Firenze, 17 aprile 2026 – Si è svolta questa mattina nel Salone dei Cinquecento, in Palazzo Vecchio, la cerimonia di inaugurazione del 273° Anno Accademico dei Georgofili.
“L’Accademia dei Georgofili rappresenta da secoli un punto di riferimento per il rigore scientifico, la capacità divulgativa e l’attitudine a interpretare i cambiamenti dell’agricoltura, l’evoluzione del territorio e le dinamiche globali; un’istituzione che guarda al futuro, valorizzando la tradizione e affrontando le nuove sfide con gli strumenti della conoscenza e dell’innovazione”. Lo ha detto la sindaca Sara Funaro.
“L’agricoltura rappresenta un tratto distintivo del nostro territorio e, al tempo stesso, un settore dinamico e in continua evoluzione, attraversato da processi di innovazione e ricambio generazionale. - ha proseguito la sindaca Funaro - L’Accademia dei Georgofili ci insegna che l’agricoltura è, prima di tutto, cura: delle persone, del lavoro e del territorio. Una cura che si traduce in produzione di qualità, nel rispetto del lavoro e in una giusta remunerazione, libera da ogni forma di sfruttamento. Non è solo un’istituzione storica, che dobbiamo valorizzare sempre di più, ma ha la capacità di mettere al centro temi attuali e urgenti come quello della sostenibilità ambientale, una delle sfide del nostro tempo. Ci stiamo confrontando spesso anche con tutti i sindaci metropolitani su quanto bisogna lavorare per valorizzare le filiere, per la sostenibilità e per il racconto del nostro territorio. ”.
Dopo il saluto della Sindaca Sara Funaro, il Presidente Massimo Vincenzini ha svolto la sua relazione, esprimendo “profonda preoccupazione per i tempi che stiamo vivendo, in cui sembra essersi smarrita quella ragione che, invece e per fortuna, ancora illumina la via del progresso scientifico e che siamo soliti praticare a favore dell'agricoltura e della società civile”. Il Prof. Vincenzini ha poi sottolineato che “il futuro vede le incertezze associarsi concretamente con una instabilità geopolitica, commerciale e climatica senza precedenti in più ambiti, non solo per ciò che riguarda il mondo agricolo”.
Ciò nonostante, ha evidenziato, “alle molteplici incertezze che avvolgono il mondo dell’agricoltura, l’Accademia dei Georgofili ha risposto nel modo che le è più congeniale: ha innalzato il livello del proprio impegno, sia in ambito tecnico-scientifico che culturale, nella speranza di stimolare, tra i vari portatori di interesse, quel confronto aperto all’ascolto reciproco che diventa indispensabile quando vengono a mancare certezze e stabilità. L’attività scientifica e divulgativa, nel suo complesso, ha infatti visto realizzate nell’ultimo anno oltre 110 iniziative con il coinvolgimento di 950 relatori/autori e ben 25.000 partecipanti, presenti fisicamente o da remoto”.
Come nota positiva, il Presidente Vincenzini ha segnalato l’accordo raggiunto a fine 2025 nel trilogo europeo sul nuovo Regolamento dedicato alle New Genomic Techniques, ovvero le Tecniche di Evoluzione Assistita. Con soddisfazione, ha poi sottolineato che molte delle iniziative sono state organizzate di concerto con Enti e Associazioni con cui l’Accademia intrattiene rapporti di collaborazione, ad esempio sul tema della sostenibilità nella filiera agro-alimentare, con particolare attenzione ai criteri Environmental, Social and Governance, oppure sulle prospettive aperte dal recente Regolamento dell’UE sul “ripristino della natura” e sulla salute mentale degli agricoltori.
Inoltre, relativamente all’attività editoriale e di comunicazione, Vincenzini ha riferito con soddisfazione che finalmente, “per la prima volta dopo 272 anni, l’Accademia dei Georgofili può presentare una conoscenza ordinata e organizzata del proprio patrimonio complessivo, basata sui canoni nazionali e internazionali delle discipline archivistiche e biblioteconomiche, prodotto di un lungo sforzo di lavorazione e di una collaborazione sinergica di tutto il personale dell’Accademia”.
Valdo Spini, Accademico Onorario e già Ministro dell’Ambiente (9 marzo 1993 - 10 maggio 1994), ha svolto la prolusione inaugurale su “La questione ambientale”, scegliendo questo tema poiché – ha dichiarato – “Quello dell’ambiente non è un soggetto da affrontare in modo settoriale ma è un tema trasversale che interessa tutti i settori dell’attività umana, il nostro benessere, la nostra qualità della vita. La questione ambientale è sempre più urgente ed ora si trova di fronte agli effetti negativi dei conflitti bellici, condotti troppo spesso per il controllo di vecchie e nuove risorse naturali.
La questione ambientale non è solo un problema della nostra sopravvivenza sulla terra, è anche una questione di giustizia sociale per i suoi legami con l’agricoltura e la sicurezza alimentare delle popolazioni e, più in generale, è una questione di democrazia”. Ma, ha proseguito Valdo Spini, “...non sono solo le guerre. Le politiche ambientali di questi ultimi anni si trovano di fronte ad elementi di crisi e di difficoltà che dobbiamo analizzare nelle loro cause, trovando i rimedi appropriati per riprendere un’azione per l’ambiente con rinnovato vigore e cercando di coagulare i necessari consensi”.
Secondo Spini, si potrebbe ricominciare da un piano per condurreun’organica politica ambientale su tutto il territorio nazionale, tenendo conto che il ruolo delle foreste nella salute ambientale del pianeta è importantissimo. Eppure, “il Rapporto FAO sullo Stato delle Foreste nel Mondo del 2025 evidenzia che, sebbene la deforestazione rallenti, il nostro pianeta ha perso 420 milioni di ettari di foreste rispetto all’anno 1990”.
Per quanto riguarda l’agricoltura, Valdo Spini ha evidenziato come la vera sfida sia quella dell’innovazione: l'uso di biostimolanti, biochar, agricoltura di precisione e gestione intelligente dell'irrigazione possono oggi concretamente ridurre l'impatto ambientale, mantenendo la redditività degli imprenditori agricoli. Soprattutto, ha proseguito: “Se aggiungessimo ai fondi della nuova PAC 2028-2034 interventi consistenti di protezione ambientale che abbiano come protagonisti gli agricoltori, potremmo veramente rilanciare il settore.
Certamente occorre una rivoluzione concettuale. Bisogna passare da una politica dell’ambiente che vuole imporsi all’agricoltore ad una politica dell’ambiente che voglia motivare l’agricoltore e accompagnarlo nelle sue trasformazioni. L’Accademia dei Georgofili può svolgere un grande ruolo in tal senso, proprio per la sua vocazione a promuovere la ricerca e la diffusione dell’innovazione e della sostenibilità al più alto livello scientifico, al servizio dell’agricoltura e della silvicoltura in un quadro italiano, europeo ed internazionale”, ha concluso.
Nel corso della cerimonia è stato consegnato il riconoscimento al “Merito Georgofilo”, al Prof. Dario Casati: “Le sue considerazioni sulla politica ed economia agraria hanno punteggiato la complicata vicenda agraria dagli anni '60 -'70 ad oggi con una costante attenzione ai provvedimenti legislativi italiani e europei, distinguendo sapientemente le eventuali lacune dai lati positivi, senza tentennamenti”.