Rubrica — Fiorentina

German Pezzella: caratteristiche e ruolo del pilastro difensivo viola

Immagine concessa da violachannel.tv
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La difesa della Fiorentina possiede dei connotati precisi e meticolosi, ma che la distanziano molto in terminidi organismo del sistema di gioco


Qual è il ruolo di German Pezzella?

Bisogna chiarire che la figura del libero è nato negli anni ’30 dopo l’avvento, fra il 1925 e il 1926, del cosidetto “fuorigioco a due”. Sarà proprio dal calcio inglese che nascerà una prima concezione grezza, con la quale verrà plasmato il calcio giocato e discusso oggi. Anzi, in realtà ci saranno due ideologie calcistiche che si confronteranno aspramente nel ventennio tra la fine degli anni ’20 e la fine dei ’40: il Metodo di Vittorio Pozzo e il Sistema di Herbert Chapman.

Entrambi i moduli rispettivamente 2-3-2-3 e 3-2-2-3 rappresenteranno modalità diverse ma efficaci, se presi constatandone l’evoluzione storico-calcistica dell’Italia e dell’Inghilterra. La prima col calcio d’opportunismo che mostrava quel lato tanto diplomatico e perciò difensivistico congruo della società da “cavillo” italiana, mentre l’altra dimostrerà quella rincorsa allo sfarzo e all’ozio aristocratico che attua un “passing game” imponendo la propria forza offensiva.

Tornando sull’argomento: quali sono le caratteristiche che portano Pezzella a essere “centre-back” viola? Nella difesa a tre che Pioli ha creato ci sono due marcatori, insieme potremmo dire a uno stopper con compiti di posizionamento e raddoppio, caratteri tipici del “difensore di posizionamento” ideato dal Metodo Pozzo. Perché il capitano della Fiorentina non ha la caratteristica dell’impostazione e della marcatura a uomo. Inoltre il mister gigliato non ha, come all’incirca Chapman e poi Guardiola, un centrocampista che possa abbassarsi in mezzo ai due difensori durante la fase difensiva e riesca successivamente ad impostare l’offensiva. Veretout risulta troppo dinamico, propositivo; Fernandes esplosivo; Norgaard smistatore con referenze di lettura difensivista più congeniali alla mediana che alla linea arretrata; Dabo e Benassi pure mezz’ali.

Dunque, Pezzella, oltre a marcare il centravanti o prima punta avversario, deve aiutare i suoi due compagni di reparto: Vitor Hugo e Milenkovic. Perché sono, non avendo copertura subito davanti loro, causa mancanza del mediano, portati eccessivamente ad affrontare situazioni dove rappresentano l’inferiorità numerica. Perciò il lavoro del capitano gigliato aiuta in questo, posizionandosi negli spazi con alto rischio d’errore difensivo e dettando il fuorigioco.

Oltretutto, ciò evidenzia il motivo per cui a Udine con due centrali soltanto la difesa abbia sofferto. Troppo offensivi e centrocampo assenteista.

Fiorentina — rubrica a cura di Manuel Cordero

Manuel Cordero

Manuel Cordero — Nato a Firenze nel 1995, è appassionato di giornalismo, di calcio e tifoso

E-mail: fiorentina@nove.firenze.it