Il Pd non sta sereno: teme l'esodo di sindaci e amministratori verso Italia Viva

L'ex renziana (ora zingarettiana) Di Giorgi: "Quelli che decidono di candidarsi con il Pd per poi andarsene non sarebbero persone serie. Ma in un momento come questo, segnato da una grande fibrillazione, purtroppo non so se prevarrà l'onestà intellettuale". Elezioni regionali: tre settimane per una candidatura unitaria


(DIRE) Firenze, 26 set. - Gli amministratori in Italia Viva arriveranno dopo, ragiona Matteo Renzi. Magari dopo le regionali toscane e il "Big Bang 2", che l'ex premier ha messo in agenda a giugno 2020. Uno scenario che Rosa Maria Di Giorgi, ex renziana ed oggi zingarettina, non esclude ma che contesta con forza a margine di un'iniziativa all'osservatorio di Arcetri, a Firenze: "Gli amministratori che decidono di candidarsi con il Pd per poi andarsene non sarebbero persone serie". Tuttavia "non escludo niente, perché in un momento come questo, segnato da una grande fibrillazione, purtroppo non so se prevarrà l'onestà intellettuale".

Per quanto riguarda le prossime elezioni regionali, bene una candidatura unitaria "che possiamo trovare" e le tre settimane proposte da Simona Bonafè per raggiungere l'obiettivo. Di Giorgi plaude alla proposta della segretaria toscana del Pd: "Sono molto d'accordo, credo sia la linea più corretta e giusta da portare avanti. Tre settimane non sono tantissime, ma sono un buon tempo se decidiamo di lavorare alla costruzione della coalizione", sottolinea. Di Giorgi punta alla candidatura unitaria anche perché "abbiamo subito" la scissione di Matteo Renzi e "in questa fase di indubbie fibrillazioni, aggiungerne ulteriori con le primarie, perché di questo si tratterebbe, non sarebbe utile". Certo, spiega, senza accordo "le primarie sono uno strumento democratico, quindi daremo la parola ai cittadini". Ora, sottolinea la deputata, "dobbiamo fare politica", ovvero "decidere i programmi e guardarci intorno", visto che "questo governo porta indubbiamente nuove opportunità, come un'interlocuzione con i 5 Stelle". 

D'altro canto, prosegue, "le candidature sono partite un po' troppo presto e per certi versi si sono anche un po' consumate". Dentro questa logica, aggiunge, la "candidatura di Eugenio Giani è assolutamente autorevole, con cui ci dobbiamo confrontare. E' evidente, però, che nel rapporto con altre forze politiche non possiamo andare con un nostro candidato: si tratta invece di capire se ci sono figure che possono rappresentare un'unità e tutte le sensibilità in campo".

Stamani Matteo Renzi a "L'Aria che tira" su La7 ha fatto una battuta: "Vede come sono tranquillo, non si parla più di correnti, divisioni. I renziani non ci sono più, chiamateci i vivaci, il vivaio, come volete...".

Redazione Nove da Firenze