Rubrica — Spettacolo

“Intimate strangers”: il remake coreano di Perfetti sconosciuti al 18/mo Florence Korea Film Fest

Il film, ispirato all’omonimo di Paolo Genovese, fa parte della retrospettiva dedicata all'attore Cho Jin-woong, star di questa edizione del festival. In programma domani alle ore 21,


 Relazioni, amori, segreti e bugie: sarà “Intimate strangers” il remake sudcoreano di Perfetti sconosciuti,è uno degli eventi speciali della quinta giornata della 18/ma edizione Florence Korea Film Fest, in programma domani 27 settembre ore 21.

La scena si sposta da Roma a Seul, dove un gruppo di amici di vecchia data, apparentemente senza segreti, si impegna per tutta la durata della cena a partecipare a un gioco “di verità”: quello di mostrare ai commensali i messaggi e le chiamate in arrivo dei propri cellulari. Verranno a galla segreti e bugie inaspettati. Diretto dal regista Lee Jae-Kyoo e distribuito dalla LOTTE Enterteinment, la sceneggiatura, fedele all’originale, è stata curata da Bae Se-Young. Ad animare il film il cast composto da Cho Jing Woong, Yum Jung Ah, Yoo Hae Jin, Yoon Kyung Ho, Kim Ji Soo, Lee Seo Jin e Song Ha Yoon. Qui l’attore interpreta il ruolo che nel film di Genovese è di Marco Giallini, il padrone di casa.

Le proiezioni al cinema La Compagnia partiranno alle 15 con “Man of man”, commedia dolceamara del regista Yong-Soo sull’amicizia fra un gangster che vuole redimersi e un avvocato disabile. L'amicizia fra Jang-soo, avvocato di grido costretto su una sedia a rotelle, e il piccolo gangster Young-ki, che lo deve assistere a causa di un'ordinanza del tribunale per cui deve svolgere del lavoro socialmente utile, sembra inizialmente impossibile. Eppure fra i due uomini, che non potrebbero essere più diversi, si instaura un rapporto fatto di complicità ma, soprattutto, di profonda comprensione l’uno per la vita dell'altro.

Alle 18.00 in programma “Mal- mo- e: The Secret Mission”, opera prima della regista Eom Yoo-na che, con una salda ricostruzione scenografica e un ottimo cast, racconta l'importanza delle radici coreane legate al proprio dizionario. Anni '40, quando la Corea era sotto l'occupazione giapponese e lo studio della lingua coreana era vietato dall’Impero, Kim Pan-soo analfabeta che non sa leggere o scrivere il coreano o altre lingue viene arrestato diverse volte, ma quando, dopo un furto, incontra un rappresentante della Korean Language Society unisce le forze con lui per pubblicare un dizionario della lingua coreana.

Redazione Nove da Firenze