Giani: "Lombardi e piemontesi in Toscana? Meglio aspettare"

Il presidente del Consiglio regionale esprime la sua idea su Facebook. "Non poter raggiungere le seconde case potrà sembrarvi una limitazione importante ma nelle vostre regioni il virus ha colpito con una violenza inaudita e ancora ci sono molti nuovi contagi. Torneremo ad accogliervi con calore"


Lombardi e piemontesi, ci state simpatici ma ancora per qualche giorno è bene, per una questione di prudenza, che non veniate in Toscana. Questo il messaggio inviato attraverso Facebook da Eugenio Giani, presidente del Consiglio regionale toscano e candidato del centrosinistra alle prossime elezioni regionali.

"Ho qualcosa da dire ai nostri amici lombardi e piemontesi - esordisce Giani - .Spero che il Governo aspetti qualche giorno ancora per aprire i confini regionali. Lo dico con franchezza. Non poter raggiungere le seconde case qui in Toscana potrà sembrarvi una limitazione importante, e lo capisco. Nelle vostre regioni, però, il virus ha colpito la popolazione con una violenza inaudita e ancora ci sono molti nuovi contagi; vi posso garantire -sottolinea il presidente dell'assise toscana - che abbiamo vissuto, e stiamo vivendo, le vostre traversie con grande apprensione e solidarietà. Proprio per questo, però, nel tendersi la mano tra italiani, dobbiamo applicare grandissima cautela. Ci siamo conquistati, qui in Toscana, risultati straordinari nella lotta al virus e dobbiamo, con la vostra pazienza, portare avanti questa battaglia vincente. A momento debito (si tratta di una breve attesa, in fondo), torneremo - conclude Giani - ad accogliervi con il nostro calore.So che capirete e vi ringrazio di cuore".

Pensiero analogo aveva espresso ieri sempre su Facebook Enrico Rossi, focalizzando l'attenzione sulla Lombardia. «Dunque, sembra che verrà riaperta tutta l’Italia - aveva scritto su Facebook il Governatore - Se è così, non posso fare altro che adeguarmi. Ma non sono convinto. Mi chiedo per quale ragione la Lombardia, che ha un livello di positivi molto più alto di altre regioni, debba essere trattata come le altre, con il rischio di mettere nuovamente in giro i contagi. Più prudenza forse sarebbe stata opportuna per i Lombardi e per tutti gli italiani.Io non sono uno sceriffo, né voglio raccontare sciocchezze su patenti sanitarie impossibili, ma vedere Fontana e anche Sala così spinti verso le riaperture, dopo il disastro che proprio in Lombardia ha avuto il suo epicentro, mi lascia sbalordito e contrariato. Chissà se si sarebbe fatto lo stesso se al posto della Lombardia ci fossero state altre regioni, magari del Sud».

Redazione Nove da Firenze