Innovazione, Bugli: "Deve diventare un'ossessione dell’agenda politica"

Enrico Rossi a San Francisco: "Grandi capitali e ricerca universitaria, ecco cosa serve all'Italia"


FIRENZE- "Uno dei più grossi problemi che ha l'innovazione è che non è mai diventato un tema politico, nonostante lo sia molto più di altri. L'innovazione influisce infatti sulle vite dei cittadini, basti pensare alla banda larga per navigare su internet oppure alle ‘smart cities'. Eppure, non c'è mai stato un ministro all'innovazione". L'assessore alla presidenza della Toscana, Vittorio Bugli, lo sottolinea intervenendo venerdì ad un convegno a Carrara dove di ‘smart cities' appunto si è parlato: ovvero di città intelligenti dove sensori, tecnologie digitali, la mole di dati che così viene raccolta e la rete sono utilizzate per facilitare la vita di chi vive, vi lavora o vi si reca per turismo o studio, per prestazioni sanitarie o shopping, ma anche per abbassare i consumi energetici. "Oggi – spiega Bugli - il futuro delle città si basa su questi temi e ci va costruito un pensiero. Questo deve diventare per noi un ‘ossessione di confronto". La Toscana non figura tra le prime regioni per ‘smart cities', ma ha buone pratiche da diffondere. E la Regione ci sta investendo. "Abbiamo iniziato dalle infrastrutture, portando la banda ultra larga, con risorse regionali, anche nelle aree più marginali e periferiche dove con le sole logiche di mercato non sarebbe mai arrivata, garantendo anche lì connessioni veloci. Senza la fibra non ci possono infatti essere ‘smart cities'" commenta Bugli. La Regione ha messo a disposizione il suo portale, open.toscana, per ospitare servizi digitali e open data. Si sta attrezzando, assieme alle università, anche per la cybersecurity. Il prossimo passo riguarda il Tix, il cloud regionale. "Potremmo utilizzarlo per ospitare la ‘control room' per la gestione di tutte le ‘smart cities' toscane" spiega Bugli. Una control room ‘di tutti, tale da rispondere alle esigenze di ogni livello", dove possano confluire i dati di più fonti, del comune e delle aziende pubbliche ad esempio, per veicolare poi verso i cittadini informazioni per facilitarne gli spostamenti o i parcheggi, per trovare un ufficio pubblico, per dare informazioni sui musei o sugli eventi, sui servizi sanitari od anche per gestire situazioni di emergenza. I cittadini in un simile scenario sarebbero i fruitori ma anche, grazie ai loro smartphone, fonte di dati.

"San Francisco è la nuova porta dell'Oriente. Si percepisce subito la vicinanza dell'Asia e le opportunità che ci sono dall'altra parte del Pacifico. Ma la vera 'ricetta' della Silicon Valley è la sua capacità di essere diventato un territorio con fortissime eccellenze universitarie che si coniugano con grandi capitali e impresa". E' il commento del presidente della Regione Toscana Enrico Rossi al termine della missione californiana nella Bay area dove era stato invitato dell'Università di Berkeley. Una visita organizzata in stretta collaborazione con il Consolato Generale d'Italia a San Francisco. La missione, dal 30 gennaio al 1° febbraio, lo ha visto impegnato in una densa agenda d'appuntamenti, tra cui numerosi incontri con gli operatori del settore della ricerca biomedica, delle scienze della vita e con il mondo dell'high-tech californiano, nonché un confronto sulle sfide che attendono l'Italia e l'Europa organizzato dall'Istituto di Studi Europei e dal Dipartimento di Studi Italiani dell'Università della California di Berkeley, a cui ha partecipato anche il giornalista e scrittore Enrico Deaglio e una folta rappresentanza di studenti universitari. In quest'ultima occasione il presidente Rossi ha presentato anche la campagna "L'Europa in Toscana", promossa in questi mesi nella sua regione con l'obiettivo di raccontare la centralità dei fondi europei nello sviluppo dei territori. "In Italia - ha proseguito Enrico Rossi - mancano i capitali ed il legame con le imprese, e le nostre università, pur eccellenti dal punto di vista scientifico e capaci di offrire una formazione di altissimo livello, non ce la fanno a fare il salto di qualità e a dar vita a un numero così alto di startup". La tre giorni di visite si è conclusa con un bilaterale tra il presidente della Regione Toscana e il vice-Sindaco di San Francisco, Katerine Stefani. "Ho origini lucchesi e sono legatissima alla Toscana" ha raccontato la Stefani a margine dell'incontro che si è tenuto al Consolato generale d'Italia, alla presenza del console Lorenzo Ortona. "Devo molto agli italiani d'America e in particolare ai tanti lucchesi che sono la prima comunità italiana di San Francisco" ha proseguito. "Ogni anno – ha aggiunto - organizziamo per la festa del Columbus day, il 14 ottobre, degli eventi di grande portata in cui coinvolgiamo tutti gli italiani e i lucchesi residenti nella Bay area. Sarebbe bello se quest'anno in occasione del cinquecentenario di Leonardo riuscissimo a coinvolgere anche la Regione Toscana".


A conclusione della visita, il presidente della Regione Toscana ha rivolto un sentito ringraziamento al Console Generale d'Italia a San Francisco, Lorenzo Ortona e ai docenti dell'Università di Berkeley che gli hanno consentito in poco tempo di interagire con il sistema della ricerca della Bay area e con le eccellenze scientifiche che essa esprime, rintracciando ovunque la presenza della Toscana e preziosissimi spunti di lavoro e occasioni di collaborazione.

Redazione Nove da Firenze