Furto sulle colline di Firenze: ci provano due volte, il vicino se ne accorge

L'anziana proprietaria era deceduta da poco


I carabinieri del Nucleo Radiomobile di Firenze, coadiuvati da personale della Stazione di Firenze Ricorboli e della Compagnia di Intervento Operativo del 6° Battaglione Carabinieri “Toscana”, hanno arrestato due uomini di origine slava già conosciuti alle forze dell’ordine, per un tentativo di furto in abitazione.

I Carabinieri del Comando Provinciale di Firenze hanno arrestato un 45enne ed un 37enne entrambi nati in Italia ma di origini slave e già conosciuti per reati contro il patrimonio, autori di un tentativo di furto in abitazione in Via Cave di Monteripaldi.
Verso le ore 10.20 di ieri mattina, un abitante di via Cave di Monteripaldi, notava due uomini che cercavano di forzare il cancello d’ingresso di un’abitazione, disabitata perché l’anziana proprietaria era deceduta poco tempo fa, avvisando telefonicamente il figlio della donna.

I due malviventi, vistisi scoperti, si allontanavano a forte velocità a bordo di una station wagon di colore scuro. Mentre la parte offesa si trovava presso la Stazione Carabinieri di Firenze Galluzzo per denunciare l’accaduto, i due tornavano presso la stessa casa e questa volta riuscivano ad aprire a calci la porta d’ingresso. Il vicino zelante notava nuovamente i due ladri che venivano ancora messi in fuga: questa volta, però, annotava e forniva al 112 la targa dell’auto con cui erano scappati in direzione Cascine del Riccio.

La Centrale Operativa del Comando Provinciale di Firenze diramava le ricerche agli equipaggi in servizio e disponeva nei punti nevralgici della zona le autoradio del Nucleo Radiomobile e della Stazione Carabinieri di Firenze Ricorboli, coadiuvati da personale della Compagnia di Intervento Operativo del 6° Battaglione Carabinieri “Toscana”.

Il dispositivo, infatti, consentiva di intercettare i fuggitivi in via delle Cinque Vie dove venivano fermati e, dopo aver ricostruito compiutamente la vicenda, dichiarati in stato di arresto. Su disposizione del P.M. di turno, i due uomini vengono associati all’Istituto di Pena di Firenze Sollicciano, in attesa della convalida dell’arresto.

Redazione Nove da Firenze