Firenze, 6-5-2026- Nei giorni scorsi si è consumato l'incendio devastante che ha distrutto centinaia di ettari di bosco nel Monte Faeta, abitazioni, infrastrutture e probabilmente anche alcune specie animali. La zona è la stessa che negli ultimi dieci anni ha visto il ripetersi di eventi di tale portata, la zona montana fra le Province di Lucca e Pisa.
"Certo sono stati individuati i presunti responsabili dell’abbruciamento che ha dato il via al rogo. Certo la stagione siccitosa unita al vento di grecale ha aggravato l’entità dell’evento; ma è lecito chiedersi se nell’organizzazione complessiva in risposta all’evento abbia funzionato veramente tutto.Partiamo dalle competenze: la legge nazionale attribuisce alle Regioni il compito della prevenzione e della lotta attiva agli incendi boschivi; il sistema AIB della Toscana da sempre ed a ragion veduta era considerato come uno dei più efficienti d’Italia; il fulcro era la sinergia fra Regione, Enti Locali, dello Stato e volontariato. Tutte le componenti partecipavano sia alla lotta attiva (quindi lo spegnimento degli incendi) che al sistema delle Sale Operative che ha come fulcro la sala operativa unificata permanente con sede nei palazzi della Regione Toscana.
Abbastanza incomprensibilmente lo scorso anno è iniziata un’opera di smantellamento della SOUP, operazione che passo dopo passo ha portato ad una sala operativa con meno personale, con un Responsabile che non è più fisicamente presente ma solo reperibile, abbassando di fatto la capacità decisionale ed eliminando la presenza in SOUP delle persone con maggior esperienza; il tutto solo a vantaggio di un presunto risparmio economico.In questo quadro non ci pare esente da critiche anche la componente Vigili del Fuoco, ovvero, la Direzione Regionale VVF della Toscana che per il secondo anno di fila ha ritardato la firma per la stipula della convenzione in materia di antincendio tra Regione Toscana e Vigili del Fuoco, lasciando di fatto i Comandi senza indicazioni operative generando solo incertezze.La cosa che più ci fa rabbia è che noi siamo stati gli unici a denunciare ciò che stava accadendo, rimanendo ancora una volta inascoltati.Sono andati in fumo centinaia e centinaia di ettari di vegetazione, case, infrastrutture, e tanto altro.
Non vogliamo condannare nessuno ma forse sia in Regione Toscana, che in Direzione Regionale VVF, che nelle Segreterie di qualche Organizzazione Sindacale qualcuno dovrebbe fare una riflessione.E’ l’ennesima conferma che i risparmi ottenuti con la diminuzione dei servizi ricadono sul territorio e sui cittadini, la sicurezza non si compra al supermercato" si legge in un documento del Coordinamento Fp Cgil VVF Toscana.
Approfondimenti
L’europarlamentare Pd-S&D Dario Nardella annuncia la presentazione di un’interrogazione parlamentare alla Commissione europea in seguito al vasto incendio. Nell’atto si richiama l’attenzione dell’Unione europea sulla necessità di rafforzare le politiche di prevenzione e resilienza contro gli incendi boschivi, chiedendo di valutare l’attivazione del Fondo di solidarietà europeo e la possibile riattivazione del regolamento RESTORE.
L’interrogazione evidenzia come eventi di questo tipo siano aggravati da ondate di caldo estremo, siccità e abbandono delle aree rurali, con pesanti conseguenze per biodiversità, comunità locali e attività agricole. "La tragedia ecologica del Monte Faeta, a seguito della dichiarazione dello stato di emergenza avanzata dal presidente Giani, deve coinvolgere direttamente anche le istituzioni europee. Per questo motivo ho presentato un'interrogazione urgente alla Commissione, con l'obiettivo di sollecitare Bruxelles ad attivare il Fondo di solidarietà dell'Unione europea per far fronte agli ingenti danni causati dall'incendio.
È fondamentale attivare con rapidità i finanziamenti europei a supporto delle popolazioni locali e del territorio: l’Europa deve fare la sua parte” dichiara Nardella.
“Questa vicenda dimostra anche l’importanza degli investimenti già realizzati sul territorio: la vasca antincendio costruita nei mesi scorsi ha contribuito in modo significativo alle operazioni di spegnimento, rendendo più efficaci e rapidi gli interventi dei mezzi aerei –dichiara Matteo Trapani, consigliere regionale Pd- Un esempio tangibile di come la sinergia tra istituzioni e il rafforzamento delle infrastrutture di protezione civile possano fare la differenza. Per questo è fondamentale proseguire su questa strada, a partire proprio dagli investimenti per strutture su protezione civile e tutela del territorio, rafforzando gli investimenti e sostenendo i territori più esposti, con un impegno condiviso tra Regione, enti locali e Governo”.