Gruppo Menarini: prorogato l'accordo integrativo per 3700 dipendenti

I temi sono salute e sicurezza, formazione, ferie, premio di partecipazione e welfare. Femca-Cisl nazionale: "Questo è il primo gruppo farmaceutico italiano nel mondo, un esempio per quanto riguarda le relazioni industriali e il rapporto con le organizzazioni sindacali"


Salute e sicurezza, formazione, ferie, premio di partecipazione e welfare: sono i temi dell’accordo integrativo del Gruppo Menarini, sottoscritto nel 2016 e prorogato di un anno dopo la firma, a Firenze, tra i rappresentanti delle 17 aziende del Gruppo e i sindacati di categoria. L’accordo interessa i 3.700 dipendenti del Gruppo Menarini in Italia, dei quali circa 900 occupati a Firenze, tra sede, unità produttiva e ricerca. L’accordo, dunque, proroga fino al prossimo 31 dicembre il testo del 2016, che era scaduto a dicembre del 2018 e rappresenta un modello importante per quanto riguarda le innovazioni e la struttura delle relazioni industriali. Per la Femca-Cisl nazionale “l’accordo integrativo conferma quanto di buono è stato già ottenuto per i dipendenti del Gruppo, attraverso un confronto serio e costruttivo con l’azienda. L’innovazione, attraverso la ricerca e lo sviluppo di nuovi farmaci, e la crescita del Gruppo sono i capisaldi del testo, che fanno di Menarini, che è il primo gruppo farmaceutico italiano nel mondo, un esempio per quanto riguarda le relazioni industriali e il rapporto con le organizzazioni sindacali. Il testo prevede che le relazioni industriali di sito si occupino principalmente di problematiche locali, e cioè di flessibilità, orario di lavoro, turni ed organizzazione del lavoro. A proposito delle ferie l’accordo dà la possibilità ai lavoratori di cedere le proprie giornate di riposo in modalità solidale. Anche la formazione è stata ritenuta strategica dalle parti, in quanto strumento utile a mantenere alta la competitività dell’azienda grazie all’attuazione di progetti formativi, finanziati dai fondi interprofessionali. In materia retributiva, si ricorda che l’accordo ha stabilito che il premio di partecipazione venga calcolato esclusivamente su due paramenti: la redditività e la produttività. L’importo del premio di produttività è pari a 1.200 euro, senza essere assoggettato a rivalutazione. Giova ricordare, infine, che per i lavoratori ci sono ulteriori vantaggi economici grazie alla defiscalizzazione prevista dalla normativa. Le parti torneranno a riunirsi a partire da ottobre per continuare il confronto sulla definizione di un nuovo accordo di secondo livello di gruppo, che deve far avanzare le relazioni industriali, il welfare e il salario di produttività per migliorare le condizioni dell’azienda e dei lavoratori. Obiettivo delle parti – conclude la Femca - è di chiudere il confronto entro il 2019, in modo tale che la parte normativa ed i miglioramenti possano entrare in vigore nel 2020”.

Redazione Nove da Firenze