Va in scena la protesta degli asili nido privati: "Governo intervenga o scompariremo"

"Senza rette né sussidi non possiamo farcela. Vogliamo anche linee guida chiare per i centri estivi"


Educazione, istruzione, socializzazione: qualcosa, fuori dalle mura dell’ex lockdown, si muove. E si riparte non dagli ultimi, ma dai primi in ordine di età. Oggi è stata la volta dei lavoratori degli asili nido privati, che coprono sostanzialmente la fascia di età 0-3 anni. Sabato, alle 15.30, davanti agli uffici scolastici di via Mannelli 113, toccherà a un più generico “scuola”: sul piede di guerra soprattutto le famiglie dei bambini della scuola dell’infanzia e delle elementari. Ma appunto oggi si è ricominciato dallo zero, zero di età: come in varie piazze italiane, la Federazione Asili Nido i si è fatta vedere, con tanto di bambini e cartelli, davanti alla sede della Giunta Regionale, in piazza del Duomo. C’era anche il Comitato Educhiamo della Toscana.

“Le aziende degli asili nido privati di Firenze, sia accreditati che autorizzati -spiegano gli organizzatori- si trovano in una situazione difficilissima e lanciano un allarme sul rischio di definitiva chiusura delle strutture private di Firenze e della Toscana”.

In effetti, “i servizi educativi per la fascia 0-3 anni sono stati finora ignorati dai decreti del Governo: le aziende, che da marzo non incassano l'unico introito che è costituito dalle rette, non hanno ricevuto nessun tipo di aiuto e il personale è ancora in attesa della cassa integrazione, mentre le spese sono continuate”.

A quanto pare, il Governo ha anche ignorato un documento inviato alla conferenza delle regioni che prevedeva una ripartenza dei centri estivi per tutta l'infanzia. C’è un vuoto da colmare. Serve un protocollo unico per avere regole chiare anche per l’infanzia, sperando di non rivivere gli incubi targati Inail.

Presente alla manifestazione, tra gli altri, Eugenio Giani: “servono regole e risorse per riaprire i nidi da 0 a 3 anni”, osserva il presidente del Consiglio regionale. Impegniamoci insieme per riaprire le strutture, per dare ai bambini la socialità che meritano e alle famiglie l’aiuto indispensabile di cui hanno bisogno. Non si può rinunciare a educare un'intera generazione. La scuola è il luogo dove i nostri figli si formano, imparano a vivere e convivere in una comunità. Non togliamo loro questa straordinaria opportunità”.

Resta il fatto che, vuoi per una lecita paura di perdere il lavoro, vuoi per una maggiore pressione da parte delle famiglie coinvolte in questa fascia d’età, finalmente si comincia a scendere in piazza per far fare un passo all’unico servizio pubblico rimasto al palo, la scuola appunto.

E sulla questione asili nido privati convergono le questioni riassunte da Monia Monni, vicecapogruppo del Pd in Consiglio regionale: "Il primo aspetto è che l’asilo è un’infrastruttura fondamentale, asili privati compresi, perché il pubblico da solo non è in grado di dare una risposta adeguata numericamente. In più è una questione che riguarda molte donne, sono quasi tutte donne quelle che lavorano negli asili nido e anche coloro che li gestiscono. Terzo aspetto: è un’infrastruttura fondamentale quella degli asili nido per sostenere l’occupazione femminile, per permettere alle altre donne, non solo a quelle che ci lavorano, di conciliare lavoro e famiglia. Ci vuole un intervento sulla fascia 0-3 che è quella assolutamente dimenticata, anche dal Governo. Sono bimbi che hanno bisogno fortemente di socialità e non possono essere tutti accollati ai nonni, che, oltretutto, adesso hanno bisogno di essere maggiormente tutelati. Per questo era importante esserci. Io ci avevo già parlato, con tante di loro, e mi sono presa l’impegna di organizzare per loro e con loro una riunione con l’assessore all’istruzione Cristina Grieco, a cui l’ho già chiesto e che mi farà a breve avere una disponibilità”.

Alla manifestazione era presente anche Jacopo Cellai, capogruppo di Forza Italia a Palazzo Vecchio: “più e più volte abbiamo sottolineato che molti asili nido privati (come le scuole paritarie), che svolgono un importante ruolo sociale visto che la scuola pubblica non riesce a coprire tutti i bisogni, avrebbero rischiato di chiudere definitivamente in seguito alla chiusura per l’emergenza da coronavirus”.

E in attesa che le posizioni tra sindacati e Governo, sulla scuola, lontane mille miliardi di anni luce si accorcino, i gestori degli asili privati chiedono intanto di poter mettere una parola certa sui centri estivi: “abbiamo bisogno di sapere quanto prima con quali protocolli. L'apertura è prevista per il 18 giugno. Purtroppo all'apertura manca neppure un mese e noi abbiamo urgenza di avere chiarezza per poter aprire le iscrizioni”. 

Marco Bazzichi