Giorno del Ricordo lunedì 8 febbraio on line su Youtube

Firenze: il 74° Anniversario dell’esodo dall’Istria, Fiume e Dalmazia sarà celebrato nel corso del Consiglio comunale

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
05 febbraio 2021 18:52
Giorno del Ricordo lunedì 8 febbraio on line su Youtube
foto di archivio

Il Consiglio comunale di Firenze celebrerà il Giorno del Ricordo lunedì 8 febbraio, intorno alle 16, in modalità on line sul canale youtube: https://www.youtube.com/channel/UCXdLhwYzwI9159Ei7TDTn4w. Dopo l’intervento del presidente del Consiglio Comunale di Firenze Luca Milani è stato invitato il Presidente del Comitato 10 febbraio e vice presidente dell’associazione nazionale dalmata Emanuele Merlino, autore del libro “Foiba rossa. Norma Cossetto, storia di un’italiana”. Seguirà dibattito in aula con i consiglieri comunali sulle dinamiche che condussero alla stagione del terrore delle foibe ed al successivo esodo di 350.000 istriani, fiumani e dalmati.

“La città di Firenze, come molte altre città d’Italia, è stata rifugio e nuova casa per molti esuli, proveniente dall’Istria e dalla Venezia Giulia.

Persone – ricorda il presidente del Consiglio comunale Luca Milani – che furono costrette ad abbandonare la propria casa perché altrimenti avrebbero dovuto abbandonare la propria identità e la propria nazionalità.

La celebrazione avviene quindi in onore del ricordo di tutte le vittime dei massacri delle foibe, gli eccidi compiuti a danno della popolazione italiana della Venezia Giulia e della Dalmazia nel periodo della seconda guerra mondiale, e appena dopo, ad opera dei partigiani jugoslavi.

Il Giorno del Ricordo si celebra proprio il 10 febbraio, in occasione dell’anniversario del termine di questi massacri, quando tramite i trattati di Parigi l’Istria e la maggior parte della Venezia Giulia, prima tutti territori appartenenti all’Italia, vennero assegnati alla Jugoslavia.

A Firenze gli esuli furono ospitati principalmente a Sant’Orsola condividendo spazi, cucine e luoghi e con cartoni e coperte come divisori per le camere. Poi però, il piano casa nazionale di edilizia popolare, attuato dall’Amministrazione, ha dato loro una casa ed è cominciata l’integrazione. Che questo passaggio – conclude Milani – possa esserci di indirizzo nel nostro presente”. 

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