Rubrica — Mostre

Giobbe e l'enigma della sofferenza

Fino al 16 giugno nel chiostro delle medicherie di Santa Maria Nuova una rassegna fotografica sul dolore. Il 12 giugno incontro con il professor Ignacio Carbajosa dell'Università di Madrid


Firenze – E' allestita nel trecentesco chiostro delle medicherie dell’ospedale Santa Maria Nuova la rassegna fotografica "C'è qualcuno che ascolta il mio grido? Giobbe e l'enigma della sofferenza".

La mostra sarà visitabile fino al 16 giugno con orario 8 – 21

L’esposizione, lanciata nel 2018 al Meeting per l’amicizia fra i popoli di Rimini, tocca Firenze attraverso la volontà della "Fondazione Santa Maria Nuova Onlus", in collaborazione con l’Azienda USL Toscana centro", l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Careggi" e con il contributo "ISB Consulting" e "Via del Tè", per continuare ad affrontare il problema del male e della sofferenza innocente che da sempre interroga l’essere umano sulla bontà e l’esistenza stessa di Dio. Attraverso il “grido di Giobbe”, in assioma col grido della nostra realtà contemporanea: dal terremoto di Lisbona nel 1755, passando per i campi di concentramento del secolo XX, i disastri naturali, la sofferenza dei bambini nelle guerre, fino ai più recenti attentati terroristici, viene infatti cercata, nei drammatici scatti che la compongono, una qualche forma di razionalizzazione del “Come mai un Dio buono può permettere questo?”.

Il quesito teologico filosofico, che resta ovviamente aperto, sarà oggetto di discussione durante la presentazione della mostra al pubblico che avverrà con un incontro mercoledì 12 giugno 2019, alle ore 21, presso l'Auditorium del CTO di Careggi, nel quale Interverrà Ignacio Carbajosa, professore di Antico Testamento all'Università San Damaso di Madrid e direttore della rivista "Estudios Biblicos".

Redazione Nove da Firenze