Il Ponte Vespucci riapre dopo un anno ma i lavori non sono ancora finiti

foto Agenzia Dire

A primavera illuminazione e nuova pavimentazione in sostituzione dei sanpietrini: si aspetta il via libera della Soprintendenza. Sarà chiusa una sola corsia per volta. Nardella: "Primi in Italia ad aver messo in sicurezza dopo il disastro di Genova un ponte progettato da Morandi"


(DIRE) Firenze, 24 ott. - "Firenze è un modello nazionale per la prevenzione e la messa in sicurezza" di ponti e opere infrastrutturali. Lo sottolinea il sindaco Dario Nardella riaprendo ponte Vespucci alla viabilità e ai pedoni dopo che con i lavori, duranti circa un anno per 1,7 milioni, è stata consolidato il pilone di sinistra dell'opera sull'Arno progettata da Riccardo Morandi. 

Lavori, sottolinea il primo cittadino, "che abbiamo deciso di realizzare ancor prima del crollo del ponte Morandi di Genova. Voglio dire, però, che questo è l'unico ponte in Italia realizzato dall'ingegner Morandi messo definitivamente in sicurezza dopo quel disastro". 

Inoltre quello sul Vespucci, continua, "è stato uno degli interventi ingegneristici più complessi mai fatti su un ponte a Firenze negli ultimi decenni". Il fiume, infatti, "aveva scavato una profonda fossa di erosione al di sotto del pilone. Cavità che aveva raggiunto una profondità di 4, 5 metri". Per questo, spiega Vincenzo Tartaglia, capo della direzione nuove infrastrutture e mobilità di Palazzo Vecchio, "è stata adottata una tecnica che poche altre volte è stata utilizzata in Italia".

In pratica a monte e a valle del pilone è stato depositato del materiale sciolto legato dal cemento; la cavità, invece, è stata completamente riempita dal calcestruzzo. Il tutto grazie a iniezioni eseguite attraverso sonde teleguidate, che, dalla sponda dell'Arno, hanno raggiunto l'area da consolidare. Soddisfatto anche Stefano Giorgetti, assessore alla Mobilità, perché "il Vespucci è un ponte strategico per il collegamento tra l'Oltrarno e la città, soprattutto per il servizio pubblico che ora torneremo a regolarizzare". 

Tra qualche mese poi, sul ponte arriverà una nuova luce (stele di 3,5-4 metri al centro) e una nuova pavimentazione che andrà a sostituire i vecchi sanpietrini su cui il Comune attende il via libera della soprintendenza. "Ma saranno lavori molto meno impattanti e decisamente più rapidi", rassicura subito Nardella, "che cominceremo non appena avremo tutte le autorizzazioni, credo all'inizio della prossima primavera".

Palazzo Vecchio, infatti, sta studiando un cantiere leggero, che necessiti solo della chiusura di una corsia alla volta delle quattro presenti. Con questi lavori sul pilone, aggiunge Tartaglia, "difficilmente il fiume potrà scalzare il calcestruzzo. Comunque è nostra intenzione proseguire con dei monitoraggi periodici dell'alveo intorno al ponte con le stesse tecniche utilizzate per individuare il problema oggi risolto". Sugli altri ponti, conclude, "non ci sono criticità paragonabili. Certo, il fondo di un fiume come l'Arno è sempre molto dinamico e mobile, però fortunatamente non sono state rilevate criticità come questa".
(Dig/ Dire)

Redazione Nove da Firenze