atto non unico, la performance sarà replicata, in modo sempre inedito, nei giorni 24 giugno e 18 luglio.

Un corpo si muove - spiegano i Kinkaleri- pronuncia attraverso se stesso cosa gli sta attorno in una prossemica gestuale senza tensione. Il corpo, come lo sguardo, si appropria dello lo spazio; nessun tentativo drammaturgico apparente, solo la persistenza. Esso traccia linee, costruisce forme, in un tempo dilatato; volume verso volumi nel silenzio di una sala dedita alla contemplazione, interrotto sporadicamente dal suono di alcune lettere pronunciate dalla sua bocca, che, come frecce colpiscono lo spazio, gli astanti, la storia dell'arte”.

Con il progetto Novecento di Kinkaleri - dice il direttore Sergio Risaliti- non solo avviamo un’ospitalità rivolta ai protagonisti della ricerca nel campo performativo e coreografico nazionale e internazionale, perché in questo caso si tratta anche di un affondo sul corpo del patrimonio artistico del Museo stesso. Un’azione ermeneutica e creativa che serve a ridefinire e plasmare con altri linguaggi, diversi da quello espositivo e storico-artistico, la relazione del pubblico con le opere esposte nel Museo, agendo al tempo stesso sul doppio termine, o registro, di collezione e permanente. Questo di Kinkaleri è solo il primo episodio di un trittico che nei prossimi mesi vedrà coinvolti Public Movement e Cristina Kristal Rizzo, progetto all’insegna di una interdisciplinarietà che non può mancare al Museo Novecento”.

Redazione Nove da Firenze