Norme anti Covid, i ristoratori rispetteranno le regole

Il prefetto Guidi

Oggi l'incontro con il prefetto di Firenze


Firenze, 14 gennaio 2020 - Si è svolto stamani l’incontro tra il Prefetto di Firenze Dott.ssa Alessandra Guidi e le Associazioni di categoria Confcommercio e Confesercenti, rappresentate dai rispettivi Presidenti Claudio Bianchi e Aldo Cursano.

Si è trattato di un incontro proficuo e costruttivo, nel corso del quale le due associazioni hanno espresso la loro seria preoccupazione per la situazione di assoluta incertezza nella quale la pandemia ha precipitato la categoria, ma hanno ribadito la loro distanza nei confronti di movimenti volti a sostenere iniziative “contra legem” come le aperture serali dei pubblici esercizi in contrasto con la normativa vigente. Confesercenti e Confcommercio sono per il rispetto delle regole, nonostante le misure restrittive in vigore siano spesso incomprensibili e fortemente penalizzanti per le imprese. Lavoriamo da sempre al fianco delle imprese e siamo, a tutti i livelli, alla ricerca di soluzioni concrete e coerenti per la sopravvivenza delle attività economiche. Soluzioni, però, che non vogliono in nessun modo provocare danni e conseguenze ulteriormente negative, come pesanti sanzioni pecuniarie o addirittura la chiusura delle attività. E quest’incontro con il Prefetto ne è la prova concreta.

Le nostre associazioni rappresentano l’ultimo argine prima del caos, e lavoriamo per tutelare le legittime ragioni dei nostri rappresentati, cercando comunque di tenere calmi gli animi degli operatori più esasperati e non fomentare “movimenti di piazza”. Chiediamo però alle istituzioni scelte coerenti: vogliamo che le imprese possano lavorare applicando le regole e i protocolli di sicurezza approvati, ottenendo i giusti indennizzi a fronte di chiusure imputabili a fattori esterni; chiediamo, infine, rispetto e dignità per il lavoro.

Confcommercio e Confesercenti hanno illustrato al Prefetto Guidi le problematiche del territorio: dagli affitti alla mancanza di turisti, passando dai problemi di sicurezza per il centro storico. Il Prefetto ha ribadito che terrà in ampia considerazione i punti presentati, che verranno trattati ai tavoli competenti a tutti i livelli.

Con l’incontro di oggi, tra il Prefetto Guidi e le associazioni di categoria, si è consolidato un rapporto di collaborazione e fiducia reciproca che proseguirà nelle prossime settimane e mesi in maniera costante per ottenere risultati concreti per le attività economiche e per l’intero territorio.

No ad aperture non autorizzate che mettano a rischio la salute pubblica. “Chi non rispetterà le regole e accoglierà clienti nei propri locali, non osservando le disposizioni vigenti andrà incontro non solo a sanzioni ma anche al ritiro della licenza. La nostra associazione prende le distanze da simili forme di protesta”. Non usa mezzi termini Pasquale Naccari, portavoce di Tni-Tutela Nazionale Imprese e di Ristoratori Toscana che questa mattina è stato ricevuto insieme al vice presidente Raffaele Madeo dal prefetto Alessandra Guidi. Contemporaneamente, i rappresentanti delle altre sigle riunite nel collettivo Tni sono stati ricevuti dai prefetti delle altre città italiane, da Vicenza a Salerno, da Brescia a Foggia, da Treviso a Bari, che hanno aderito alla mobilitazione. Nel corso degli incontri le delegazioni di imprenditori hanno ribadito la necessità di aprire anche a cena e nel fine settimana.

“Perché a pranzo sì e dopo le 18 no? Perché in settimana sì e nel weekend no?”, ha sottolineato Naccari chiedendo al prefetto del capoluogo toscano di farsi portavoce e pretendere dal Governo "le prove scientifiche che individuino i pubblici esercizi come luoghi di contagio e sulle cui basi sono state imposte le chiusure". “I nostri locali sono sottoposti a protocolli molto rigidi e tutti noi abbiamo una capienza massima da rispettare, sia durante la settimana che il sabato e la domenica, sia di giorno che di sera. Se il problema è quello che succede in strada o nelle piazze allora bisognerebbe pensare a un modo diverso di fare i controlli. Noi siamo pronti a collaborare per semplificare il lavoro delle forze dell'ordine. Al prefetto abbiamo proposto di identificare i nostri clienti lasciando loro un bollino da mostrare in caso di controllo. Vogliamo dimostrare che i responsabili degli assembramenti non siamo noi gestori”. Sempre al prefetto, Naccari ha chiesto di sostenere la propria battaglia con gli organi competenti affinché “venga assolutamente evitato il blocco dell'attività d'asporto e si prevedano indennizzi continuativi e proporzionali alla perdita di fatturato”.

Domani, venerdì 15 gennaio, sotto l'hashtag #ioaprosoloinsicurezza, gli imprenditori di Tni accenderanno luci e musica e apriranno le porte dei propri locali simulando una cena alla quale partecipano titolari e dipendenti del locale che non sono in cassa integrazione. Le maggiori adesioni in Toscana a Firenze, con 300 locali, una ventina a Livorno e altrettanti a Pisa e Siena. Flash mob anche a Trento, Treviso, Verona, Vicenza, Savona, Genova, Milano, Roma, Napoli, Salerno.

Per aderire al flashmob: bit.ly/ioapro

Redazione Nove da Firenze