Forteto: l'istituzione di una commissione di inchiesta domani all'ordine del giorno della Camera

Donzelli (Fdi): "La politica non perda l'occasione". L’assessore regionale Marco Remaschi ha risposto a un’interrogazione presentata dal portavoce dell’opposizione Jacopo Alberti (Lega) che chiede la chiusura di associazione e fondazione


Inizia domani alla Camera dei Deputati la discussione sull'istituzione di una Commissione d’inchiesta sul Forteto.

"Dopo aver denunciato la sparizione dal calendario dei lavori e aver chiesto personalmente al Presidente Fico di rimediare al più presto, finalmente ci siamo. Un passaggio fondamentale che porterà, dopo anni di battaglie contro un intero sistema che ha fatto muro, ad istituire uno strumento importantissimo per fare luce su 50 anni di abusi materiali e istituzionali. Il Parlamento e la politica non possono perdere questa occasione per dare alle vittime un briciolo di risarcimento". E' quanto afferma il deputato di Fratelli d'Italia Giovanni Donzelli, già vicepresidente della seconda commissione d'inchiesta del Consiglio regionale della Toscana. "La votazione ci sarà presumibilmente nei giorni successivi - spiega Donzelli - continueremo ad essere vigili perché in questa vicenda ne abbiamo viste di tutti i colori ed è necessario che l'istituzione della commissione avvenga in fretta e senza ulteriori ostacoli. Alla vigilia dell'ingresso in aula della questione mi tornano in mente tutti i momenti in cui le vittime hanno lottato senza essere considerate. E ricordo bene anche tutti coloro che per lungo tempo hanno cercato di insabbiare la verità. Oggi - conclude Donzelli - abbiamo l'occasione di indagare con strumenti nuovi: la politica non può permettersi di perderla, noi di Fratelli d'Italia ce la metteremo tutta".

Il portavoce dell’opposizione Jacopo Alberti (Lega) ha presentato un’interrogazione urgente al presidente e alla Giunta regionale in merito alla situazione della fondazione e dell’associazione "Il Forteto" e sulla mancata risposta da parte di Regione Toscana alla richiesta informazioni del neo-commissario. Alberti, come già annunciato la scorsa settimana, in occasione dell’incontro tra i consiglieri che hanno fatto parte della seconda commissione d’inchiesta sul Forteto e il commissario straordinario della cooperativa Il Forteto, Jacopo Marzetti, ha chiesto di sapere “in quale data è stata notificata la richiesta di informazioni da parte del commissario Marzetti alla Regione” e per quali motivi la Regione non abbia risposto; se la fondazione del Forteto “esista ancora come tale o se sia stata sciolta”; se al Forteto “esista ancora una associazione ‘Il Forteto’ riconosciuta e registrata, che può operare e perpetuare il sistema già oggetto delle inchieste e delle condanne”.

L’assessore Marco Remaschi ha risposto che la richiesta di informazioni da parte del commissario è stata notificata in data 14 gennaio 2019 e che “la Regione Toscana ha risposta al commissario in data 11 febbraio 2019”. Per quanto riguarda gli altri quesiti, Remaschi ha ricordato che nel 2012, alla luce delle vicende giudiziarie, fu valutato “se non vi fossero gli estremi per estinguere la fondazione, ma che risultò che i presupposti necessari risultavano mancanti”. L’assessore ha inoltre spiegato che Fiesoli è uscito dal Cda nel 2013, che attualmente solo tre consiglieri restano interessati al procedimento del 2011 che ancora non si è concluso, mentre altri quattro ne sono usciti durante il suo svolgimento, e che di fatto la fondazione ha osservato la decisione di sospendere le attività mantenendo viva solo l’ordinaria amministrazione. Quanto all’associazione, ha detto Remaschi, “essa non è riconosciuta dalla Regione e dunque non ne abbiamo notizia”.

Alberti si è detto soddisfatto della rapidità della risposta, ma non del contenuto. “Prendiamo atto che c’è voluto un mese di tempo per rispondere al commissario – ha replicato – mentre le istituzioni hanno il dovere di essere veloci”. “Dobbiamo lavorare per chiudere l’associazione e la fondazione del Forteto – ha aggiunto il consigliere – perché se la cooperativa è il braccio economico ed è importante salvarla per mantenere molti posti di lavoro, queste due realtà sono il braccio politico, sono metastasi su cui intervenire”.

Redazione Nove da Firenze