Rubrica — Spettacolo

Giovanni Allevi: "Il mio inno del disequilibrio"

Tutto esaurito e ovazione finale al concerto al Valdichiana Outlet Village. "Viviamo una società conformista, siamo tutti omologati a degli stereotipi piatti e banali. Riesce a trovare se stesso solo colui che è squilibrato"


Il personaggio è unico: artista eclettico ed inusuale, compositore, direttore d'orchestra e pianista di fama mondiale, il Maestro Giovanni Allevi, con le sue note e un approccio al pubblico delicato ed originale, ha saputo stregare e far volare il grande pubblico del Valdichiana Outlet Village, che ha vissuto una serata indimenticabile, senza dubbio tra le più alte, a livello qualitativo, tra le tante proposte nella Land of Fashion in tanti anni, da Fmedia. Acclamato durante tutta l’esibizione, accompagnato sul palco in Piazza Maggiore dai 12 musicisti dell’Orchestra Sinfonica Italiana, ha proposto i brani del nuovo disco "Equilibrium" e quelli dei lavori precedenti, alternando il piano solo e l’accompagnamento degli archi.

Maestro, pare alla ricerca di equilibrio.Può sembrare strano, ma tutta la mia ricerca musicale e personale è giunta invece ad un inno del disequilibrio” ha detto Giovanni Allevi. “Viviamo una società conformista, siamo tutti omologati a degli stereotipi piatti e banali. Riesce a trovare se stesso solo colui che è squilibrato e riesce a rompere le maglie di questo potere invisibile. Siamo pochi, ci riconosciamo e al termine dei miei concerti si stringono intorno a me. Sono persone che si sentono inadeguate, ma sono loro ad avere il futuro del mondo in mano. La diversità è un grande valore, l’accoglienza della diversità è un gesto necessario, così come è necessario ritrovare il femminile che è dentro ciascuno di noi”, aggiunge. Amato da un pubblico intergenerazionale: “Ho pudore a diventare punto di riferimento per qualcuno, ma consiglierei ai giovani che si affacciano alla musica classica di non tener conto dei numeri. Nella nostra società conformista tutti pensano che contino solo quelli: vale solo ciò che muove i grandi numeri. Non è assolutamente vero, anzi è vero il contrario: è una delle peculiarità della musica classica, quella di non avere mai cercato il consenso collettivo. Pensiamo invece alla bellezza, sentiamoci dei cavalieri lucenti che portano nel mondo un messaggio assolutamente nuovo”. Applausi. Infiniti, come quelli che ha ricevuto al termine dell’esibizione, non sottraendosi al rito degli autografi e dei selfie. Un abbraccio che si ripete ogni volta “soprattutto in Europa e negli Stati Uniti, mentre in Oriente c’è una garbata distanza fisica che comunque rispetto e ammiro”. Osannato in tutto il mondo, con un piccolo cruccio: “Ammiro e invidio la Toscana, c’è una bellezza che toglie il fiato, da marchigiano ne sono quasi geloso: sapete che quando vado negli Stati Uniti, per loro l’Italia si identifica con la Toscana?”

Prese d’assalto le quattro isole degustazione, dove è stata proposta la migliore produzione di Syrah Cortona, Rosso e Nobile di Montepulciano, Brunello di Montalcino, Vernaccia San Gimignano e Chianti, oltre a vini provenienti dai territori delle altre Land Of Fashion, quindi, mantovani, pugliesi, friulani e Franciacorta, oltre alle birre artigianali dell’Amiata, Montepulciano, e Apuane. “Posso tracciare – dichiara il center manager Riccardo Lucchetti - un bilancio straordinario della Village Night, a chiusura dei grandi eventi estivi voluti dalla società di gestione Multi e dalla proprietà Blackstone. La serata ha saputo unire sotto un unico denominatore la magia della grande musica live in una Piazza straordinaria, con un compositore di livello mondiale come Allevi, vini e sapori di qualità con lo shopping, perfetta ed elegante sintesi di bellezza ed esaltazione del territorio. Serata perfetta”.

Redazione Nove da Firenze