Iachini, l'uomo con il cappello che vuole salvare la Fiorentina

L'inseparabile copricapo, come spiegato dall'ex giocatore viola (era nella squadra di Baggio) e tecnico ormai pronto a guidare la squadra, non è un vezzo ma una necessità: soffre di una carenza di pigmento e un po' di ombra gli è utile per vedere bene


Beppe Iachini, ex giocatore viola (1989-1984), "mastino" assieme a Dunga di una squadra che poteva contare sul "divin Codino" Roberto Baggio, è pronto a iniziare la sua nuova avventura sulla panchina della Fiorentina. Il direttore generale Joe Barone ieri è partito alla volta degli States per sottoporre la proposta a Rocco Commisso e oggi, salvo imprevisti, dovrebbe arrivare l'ufficialità. Per uno come Iachini che non ha mai nascosto di avere il viola nel cuore sarebbe probabilmente il regalo di Natale più bello della vita.

L'ex allenarore di Empoli, Sassuolo, Palermo, Chievo Verona e diverse altre squadre dovrebbe firmare un contratto di un anno e mezzo, cioè con la conferma automatica se la Fiorentina riuscirà a ottenere la salvezza.

In tanti si chiedono perché l'allenatore marchigiano (è nato ad Ascoli Piceno il 7 maggio 1964) porti sempre un cappellino. La risposta la dette lo stesso Iachini in una intervista a Rai Tre alcuni anni fa, spiegando di avere un piccolo problema agli occhi, una carenza di pigmento: l'ombra fornita dal copricapo gli permette di tenerli sempre aperti e questo lo aiuta molto a vedere bene.

Antonio Patruno