Rubrica — Agroalimentare

Florovivaismo: in Toscana 20mila posti di lavoro a rischio

Parla Francesco Mati, presidente del settore florovivaistico di Confagricoltura Toscana


(DIRE) Firenze, 6 apr. - Sono circa 20.000 i posti di lavoro a rischio, tra diretti e indotto, nel comparto florovivaistico toscano. I conti di questa possibile 'emorragia', tutta compresa tra Pistoia e Lucca con la crisi esplosa dopo l'avanzata del coronavirus, li fa Francesco Mati, presidente del settore florovivaistico di Confagricoltura Toscana. La situazione è scura visto che molte aziende stanno andando in forte sofferenza "perché i mercati europei e internazionali sono chiusi". La crisi, infatti, sta colpendo in un periodo decisivo per la vita economica delle ditte: tra gennaio e maggio, spiega Mati, le aziende che produco fiori arrivano al 70-80% del fatturato, mentre i vivai oltrepassano il 50%. Non solo, c'è il problema dell'invenduto: "Molto della produzione della floricultura e' destinato al macero", mentre le piante riempiono i vivai, perché con il fermo commerciale viene meno la normale rotazione: resta il segmento destinato ai mercati nel 2020 che divide lo spazio con le piante messe in coltivazione lo scorso anno. Mati, quindi, ricorda che "solo il settore vivaistico in Toscana fattura un terzo della produzione agricola vendibile. E' un segmento di agricoltura avanzata- aggiunge-, decisamente strategico perché ha un'occupazione di tipo indeterminato superiore a quella di tutte le altre attività, che spesso e volentieri hanno pochi indeterminati e tanti stagionali". Mancano le entrate, in sostanza, ma nelle aziende continua la "costante cura e manutenzione delle piante: anche in un momento drammatico come questo, il lavoro all'interno dei vivai non puo' essere interrotto".

C'è quindi "molta preoccupazione" e Mati ricorda il tavolo di crisi regionale "organizzato dall'assessore all'Agricoltura Remaschi e all'Ambiente Fratoni", in cui le istanze dei distretti di Pistoia e Lucca sono state indirizzate "al ministro Bellanova, che ha dimostrato di conoscere il settore e una particolare sensibilita'". A Stato e Regione, conclude, "chiediamo di attivare tutti i meccanismi possibili per salvaguardare le imprese e i posti di lavoro", ma anche "di trovare una soluzione per il dopo crisi", perché finito lo stato di emergenza "le aziende dovranno necessariamente combattere" con il blocco "dei mercati, specialmente quelli extra europei. Per questo servono attenzioni per un consumo interno maggiore del prodotto florovivaistico". (Dig/ Dire)

Redazione Nove da Firenze