Gruppo Banco Bpm: il 20 maggio sciopero e manifestazione a Lucca

Sui diamanti, i sindacati rivendicano la totale buona fede dei lavoratori a cui sono state date delle informazioni del tutto fuorvianti sulle caratteristiche dell’investimento e chiedono che la banca si faccia carico di tutte le responsabilità. A Pisa 14 associati di Confconsumatori citano la banca


Lucca 10.05.2019- Da tempo le organizzazioni sindacali del Gruppo Banco Bpm rivendicano la totale buona fede dei lavoratori a cui sono state date delle informazioni del tutto fuorvianti sulle caratteristiche dell’investimento in diamanti, e chiedono con forza che la banca si faccia carico di tutte le proprie responsabilità, tenendo esenti i clienti da ogni perdita e rimborsando quindi integralmente quanto investito, dietro il ritiro delle pietre o loro certificati. A fronte del rifiuto aziendale, ribadito anche nel tentativo di conciliazione del 29 aprile scorso, forti del mandato assembleare di circa 1.000 lavoratori, è stato confermato lo sciopero del Gruppo Banco Bpm della Toscana e della provincia di La Spezia per l’intera giornata del 20 maggio. Gli stessi lavoratori parteciperanno anche alla manifestazione che si terrà a Lucca in occasione dello sciopero, con ritrovo in Piazza S. Maria alle 10,30 ed arrivo in Piazza S. Giusto, sede della banca. Per dimostrare la nostra vicinanza alla clientela, alla manifestazione sono invitati a partecipare, tutti i clienti coinvolti e tutte le associazioni dei consumatori, a fianco dei quali vogliamo ribadire con forza la richiesta di rimborso integrale dell’investimento in diamanti. Lo stesso giorno, sciopereranno e scenderanno in piazza anche i lavoratori delle province di Genova, Verona e Venezia.

I lavoratori sono vittime al pari dei clienti, non sono quindi responsabili di quanto avvenuto! Le responsabilità vanno semmai ricercate nel top management, che non doveva concludere quel tipo di accordo commerciale con Intermarket Diamond Business, verificando prima che il prezzo di acquisto delle pietre era notevolmente superiore al loro presumibile valore di mercato. E l’attuale management non può disconoscere questa responsabilità di fronte ai nostri clienti coinvolti, che non avrebbero acquistato quei diamanti se la banca non avesse stipulato e mantenuto quell’accordo con IDB.
Lo sciopero e la manifestazione pubblica rivendicano la dignità dei bancari che si smarcano nettamente dai banchieri, i quali devono assumersi le proprie responsabilità rifondendo integralmente alla clientela gli investimenti in diamanti. Più tempo passa prima che venga presa questa decisione e più danni saranno fatti al nostro futuro, perché noi sappiamo che la banca si regge sulla fiducia della clientela, che va quindi pienamente rispettata riconoscendone le ragioni, come stanno facendo altre banche.

Dopo il recente fallimento della Intermarket Diamond Business, società che vendeva diamanti ai consumatori attraverso gli sportelli di alcune grandi banche, la Confconsumatori di Pisa non ha ricevuto proposte soddisfacenti da Bpm-Banco Popolare, ancora sordo alle legittime pretese dei clienti “incappati” nella vendita di diamanti tramite le filiale della stessa banca: e così Confconsumatori ha deciso di avviare per 14 propri associati le doverose azioni giudiziali. «Sono in via di notifica – fanno sapere dall'associazione – atti giudiziali nei confronti della banca per 14 persone (famiglie, lavoratori, pensionati e quindi modesti risparmiatori) che chiedono all'istituto bancario la restituzione di complessivi 270 mila euro di risparmi andati in fumo, grazie a errati suggerimenti di investimento in diamanti, indotti in errore dalle gravi condotte già censurate dall’autorità antitrust e oggetto di indagine penale da parte della Procura di Milano, come apprendiamo da notizie giornalistiche».Confconsumatori, sia a livello territoriale che nazionale, comunque oltre che nella lite confida che Banco Popolare, così come hanno fatto tutte le altre Banche coinvolte nella vicenda, riveda la propria posizioni e ristori tutti i clienti. Gli associati sono assistiti dall’avvocato Luca Lauricella del foro di Pisa. I risparmiatori interessati che non hanno ancora ottenuto ancora un ristoro possono rivolgersi alla sede di Pisa di Confconsumatori, in via Fiorentina 214/C; telefono 050 7917318; email confconsumatori.pisa@gmail.com.

Redazione Nove da Firenze