Firenze: si è aperta una crepa nel sistema di appalti e cooperative?

USB: "Ripubblicizzazione dei Cas". Amato (PaP): "Fare luce sugli appalti dei servizi comunali a CO&SO e a Il Cenacolo". Mugnai, Marchetti, Stella e Cellai (Forza Italia): «Accoglienza fumosa, più business che carità. Disperati strumentalizzati a favor politico. Ecco ciò che genera intolleranza»


FIRENZE– Si è svegliata la Magistratura e la stampa cittadina: da giovedì sono agli arresti domiciliari due gestori di centri di accoglienza per richiedenti asilo in provincia di Firenze, e sono stati interdetti il Presidente della Co&So e quello del Cenacolo, cooperativa che fa parte del consorzio Co&So. Gravi le accuse che vengono mosse dalla magistratura: irregolarità nella gestione dei centri d'accoglienza, poca igiene, cibo avariato, ospiti costretti a fare le pulizie (da contratto a carico del gestore), mancata erogazione del pocket money e della ricarica telefonica da 15 euro. 

A far partire le indagini del Tribunale di Firenze sono state le coraggiose denunce di alcuni degli ospiti di questi centri di accoglienza. Cade il luogo comune che ai migranti vengano elargiti 35 euro al giorno e stiano in hotel di lusso: i 35 euro al giorno vengono dati a chi prende in gestione un centro di accoglienza. Il gestore, poi, decide come e quanto investire per il benessere delle persone di cui si deve occupare e quanto guadagnarci.

"Un sistema che di fatto lucra sull'accoglienza -denuncia l'Unione Sindacale di Base Firenze che da anni produce segnalazioni alla Prefettura di Firenze e alla Regione Toscana- Apprezziamo questa inversione di tendenza, ma la consideriamo assolutamente tardiva, non si può sempre aspettare che si indeboliscano poteri politici per far venire fuori il marcio conosciuto da sempre: a noi, che come sindacato siamo attivi sul territorio, queste cose non erano sconosciute. Così come chiediamo agli Enti Locali della Toscana e in primo luogo al Comune di Firenze, da sempre, di effettuare tutti i controlli necessari su tutti gli appalti affidati ai vari soggetti e non solo nel settore dell’accoglienza, ma anche in quello educativo, sociale , culturale e manutentivo. Da sempre come USB denunciamo l’esternalizzazioni e gli appalti nei settori della Pubblica Amministrazione: Mafia Capitale qualche anno fa ha dimostrato quanto sia possibile far prosperare le cooperative a danno dei servizi e dei lavoratori. Oggi la Magistratura ha indagato il più potente consorzio di cooperative fiorentino, un colosso che ha in mano la maggior parte degli appalti pubblici a Firenze: è arrivato il momento di gridare forte che le esternalizzazioni impoveriscono servizi, utenti e lavoratori e alimentano un sistema che lucra sulla pelle di chi è più debole, arricchendo chi già lo è".

Potere al Popolo denuncia le condizioni dell'accoglienza: "Per noi l'unica soluzione è scardinare il sistema dell'accoglienza privato, ripubblicizzandolo e attivando meccanismi che consentano un controllo dal basso dei CAS. Le esternalizzazioni non hanno fatto altro che impoverire i servizi, gli utenti e i lavoratori, bisogna ricominciare tutto daccapo e ricostruire dalle fondamenta uno Stato che sia in grado di riprendersi ciò che negli anni ha lasciato in mano a privati".

"Bisogna far luce sugli appalti dei servizi comunali al Consorzio CO&SO e alla cooperativa Il Cenacolo, i cui rappresentanti sono indagati e coinvolti negli arresti di ieri per presunta frode nella gestione dei centri di accoglienza di migranti". Lo chiede Miriam Amato, consigliera aderente a Potere al Popolo, con una sua comunicazione che effettuerà al prossimo Consiglio Comunale previsto martedì 4 settembre. "Sono tantissimi gli appalti affidati dal Comune a CO&SO e a Il Cenacolo per servizi vari dal 2000 a oggi - aggiunge la consigliera - dai servizi educativi all'accoglienza, dalla cultura al sociale. Quindi è importante che l'amministrazione faccia luce e trasparenza sulle procedure amministrative e sui controlli effettuati sulla gestione di tali appalti e quindi porteremo la questione all'attenzione del prossimo Consiglio", conclude Amato.

Anche esponenti di centro destra hanno anche criticato il modello toscano di accoglienza diffusa, tale a loro dire da generare sacche di discontrollo. «L’inchiesta della magistratura fiorentina su alcune tra le principali cooperative che a Firenze e in Toscana gestiscono il settore dell’accoglienza dimostra una volta di più ciò che a più riprese avevamo sostenuto, ovvero che il modello toscano tanto vantato dal governatore Enrico Rossi si presta a generare sacche di discontrollo in cui si annidano volentieri comportamenti criminosi. Inutile che oggi la giunta regionale si vada in tutta fretta a nascondere annullando di primo mattino la conferenza stampa già convocata sulla questione dell’immigrazione per rilanciare i propri modelli di accoglienza diffusa. La frittata è ormai fatta, e a porvi rimedio è l’autorità giudiziaria». «La verità è che la sinistra ha praticato per anni e anni un buonismo indistinto che nuoce per primi agli immigrati brava gente, confinati in un calderone in cui a pari merito entrano aventi titolo e non, criminali e rifugiati. Questo ha generato tensioni sociali, questo ha generato un modello di accoglienza fumosa, più business che carità, che strumentalizza decine di disperati a mero favore politico, ammonticchiando persone spesso in condizioni nemmeno granché dignitose. I risultati sono nella chiusura di centri come quello di don Biancalani a Vicofaro, a Pistoia, e in inchieste come quella che a Firenze ha prodotto misure cautelari e interdittive. Poi la giustizia farà il suo corso, ma se tutto fosse limpido non ci sarebbero i fascicoli» affermano i vertici toscani e fiorentini di Forza Italia con l’onorevole Stefano Mugnai (coordinatore regionale), Maurizio Marchetti(capogruppo in Consiglio regionale), Marco Stella (coordinatore fiorentino, vicepresidente del Consiglio regionale), Jacopo Cellai (capogruppo in Comune di Firenze).

"Se per attaccare impropriamente sull'immigrazione i gruppi di Forza Italia del Comune e della Regione, addirittura in forma congiunta, si appoggiano al fatto che ho dovuto sconvocare una conferenza stampa perché da stamani sono a casa con un virus – replica l'assessore alla presidenza, Vittorio Bugli - , sono proprio ridotti male: molto più di me che, diciamo, proprio bene non sto". "Oltretutto - aggiunge - potevano almeno verificare che la conferenza stampa per affrontare il tema specifico delle attività volontarie era stata convocata ieri pomeriggio, dopo che erano già uscite le notizie a cui fanno riferimento. Quindi nessun imbarazzo o voglia di nascondersi, non vedo per cosa". "Siamo pronti – risponde l'assessore - a confrontarsi con tutti sull'impegno di questi anni della Regione, sul modello di accoglienza diffusa e su quanto scritto nel Libro bianco per l'accoglienza. Anche alla prova dei fatti e alla luce delle nuove politiche del Governo, modello e buone pratiche messe in atto in Toscana dimostrano di essere il modo migliore per governare il fenomeno".

Redazione Nove da Firenze