Giovanni Palatucci: il ricordo della Polizia di Stato di Firenze

Oggi l'anniversario della scomparsa del Questore Reggente di Fiume


Questa mattina alle ore 10.30, all’interno della Caserma De Laugier, il Questore di Firenze Filippo Santarelli, alla presenza del Prefetto di Firenze Alessandra Guidi, del Vice Sindaco di Firenze Alessia Bettini, del Presidente della Comunità ebraica Enrico Fink, del Rabbino Capo di Firenze Gadi Piperno, del Cappellano Provinciale della Polizia di Stato Monsignor Luigi Innocenti e del Presidente della Sezione A.N.P.S. di Firenze Sergio Tinti, ha posato una pietra commemorativa in ricordo di Giovanni Palatucci, accanto ad un ulivo impiantato sempre per l’occasione.

Nato a Montella, in provincia di Avellino nel 1909, il Funzionario di Pubblica Sicurezza Giovanni Palatucci nel 1937 venne assegnato a Fiume, dove assume dapprima il ruolo di Dirigente dell’allora Ufficio Stranieri e poi, dal 1943, quello superiore di Questore Reggente.

Nel 1944, dopo aver aiutato numerose persone a sottrarsi al destino riservato loro dalle leggi razziali dell’epoca, Giovanni Palatucci viene arrestato dalla Gestapo e deportato al campo di sterminio di Dachau, dove muore 76 anni fa, il 10 febbraio del 1945.

Giovanni Palatucci è stato riconosciuto nel 1990 dallo Yad Vashem di Gerusalemme “Giusto tra le nazioni” e nel 1995 è stato insignito della Medaglia d’Oro al Merito Civile con la seguente motivazione: «Funzionario di Polizia, reggente la Questura di Fiume, si prodigava in aiuto di migliaia di ebrei e di cittadini perseguitati, riuscendo ad impedirne l'arresto e la deportazione. Fedele all'impegno assunto e pur consapevole dei gravissimi rischi personali continuava, malgrado l'occupazione tedesca e le incalzanti incursioni dei partigiani slavi, la propria opera di dirigente, di patriota e di cristiano, fino all'arresto da parte della Gestapo e alla sua deportazione in un campo di sterminio, dove sacrificava la giovane vita.»

Così il Questore di Firenze Filippo Santarelli: ”Giovanni Palatucci è un eroe del suo tempo e di ogni tempo. Esempio per giovani poliziotte e poliziotti di come si possa sempre agire con senso di umanità, improntando le nostre azioni al senso di responsabilità civile ed al rispetto della coscienza.”

Redazione Nove da Firenze