Focus sul Banti: ancora irrisolto il nodo amianto

Due interrogazioni in Consiglio regionale chiedono il punto sul progetto di bonifica


Di nuovo all'attenzione della Regione Toscana il caso dell'ex Sanatorio di Pratolino. Ecco i testi delle due più recenti interrogazioni formulate in Consiglio.

4 marzo

Ancora ritardi da parte dell’Asl per le opere di bonifica dell’ex ospedale Banti. La Regione intervenga per tutelare i residenti della zona!”. Lo chiede il Consigliere regionale Paolo Marcheschi (Fdi) al direttore regionale Tomassini. Lavori, non più procrastinabili, di bonifica annunciati oltre un anno fa dal dott. Marchese. “L’Asl aveva rassicurato i residenti sull’assenza di pericoli immediati per la salute pubblica, ma l’evidente stato di abbandono della struttura dell’ex Banti continua ad allarmare i cittadini che attendevano, come promesso, entro febbraio l’inizio dei lavori. Con un atto chiedo un aggiornamento sul crono-programma dei lavori di bonifica ed un intervento tempestivo per non procrastinarli ulteriormente. Attendiamo una risposta, come da regolamento, dal direttore Tomassini, entro 4 giorni. E’ doveroso anche da parte della Regione mettere definitivamente in sicurezza lo stabile e risolvere questa annosa questione. Il presidente Rossi non si nasconda dietro al rimpallo di competenze. La salute pubblica deve venire prima di tutto”.

6 marzo

Amianto al Banti, Fattori e Sarti: “Scongiurare la contaminazione dell’area”. Sì Toscana a Sinistra torna all’attacco

Una nuova interrogazione sul pericolo di contaminazione da amianto nell’area dell’ex sanatorio “Banti” di Pratolino (Firenze) è stata presentata dai consiglieri regionali Tommaso Fattori e Paolo Sarti del gruppo Sì Toscana a Sinistra. “Sono passati ormai otto mesi dall’ordinanza del sindaco di Vaglia che chiedeva all’Asl Toscana Centro il completamento della valutazione del rischio. A questo punto vorremmo sapere se l’Asl ha provveduto e, in caso affermativo, con quali risultati”, hanno affermato Fattori e Sarti, i quali hanno ricordato che “da tempo la popolazione residente nell’area denuncia i gravi rischi per la salute causati dal deterioramento della copertura in eternit della struttura, che è abbandonata da trent’anni. La Asl aveva garantito al Comune di Vaglia una risposta in tempi rapidi”. I consiglieri Fattori e Sarti chiedono inoltre alla Giunta regionale se Arpat abbia di conseguenza attivato un intervento di secondo livello per il risanamento dell’ex sanatorio, di proprietà della Asl Toscana Centro. “Dandoci risposta ad una precedente interrogazione - concludono i consiglieri - l’assessorato ha confermato ciò che temevamo, ossia la possibilità di crolli strutturali e dunque l’alto grado di pericolosità dell’edificio. Quale strategia si intende ora mettere in atto a tutela della salute e della sicurezza della cittadinanza?”

Redazione Nove da Firenze