Gara Tpl: la Regione non convince il sindaco di Prato

La gara è stata indetta nel 2010, a ottobre ci sarà la sentenza del Consiglio di Stato. Oggi Biffoni ha incontrato i vertici Cap e i sindacati dell'azienda. Confcooperative Toscana: “Forte preoccupazione per prevedibile caos e nuovi contenziosi”


FIRENZE– La gara regionale sul Trasporto pubblico locale è iniziata nel 2010 e ancora oggi non c'è la parola fine, ma tanta confusione. Questa la principale preoccupazione espressa dal sindaco di Prato sia nell'incontro di ieri con il direttore e il presidente di Cap, azienda pratese del consorzio Mobit, sia questo pomeriggio nell'incontro con i rappresentanti dei sindacati aziendali. Il sindaco ha ribadito la propria contrarietà alla decisione della Regione Toscana che pochi giorni fa ha affidato la gara a RaTP, senza aspettare la sentenza del Consiglio di Stato già fissato per il prossimo 10 ottobre, sottolineando come dopo nove anni di attesa accelerare a 5 mesi da un pronunciamento definitivo rischi di causare soltanto altra confusione.

I vertici di Cap, in relazione con il consorzio Mobit, hanno già fatto accesso agli atti e stanno valutando con i propri legali quali sono gli strumenti che possono essere messi in campo in attesa dell'esito giudiziario definitivo. Preoccupati anche i soci-lavoratori: se pure la gara non mette a repentaglio i posti di lavoro grazie alle clausole di salvaguardia, resta un clima di incertezza sul futuro dell'azienda e del servizio. A Prato non ci sono mai stati problemi sulla gestione del servizio dei trasporti e l'azienda Cap è sempre stata una realtà forte. Il sindaco ha sottolineato anche come la decisione presa nel 2010 di andare a gara sia stata improvvida, oltre al fatto che dopo 9 anni essendo cambiata anche la normativa nazionale di riferimento si dovrebbe rivedere il sistema stesso di affidamento del servizio di trasporto pubblico regionale.

Il sindaco di Prato è un bravo primo cittadino, ma è sorprendente che scopra improvvisamente che la gara per il Tpl non andasse fatta, visto che Prato è stato tra i Comuni che hanno dato mandato alla Regione di farla, questa gara, già nel 2011 e che ha successivamente approvato tutte le decisioni assunte dalla Regione, compreso il contratto-ponte con cui è stata avviata l'attuazione di quanto previsto dal bando di gara. L'assessore regionale a trasporti e infrastrutture replica così alle dichiarazioni del sindaco di Prato sulla questione. Per quanto riguarda l'aggiudicazione definitiva, prosegue, non si può non sapere che la decisione presa non è altro che un atto dovuto, pena sicuri ricorsi e richieste di risarcimenti milionari. Pare questo, continua, uno strano modo di interpretare il ruolo della politica. Nel rispetto delle leggi e dall'etica, la politica indica l'interesse da perseguire e la struttura tecnica e gestionale individua gli strumenti, i modi e i tempi per conseguirli. La Giunta regionale, dice ancora l'assessore, il suo ruolo lo ha giocato appieno quando era il momento, e certo i ritardi verificatisi non sono di sua responsabilità; ora l'attenzione è unicamente rivolta a perseguire un miglioramento della qualità del servizio reso ai cittadini e a salvaguardare migliaia di posti di lavoro. Proprio questa mattina, i sindacati compatti hanno ribadito il proprio pieno sostegno alla gara, così come hanno fatto nel corso di questi anni sottoscrivendo documenti nei quali si esprime la consapevolezza che solo questo percorso può garantire la stabilizzazione del settore e la salvaguardia dei posti di lavoro. Ecco perché la Giunta Regionale continua a fidarsi delle scelte tecniche fatte dai propri uffici, per salvaguardare la gara, consentire ai cittadini di avere la qualificazione del servizio e ai lavoratori il posto di lavoro garantito. Chi indice una gara, non può pretendere di scegliere il vincitore e soprattutto non può assumere un punto di vista troppo locale né deve rischiare di mettere a rischio l'obiettivo generale di dare a tutti i toscani un servizio qualificato ed omogeneo in tutta il territorio. La Regione continuerà a lavorare per garantire il rispetto del percorso intrapreso nell'interesse di tutti cittadini toscani.

“L’aggiudicazione definitiva ad Autolinee Toscane Spa (RATP) della gara per il TPL della Toscana non porrà di certo fine ai numerosi contenziosi, come di fatto ampiamente annunciato dai contendenti. Siamo innanzitutto preoccupati per la qualità del trasporto pubblico in Toscana, ma anche per le per le sorti degli investimenti dei soci lavoratori della cooperativa Cap, nostra associata nel consorzio Mobit”. Così Confcooperative Toscana in merito al decreto di assegnazione della RT pubblicato in pendenza di giudizio. “Continuiamo a ritenere incomprensibile – spiega la Presidente Claudia Fiaschi – assegnare senza attendere la decisione del Consiglio di Stato prevista tra qualche mese, una gara nata nel 2012, del valore di quasi quattro miliardi di euro, per la durata di undici anni, con tutte le criticità che ha evidenziato, non ultima quella della partecipazione di un Ente di Stato francese in contrasto al principio di reciprocità”. “Sono pienamente condivisibili, dunque – conclude Fiaschi – i numerosi giudizi critici espressi da più parti di fronte all’evidenza che la eventuale proroga di alcuni mesi di un contratto ponte, sarebbe stata per il servizio essenziale meno rischiosa di una eventuale riforma dell’assegnazione con successiva richiesta di danni”.

Redazione Nove da Firenze