Italia, Castrovilli non è sazio: "La convocazione è un punto di partenza"

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Il giocatore viola fa capire che si impegnerà al massimo per essere all'Europeo 2020: "Ho realizzato un sogno che avevo da bambino ma non mi basta, credo nei miei mezzi. Il paragone con Antognoni? Ci separano 70 presenze in nazionale, sette gol e la vittoria di un mondiale". Venerdì contro la Bosnia dovrebbe essere titolare


Gaetano Castrovilli non è sazio. Anzi, inizia ad avere adesso una grande fame, più che mai. La sua prima conferenza stampa da giocatore dell'Italia maggiore lo dimostra: ha voglia, tanta voglia di dimostrare subito il suo valore e rendersi utile alla squadra di Roberto Mancini fin dalla prima manifestazione in calendario: l'Europeo 2020.

"E' il sogno di ogni bambino arrivare a indossare questa maglia - ha esordito Castroilli - che per me non è un punto di arrivo ma di partenza. Credo nei miei mezzi. Questo è un gruppo fantastico, ci fanno integrare bene. Cantare? E' diventato un rito, c'è stato un po' di imbarazzo ma ti serve a integrarti nel gruppo. La danza? Mi piace ancora oggi, mi piacciono i passi di danza e stare dritto. Come giocatore non mi reputo ancora completo, ad esempio devo imparare a difendere. L'aiuto più importante per la mia crescita è stato quello dei compagni, loro hanno tanta esperienza, in un attimo ti fanno crescere tanto. Antognoni? Una bellissima persona, ma fare un paragone tra noi ancora non esiste. Io sono alla prima chiamata, da lui mi separano 70 presenze in azzurro, sette gol  e un mondiale", ha concluso il centrocampista viola.

Contro la Bosnia venerdì 15 novembre "Castro" dovrebbe partire titolare.

Redazione Nove da Firenze