Firenze, riparte l'edilizia nel centro storico: Italia Nostra bocciata dal Tar

Nardella e Del Re: "Giorno importante per la città, è stato confermato il valore di tutela delle norme introdotte con la variante". Le imprese tirano un sospiro di sollievo. Gli architetti: "Una riflessione amara riguarda il danno economico che hanno subito tutti i soggetti coinvolti in questa assurda vicenda"


(DIRE) Firenze, 12 dic. - Tutto come prima. Prima di fine maggio, quando il Consiglio di Stato ha sospeso la variante al regolamento urbanistico di Palazzo Vecchio rimandando la materia al Tar toscano, bloccando il comparto dell'edilizia nel centro di Firenze. E i giudici hanno nuovamente respinto il ricorso di Italia Nostra (come già successo lo scorso 21 febbraio): "Non si può in alcun modo affermare che il Comune abbia dato il via libera ad una indiscriminata operazione di liberalizzazione degli interventi sul patrimonio edilizio del centro storico, esorbitando dai confini (peraltro ampi) della propria discrezionalità", mettono nero su bianco nella sentenza. La norma, quindi, "tutela il patrimonio storico e architettonico della città", esulta il Comune.

"E' un giorno importante per tutta la città- hanno detto il sindaco Dario Nardella e l'assessore all'Urbanistica Cecilia Del Re - e per i tanti cittadini e lavoratori che aspettavano una svolta dopo essersi visti bloccare i lavori per effetto del ricorso di Italia Nostra e della relativa ordinanza del Consiglio di Stato".

Il Tar, aggiungono, "per la seconda volta, ha confermato oggi il valore di tutela delle norme che abbiamo introdotto con la variante: non c'è alcun rischio per il patrimonio storico e architettonico della città. Abbiamo approvato uno strumento che mantiene intatta, anzi aumenta, la tutela del patrimonio edilizio di Firenze, rendendo piu' certe e chiare le norme per cittadini e operatori". 

Dopo lo sblocco dei cantieri fuori dal centro dello scorso luglio, proseguono, "oggi arriva la svolta definitiva che ridà ossigeno alla città anche per quanto riguarda gli interventi in centro storico. Siamo molto soddisfatti".

Dal 24 luglio, infatti, dopo la precisazione depositata in tribunale da Italia Nostra, gli effetti della sospensiva erano già cessati nell'area fuori dal centro". 

Nel dispositivo, la prima sezione del tribunale amministrativo, spiega che "se non vi è dubbio che una disciplina urbanistica ragionevole del centro fiorentino debba inevitabilmente tenere conto della" sua "particolarità storica ed artistica", ciò "non significa affatto che le uniche forme di intervento ammissibile per tutti gli immobili debbano essere di manutenzione o di risanamento conservativo". E non significa neppure "che debbano considerarsi vietati in assoluto i mutamenti di destinazione o i recuperi di superficie o volume all'interno delle sagome esistenti". Affermare il contrario, si sottolinea nel dispositivo, "significherebbe negare ogni tipo di discrezionalità alla amministrazione nella disciplina di una parte del proprio territorio oltre che cristallizzare (oltre la misura del ragionevole) lo stato esistente attraverso la 'monumentalizzazione' di ogni dettaglio interno ed esterno del tessuto edilizio della città. Con il risultato di impedire ogni forma di adattamento sostenibile del centro alle esigenze del sostrato economico e sociale di riferimento.
Occorre peraltro considerare, è scritto, "che la disciplina impugnata, nonostante ammetta in astratto interventi fino alla ristrutturazione, rimane ispirata a finalità eminentemente conservative limitando fortemente le potenzialità insite nella richiamata categoria di intervento. Risultano infatti non ammessi" la demolizione degli edifici esistenti, ad eccezione delle superfetazioni, l'aumento del volume lordo complessivo, la modificazione della sagoma, la modifica della composizione dei prospetti sulla via pubblica" e "la modifica della quota di imposta delle coperture". (Dire)

“Siamo soddisfatti e sollevati, finalmente si sblocca il settore dell’edilizia nel centro storico. Il comparto casa ha già subito un forte freno e un ulteriore stop rischiava di mettere in seria difficoltà le imprese e i lavoratori” - è il commento di Jacopo Ferretti, segretario Confartigianato Imprese Firenze in merito al pronunciamento del Tar della Toscana che ha respinto il ricorso dell’associazione Italia Nostra, dando nuovamente ragione al Comune di Firenze e confermando che la variante al regolamento urbanistico tutela il patrimonio storico-architettonico della città.

“In questi mesi abbiamo raccolto la preoccupazione delle imprese, dei professionisti e della famiglie - continua Ferretti - Oggi lo sblocco dei cantieri in centro, dopo quello al di fuori del centro storico, è un’ottima notizia che fa bene alla città”.

Esultano anche gli architetti: “Il TAR della Toscana - si legge in una nota del Consiglio dell'Ordine degli Architetti di Firenze - ha respinto il ricorso di Italia Nostra che dal 23 maggio aveva sostanzialmente bloccato l'attività edilizia a Firenze ed in particolare nel centro Unesco.

L'Ordine degli architetti insieme alla Consulta interprofessionale nel corso di questi mesi ha messo in campo tutte le proprie energie per sensibilizzare le parti in causa sul grave danno economico che il blocco delle attività edilizie stava generando.

Nel corso dell'evento che si è svolto il 9 luglio alla Palazzina Reale, aveva chiesto ad Italia Nostra di ritirare il ricorso e contestualmente attivare un tavolo di confronto finalizzato ad una collaborazione sinergica tra i vari portatori di interesse per dare un contributo utile alla redazione del nuovo Piano Operativo di Firenze.

Nonostante questi tentativi di mediazione, si è dovuto attendere la sentenza del TAR per superare questo blocco.

Adesso, finalmente, si potranno legittimamente riprendere tutte quelle attività che sono state inutilmente tenute ferme per mesi.

Una riflessione amara riguarda il danno economico che hanno subito tutti i soggetti coinvolti, anche a loro insaputa, in questa assurda vicenda.

Dalle categorie professionali, alle imprese di costruzione, agli artigiani, ma soprattutto ai cittadini che avevano programmato di eseguire dei lavori di adeguamento di un immobile (magari accedendo ad un mutuo) e che si sono ritrovati a pagare delle rate senza poter effettuare i lavori.

Il 9 ottobre si è tenuta la prima udienza del TAR Toscana, chiamato a pronunciarsi sulla richiesta di sospensione della Variante al RUC vigente a cui ha partecipato anche l'Avvocato Enrico Amante che ha ricevuto mandato dalla Consulta delle professioni tecniche per ribadire alcuni aspetti giuridici che riteniamo particolarmente importanti. La vicenda è di notevole rilevanza per la città sia sotto il profilo economico che per le ricadute sulla trasformazione del tessuto architettonico, condiziona le attività che nella città si svolgono, sia pubbliche che private.

Adesso, con maggiore serenità, possiamo spendere le nostre energie in modo più costruttivo stimolando la redazione del prossimo Piano Operativo e facendo sistema con le principali forze intellettuali e produttive della città”, concludono gli architetti fiorentini.

Anche gli ingegneri fiorentini salutano con grande soddisfazione questa novità.  “L’Ordine degli Ingegneri della provincia di Firenze prende atto con soddisfazione della sentenza del TAR della Toscana relativa alla possibilità d’intervento nel centro storico, dichiara Giancarlo Fianchisti, presidente dell'Ordine degli Ingegneri di Firenze, in merito al pronunciamento del Tar della Toscana.

“Il ricorso del Comune di Firenze unitamente a quello della Consulta Interprofessionale della quale fa parte anche l’Ordine degli Ingegneri di Firenze, accolto dal TAR, sblocca una situazione di sospensione che ha paralizzato per oltre sei mesi le attività del settore immobiliare, dell’edilizia e imprenditoriali anche con pesanti risvolti sull’occupazione. Si auspica che questa circostanza rappresenti un momento di riflessione per la città e per l’Amministrazione in vista della prossima revisione del piano operativo”, conclude Fianchisti.

Interviene anche Marco Stella: "Salutiamo con grande soddisfazione il pronunciamento del Tar della Toscana, che ha respinto il ricorso dell'Associazione Italia Nostra sulla variante al regolamento urbanistico di Firenze, sbloccando così i cantieri anche all'interno del centro storico fiorentino. E' una notizia davvero positiva, perché con lo sblocco dei cantieri edili riparte l'economia, con tutto l'indotto legato all'edilizia", afferma il vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana. "Ora - aggiunge Stella - si proceda velocemente, anche per smaltire le tante pratiche rimaste in sospeso".

Redazione Nove da Firenze