Il sovranista rosso-bruno in Toscana

Sabato congresso regionale a Scandicci con Marco Rizzo

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
27 Maggio 2026 18:15
Il sovranista rosso-bruno in Toscana

Sabato 30 maggio, presso il Teatro Aurora di Scandicci, si terrà il Congresso regionale Toscano di Democrazia Sovrana Popolare, momento di confronto politico e organizzativo per il partito sul territorio regionale.

L’inizio dei lavori è previsto alle ore 10.00 e vedrà la partecipazione non solo di iscritti e dirigenti di DSP, ma anche di associazioni e realtà esterne vicine ai temi della sovranità popolare e della critica alle politiche europeiste e atlantiste.

Tra gli ospiti Fabio Filomeni presidente dell’associazione “E.S.I.”, già Presidente Nazionale del Movimento “Il Mondo al Contrario”, e Manuel Vescovi presidente dell’associazione “Stati Uniti d’Italia”, già senatore della Lega ed ex coordinatore regionale del partito in Toscana.

A seguire, alle ore 13.00, si svolgerà il pranzo con Marco Rizzo, segretario nazionale di Democrazia Sovrana Popolare.

In particolare sarà inaugurata la campagna “Italia Neutrale” con la raccolta delle firme nata dal comitato omonimo e promossa da DSP per la proposta di legge di iniziativa popolare dal titolo: "Modifiche all'art.11 della Costituzione. Neutralità permanente dell'Italia e garanzie di costituzionalità in materia di organizzazione internazionale".

"Oggi la politica estera -afferma Marco Rizzo- precipita nella vita quotidiana di tutte le persone, quando si fa benzina o diesel quando le aziende devono decidere se è più conveniente produrre oppure sospendere la produzione, un caso sempre più frequente, con drammatiche ricadute occupazionali. Il tema della neutralità e del ripudio della guerra ci darebbe anche delle opportunità, sia sul fronte della coesistenza pacifica delle nazioni, sia sul piano economico. Noi potremmo trattare i dazi senza passare per la signora Von der Leyen, potremmo utilizzare i soldi del riarmo per scuola, ricerca e stato sociale o per aiutare le persone in difficoltà. Poi c’è il problema delle basi militari che non sono sotto il controllo del capo delle forze armate e del governo. Avere le basi non è oggi un motivo di sicurezza ma di insicurezza “.

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